Il SudEst

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L' appetito vien leggendo: alla (ri)scoperta dell'antico mangiare

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di GIUSEPPE CARIELLO

Il Cappero

La rice-storia di oggi ha come protagonista il cappero che, piccolo piccolo, anche lui ha qualcosa da raccontare!


Vi sarà sicuramente capitato, in estate, durante le passeggiate all’aria aperta, come, su rocce e muri facciano capolino arbusti dal portamento ricadente con grandi fiori bianchi. Stiamo parlando della “Capparis Spinosa”che, oltre ad abbellire i nostri già meravigliosi paesaggi costieri, ci fa un altro dono: i suoi gustosi germogli, grandi come piselli, di colore verdastro, gradevolmente aromatici e saporitissimi.

Di probabile origine tropicale, il cappero è presente nelle regioni mediterranee da tempo immemorabile ed utilizzato con finalità medicinali e alimentari. Le prime notizie storiche si apprendono dalla letteratura greca e, ancor prima, dalla Bibbia ((Ecclesiaste XII ,5 ).

Aristotele e Dioscoride ne ricordano l’attitudine medicinale e cosmetica, mentre Plinio il Vecchio li distingueva secondo la terra d’origine: sosteneva che quelli Africani arrecavano danni alle gengive, mentre quelli Pugliesi scioglievano l’intestino.

Le piante di cappero sono diffusissime in Puglia, in particolar modo nel leccese: i loro splendidi fiori bianchi e le foglie verdi e lucenti rendono queste piante particolarmente gradite alla vista dei turisti che, in primavera e in estate passeggiano per le caratteristiche viuzze salentine.

Si racconta che gli antichi Greci e Romani considerassero molto questa pianta poiché fondamentale  per la realizzazione del “garum”, una sorta di salsa aromatica diffusasi nell'antichità. Inoltre, alcuni scavi effettuati nella cittadina di Tell es-Sawwan (villaggio preistorico), hanno testimoniato come la pianta di cappero esistesse in Iraq (l'antica Mesopotamia) già prima del 5.800 a.C. Possediamo anche le prime notizie agronomiche risalenti al periodo classico in cui si apprendono i primi metodi di coltivazione: venivano fatte delle fosse, ricoperte di pietre, per far sì che le radici s’insinuassero tra loro.

I capperi anticamente venivano usati per preparare anche un decotto, fatto dalle scorze dei ceppi e delle radici, per curare le varici di cui molte donne erano affette. Un autore seicentesco, Domenico Romoli detto Panunto, nel suo famoso trattato culinario “La singolar Dottrina” afferma che“...quei che mangeranno non hauran dolore di milza, ne di fegato...son contrari alla melanchonia, proucano l’ourina...”; lo stesso autore non manca di accennare a presunte virtù afrodisiache aggiungendo che i capperi “fan vivace il coito”.

La “Capparis spinosa”, ovvero la pianta di capperi, cresce spontanea lungo le coste del Mediterraneo. Naturalmente è anche possibile coltivarla ma il procedimento è un pò complicatoin quanto la principale difficoltà consiste nel ri-creare l’habitat ideale affinché la pianta possa crescere bene. Per fortuna, la natura ci viene incontro facendo tutto da se.

I maggiori consumatori di capperi sono i Siciliani forse perché dalle loro parti, complici il tanto sole e la buona terra, la pianta da' il meglio di se!

Chi non conosce  il cappero di Pantelleria? Recenti studi dell’Università di Catania hanno evidenziato delle proprietà del cappero del tutto inaspettate ovvero esso contribuirebbe a rafforzare il nostro organismo contro le più comuni allergie sia come terapia che come prevenzione.
Il cappero, inoltre, stimola la diuresi, aiuta la digestione e protegge i vasi sanguigni.

Ricetta:

Capperi con gli spaghetti

500 gr di spaghetti

sale q.b.

olio q.b.

qualche foglia di basilico

mezzo peperoncino

cinque cucchiaini di capperi

mezzo bicchiere di vino bianco

uno spicchio d'aglio

pan grattato

Procedimento

Fate lessare gli spaghetti. In una padella fate cuocere per tre minuti un po' d'olio uno spicchio d'aglio, qualche foglia di basilico, il mezzo peperoncino, i capperi e il vino bianco. Dopo che il vino sarà sfumato, alzate un po' la fiamma, fate saltare nel condimento gli spaghetti cotti al dente. Per completare, un po' di pan grattato fritto.

...e in cinque minuti farete un figurone con un primo facile, genuino e gustoso!!!