Il SudEst

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L' appetito vien leggendo: alla (ri)scoperta dell'antico mangiare

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di GIUSEPPE CARRIELLO


Il Latte di Soia

La soia venne coltivata per la prima volta in Cina cinquemila anni fa: a quel tempo l’imperatore chiamò questo legume "Ta Teou" (grande fagiolo). Egli classificò la soia tra le cinque piante sacre, le altre erano il riso, il frumento, l’orzo e il miglio.


Appartiene alla famiglia delle leguminose, ma la composizione dei suoi semi differisce da quella degli altri legumi per il suo elevatissimo contenuto proteico.

La soia ha proprietà emulsionanti, inoltre diminuisce i livelli di colesterolo nel sangue e determina un effetto ricostituente al sistema nervoso centrale.

Introdotta nel XVIII sec. in Francia e nel XIX in Italia, la prima "grande" esportazione di soia al di fuori della Cina avvenne nel 1804, quando un veliero americano che tornava negli Stati Uniti ne trasportò un carico come zavorra. L'uso della soia si è diffuso dopo la seconda guerra mondiale.

Da questo prezioso legume nasce quello che oggi troviamo come sostituto del latte vaccino: il latte di Soia.

In Cina, dove la soia viene utilizzata per diversi scopi alimentari fin dall’antichità, si ritiene che questo “latte vegetale” sia stato scoperto e ottenuto per la prima volta da Liu An della Dinastia Han nel 164 a.C. Più tardi, il consumo di soia e alimenti a base di questo legume si estese anche al Giappone.

Questa bevanda, chiamata erroneamente “latte”, ha una storia molto antica, che risale addirittura a duemila anni fa. In Cina infatti, si preparava questo siero di soia, chiamato "Doujiang", per fare il tofu, o come base per delle zuppe di verdura. Solamente in epoca recente, agli inizi del Novecento, un imprenditore cinese cominciò a produrre questa bevanda anche al di fuori della Cina, ma soltanto dopo la seconda guerra mondiale questa cominciò a riscuotere successo, facendo poi il boom negli anni Ottanta in tutto il mondo.

Il latte di soia, che si ottiene dalla macerazione dei semi di soia nell'acqua, è un latte marroncino dal sapore piu' dolce rispetto a quello vaccino, con un leggero gusto di fagiolo che se non piace puo' essere corretto, per esempio, con del miele aromatico. Essendo privo di lattosio (lo zucchero naturalmente presente nel latte di origine animale) e di caseina (una proteina anch'essa presente nel latte di origine animale), e' di facile digestione e rappresenta un'ottima alternativa al latte vaccino per chi soffre di intolleranza o allergia a questi componenti;

Ricetta

250 gr farina 00

50 gr cacao amaro

140 gr zucchero di canna

1 cucchiaino lievito vanigliato

una tazzina di olio di semi

150 ml latte di soia

Procedimento

Con lo sbattitore  mescolate prima i liquidi, con un pizzico di sale. Poi aggiungete a poco a poco zucchero e farina mescolata a lievito. Verrà un impasto morbido, a questo punto fate dei ciuffetti con  un cucchiaino. Disponeteli direttamente in teglia antiaderente non unta. Infornateli con forno ventilato per 15 minuti. Lasciateli raffreddare.