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“Vivere la Puglia”… Sagre, mostre, fiere e tanti appuntamenti da non perdere

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di ANGELICA LABIANCA

In giro per la Puglia, diversi e interessanti appuntamenti per arricchire il nostro bagaglio culturale e deliziare i nostri sensi.


  • Gravina, Vera Slepoj presenta "La psicologia dell'amore"

Lunedì 4 dicembre, ore 19

Per la rassegna letteraria “Amore non amore”, Vera Slepoj presenta "La psicologia dell'amore".

C'è qualcosa di strano, di paradossale, nell'amore. L'amore è esperienza di tutti. Eppure quando si è innamorati si pensa di essere le sole persone al mondo a essere toccate dalle sue ali celestiali. L'amore è strettamente connesso alla riproduzione della specie, e dunque alla biologia, ma è anche totalmente culturale: infatti ha una storia, che emerge dalle modalità con cui, nelle diverse epoche, viene rappresentato. E anche se non ci piace ammetterlo, il modo in cui amiamo è plasmato dallo spirito del tempo. Ecco quindi che riflettere sulla genesi, sulla funzione e sull'evoluzione dell'amore può aiutare a ridargli un senso e a viverlo quindi con maggiore consapevolezza, evitando di esserne solo travolti: può farci capire che il nostro amore ha un aspetto individuale, legato all'esperienza soggettiva, e un aspetto sociale, connesso alle narrazioni, ai ruoli e ai valori che ogni epoca assegna a questo sentimento. Per saperne di più su questa "follia", il nuovo libro di Vera Slepoj propone una lettura che affronta la sua storia, la sua mitologia, la sua psicologia e il suo status attuale: da Platone a Casanova, da Freud alle teorie psicologiche più recenti, dall'amor cortese alle chat su Internet. Per imparare a conoscere i meccanismi profondi del cuore e ad avere finalmente sentimenti sani.

Gravina, Officine culturali

Via San Vito Vecchio, 8

  • Taranto, al TatàA SINGOLAR TENZONE, racconti epici della tradizione orale” di e con Mimmo Cuticchio

Sabato 9 dicembre, ore 21

Un colpo del piede sulla pedana, un gesto imperioso della spada ricevuta come eredità iniziatica dal maestro Peppino Celano, e la voce possente di Cuticchio chiama a raccolta intorno alle avventure cavalleresche di Orlando e dei Paladini di Francia, che per secoli i giullari cantarono lungo le strade d’Europa, tessendo un tappeto coloritissimo di immagini con le scarne formule della tradizione orale. Un fastoso teatro della memoria si spalanca nel breve recinto del cunto, in cui “ricordare” significa di nuovo, secondo l’etimologia cara al Medio Evo, “rimpatriare nel cuore”.

Le notizie sulle origini del cunto sono così frammentarie e insufficienti da non potere risalire a una data precisa in cui possa essere nato questo tipo di recitazione che, probabilmente, ha un legame con i cantori della Grecia antica prima e dell’antica Roma poi.

A differenza del cantastorie, che è un raccontatore di fatti di cronaca e che accompagna i suoi versi con una chitarra e un cartellone raffigurante i diversi episodi della vicenda, il cuntista racconta in prosa ed è accompagnato soltanto da una spada di legno o di ferro, che gli serve ora per dar fendenti in aria, ora per dare ritmo alle battaglie. Il cuntista evoca i protagonisti della vicenda divenendo corpo sonoro; la sua voce diventa ora tonante, ora carezzevole, ora aspra o struggente, fino ad arrivare ad alcuni momenti drammatici in cui la recita risulta una scansione regolata che supera qualsiasi realismo per raggiungere l’astrazione del suono.

Mimmo Cuticchio

Erede di un patrimonio artistico che assorbe dal padre Giacomo fin da bambino, elabora negli anni la tradizione del teatro dei pupi rinnovandola con continui innesti creativi e valorizzandola attraverso la sperimentazione artistica. Negli anni ’70, affascinato dalle tecniche narrative del cunto, ne segue l’apprendistato da Peppino Celano, che gli insegna anche la costruzione dei pupi secondo un percorso che segue le tappe tradizionali della trasmissione del mestiere. Alla morte del maestro, apre a Palermo nel 1973 il Teatrino dei Pupi di Santa Rosalia, e realizza il suo primo copione “Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro”, cominciando ad arricchire il repertorio tradizionale con nuovi testi e raccontando le gesta di personaggi storici della Sicilia, di eroi omerici e della mitologia. Nel 1977 fonda l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio, che incorpora la compagnia omonima. Da quel momento Cuticchio avvia un percorso di rielaborazione del patrimonio culturale tradizionale che proietta i modelli narrativi del cunto e dell’opera dei pupi verso il pubblico moderno, attuando un processo di comunicazione artistica permeato di impegno civile e segnato da uno sguardo rivolto verso la contemporaneità. Il rapporto di Cuticchio con diverse espressioni della scena contemporanea, è segnato dai suoi complessi e assidui rapporti col cinema (Coppola, Tornatore, Turturro, Ciprì e Maresco, Crialese), la fotografia, la radio, l’arte contemporanea (Mimmo Paladino), i generi musicali pop (Lucio Dalla, Loreena McKennith). Dal 1997 dirige a Palermo la prima scuola per pupari e cuntisti.

  • Bari, La Galleria Misia Arte presenta  la prima mostra retrospettiva dedicata a Franca Maranò

L’artista barese, pioniera dell’arte femminile/femminista in Puglia nella seconda metà del Novecento fu nel 1970, insieme a Umberto Baldassarre, Mimmo Conenna, Sergio Da Molin, Michele Depalma e Vitantonio Russo, tra i fondatori della Centrosei, prima galleria d’avanguardia a Bari.

La Galleria divenne un luogo di incontro e confronto tra esperienze artistiche locali e internazionali e ospitò numerose personali di artiste di livello nazionale come Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Maria Lai, Adele Plotkin, Elisa Montessori, Renata Boero, Ada Costa, Ketty La Rocca, Fiorella Rizzo, Simona Weller, Gianna Maggiulli.

Misia Arte ospita per l’occasione le opere realizzate da Franca Maranò tra gli anni Sessanta e Settanta, tra cui gli  Abiti mentali, i  Cuciti  e una serie di lavori su tela e alluminio.

La mostra è realizzata con la collaborazione della Prof. ssa Christine Farese Sperken e dell’Associazione culturale Achrome, con il patrocinio del Comune di Bari, del primo Municipio, del FAI delegazione di Bari e dell’Associazione A.N.D.E.

In galleria sarà disponibile il catalogo della retrospettiva, pubblicato da Mario Adda Editore (Bari, 2017), con i contributi di Christine Farese Sperken, Liliana Tangorra, Nicola Zito, Annamaria De Benedictis e con un corredo di immagini delle opere in mostra.

La mostra rimarrà aperta dal 26 ottobre fino al 2 dicembre.

Lunedì: 13,30 - 20,00

Martedì  - Venerdì: mattina 10,00 - 13,00; pomeriggio 16,00 -  20,00

www.misiaarte.it

  • Bari, Pinacoteca metropolitana di Bari, mostra “Sandro Chia e i guerrieri di Xi'an”

Dal 21 ottobre al 31 marzo 2018

Nella Pinacoteca metropolitana “C. Giaquinto” (IV° piano, Palazzo Città metropolitana di Bari - Via Spalato, 19), la mostra “Sandro Chia e i guerrieri di Xi’An” promossa dalla Città Metropolitana di Bari.

La mostra  documenta un particolare momento della ricerca espressiva di uno dei più significativi protagonisti dell’arte contemporanea, Sandro Chia (Firenze 1946), apparso sulla scena internazionale alla Biennale di Venezia del 1980 con il gruppo dei cinque artisti della Transavanguardia. Da allora la sua opera è stata esposta nelle più importanti rassegne internazionali d’arte e in prestigiosi musei, quali il Metropolitan Museum di New York.

La mostra “Sandro Chia e i guerrieri di Xi’An”, a cura di Clara Gelao ed Enzo Di Martino, è incentrata sugli antichi Guerrieri di Xi’an (210 a.C.), ritrovati in Cina nel 1974, di cui il Governo cinese ha realizzato un limitato numero di copie in terracotta. Sono quelle che Chia ha dipinto con i suoi motivi formali, appropriandosene idealmente e facendole così diventare sue “opere fatte ad arte”. Nella Pinacoteca sono esposti nove grandi Guerrieri, un Cavallo e sette piccole Teste, sui quali Chia ha deposto il suo gesto pittorico. L’artista fiorentino è stato infatti definito “nomade e disinibito” per la capacità di alimentare il suo mondo creativo attingendo a fonti diverse e pervenendo ad una personale cifra formale. Un gruppo di sedici monotipi e dieci tecniche miste completano la rassegna. Ne risulta una mostra affascinante, che intende consegnare ai visitatori una visione rappresentativa del complesso e poetico mondo immaginativo di Chia.

Bari, via Spalato,19/Lungomare Nazario Sauro, 27

Info: 0805412420

In foto: Taranto