Il SudEst

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L' appetito vien leggendo: alla (ri)scoperta dell'antico mangiare

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di GIUSEPPE CARRIELLO

Il Corbezzolo

Al corbezzolo

« [...] Fiorì... il corbezzolo sotto il peso dell'esangue corpo dell'eroe giovinetto,

che ammantò con le verdi foglie, ne baciò la fronte coi bianchi fiori,

ne accarezzò le ancora assetate labbra con le rosse bacche »

Giovanni Pascoli

Il corbezzolo, noto anche come arbutus unedo, è un arbusto che si trova  nelle aree del mediterraneo occidentale. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Ericacee e tra le sue particolarità ha senza dubbio quella di generare gustosissimi frutti.

Fu Plinio il Vecchio a citarlo come unedo, dal latino unum edo (cioè “ne mangio uno solo”). Si attribuisce questo nome al fatto che le creste del frutto sono piuttosto dure e mangiarne più di uno senza sbucciarlo diventa davvero fastidioso.

Per la particolarità di fiorire e di fruttificare all’inizio dell’inverno, gli antichi vedevano in questa contemporanea presenza il compimento del ciclo della Natura, intesa come divinità e lo consideravano l’albero sacro di Carna, sorella di Apollo. La statua della dea, rappresentata con un ramoscello di corbezzolo in mano, veniva posta di fronte alla porta di casa per impedire l’ingresso agli spiriti maligni. È anche augurio di immortalità: una ghirlanda sempreverde di corbezzolo fu il giaciglio funebre di Panante, compagno di Enea.

In italiano il corbezzolo viene normalmente chiamato anche “fragola marina”, un po’ per la forma e un po’ per la localizzazione tipica dell’area marina, o lacustre.

In molte lingue ritorna la somiglianza con le fragole, sia per quanto riguarda la lingua inglese che quella francese.

Pare si conosca questa pianta anche con il nome dell’ ”albero tricolore” in riferimento alla concomitanza del colore verde delle foglie, bianco dei fiori e rosso dei frutti.

La pianta del corbezzolo è molto amata da merli, tordi, ghiandaie, tortore e molti altri uccelli. Ma non solo, anche le api amano molto questa pianta: dal raro miele prodotto si ottiene un prelibato miele dal gusto amarognolo diffuso in prevalenza nei territori della Sardegna.

Ricetta

Liquore

Bacche di corbezzolo 1 kg

Alcool per dolci 1 lt

Per lo sciroppo:

acqua 1 lt

zucchero 800 gr.

Procedimento

Mettere le bacche nell’alcool per circa 40 giorni. Dopodiché preparare lo sciroppo. Sciogliere lo zucchero nell’ acqua e far bollire per 10 minuti circa (se si vuole più dolce usare la quantità maggiore (consigliata se le bacche non sono molto mature).

Scolare le bacche dall’alcool e premerle con uno schiacciapatate per far uscire tutto il loro succo. Una volta freddo mischiare lo sciroppo con l’alcool in un grande barattolo di vetro e lasciare riposare al buio scuotendone il contenuto ogni tanto.

Dopo una ventina di giorni circa travasare il liquore in una bottiglia passandolo con della garza per eliminare eventuali impurità.