Il SudEst

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Aug 13th
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Lettere al direttore

Lettere al direttore

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore, ho visto Matteo Salvini al telegiornale. Insiste nel dire quello che sta dicendo da giorni a proposito del sottosegretario leghista Armando Siri: noi non siamo giudici ma aspettiamo che siano i giudici a stabilire se Siri è colpevole o meno e fino a quel momento Siri non si dimetterà da sottosegretario. La posizione di Salvini è contraddittoria per molti aspetti. Innanzitutto quando egli è stato indagato per la vicenda della nave Diciotti non ha aspettato che fossero i giudici a decidere ma ha preteso che fosse la politica a salvarlo. Inoltre, e soprattutto, Siri è stato già condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta (nel 2014 ha patteggiato una condanna a un anno e otto mesi di reclusione). I giudici, quindi, hanno già deciso (anche se in un altro processo) per la colpevolezza di Siri. Dovrebbe bastare questo fatto a far dimettere Siri da sottosegretario e da senatore (e far fare una profonda autocritica a leghisti e 5stelle per aver accettato la sua nomina a sottosegretario nonostante la condanna subita). Inoltre dovrebbe essere un principio sacrosanto della politica quello di far dimettere da ogni carica chi viene indagato in attesa che venga, eventualmente, dimostrata la sua innocenza. Il Partito democratico l’ha fatto nel caso della governatrice dell’Umbria ed ha fatto bene.

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Quando un “25 aprile” per le donne?

Quando un “25 aprile” per le donne?

 

di MICHELANGELA BARBA

Il 25 aprile com’è noto è la Festa della Liberazione. Infiamma il web la provocazione femminista: ma per noi donne la liberazione (dal patriarcato) quando sarà?

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La Politica come azione ed amore universale

La Politica come azione ed amore universale

 

di DANILO GIANFRATE

 

Questo mese ci sono stati due eventi consecutivi:
La Politica come azione ed amore universale, 
questo 17/04/2019 a Varese, alle ore 20:30, 
presso la CASa Del Popolo, in via F. Del Cairo, 34.
Successivamente, La Politica come azione ed amore universale, 
questo 18/04/2019 a Malnate (Va), alle ore 20:30, 
presso il Centro Sociale Lazzari,
in via Marconi n. 16.

 

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E arriva Pasqua

E arriva Pasqua

 

di MICHELANGELA BARBA

E arriva Pasqua.

Il 21 aprile per la comunità cattolica e il 28 aprile per quella ortodossa.

Nelle case di Ebano ci si prepara a una doppia festa, uno scontro tra titani tra due scuole culinarie degnissime e la tradizionale spedizione di generi alimentari alle famiglie perché anche loro in Romania possano festeggiare.

Le ragazze che ospitiamo e che escono dall’inferno della violenza e dello sfruttamento sessuale sono spesso profondamente religiose e vivono cariche di sensi di colpa il ricordo di quanto è accaduto loro.

Riprendere il contatto con la religione con un approccio di festa e di cura di sé e del prossimo attraverso la preparazione del cibo e della spedizione per le famiglie è per loro un momento importante e costruttivo per sentirsi protagoniste di gesti e azioni positive, che possano contribuire al loro benessere e farle sentire apprezzate per le loro capacità. Questo si chiamerebbe self-empowerment se il termine non fosse stato adottato dall’ala liberale del femminismo per significare tutt’altro.

Facciamo la spesa, quindi, cuciniamo, mangiamo insieme, scherziamo sulle feste di Pasqua degli anni dell’infanzia, ognuno con la propria esperienza, volontari, ragazze, famiglie degli uni e delle altre, in un grammelo italo-rumeno che avrebbe fatto invidia al Maestro Fo.

Di questi piccoli passi è fatto il cammino verso la riconquista di una vita normale.

Qualcuno ci ha chiesto non molto tempo fa in che modo lavoriamo sull’agency delle nostre ragazze, diffidandoci dal vittimizzarle.

 

Ecco, noi condividiamo.

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Agguato di Cagnano Varano vendetta o attacco allo Stato?

Agguato di Cagnano Varano vendetta o attacco allo Stato?

 

di NICO CATALANO

Quanto è avvenuto lo scorso week end a Cagnano Varano in provincia di Foggia va ben oltre la semplice vendetta premeditata nei confronti dei militi della locale stazione dei carabinieri, meritevoli di una “lezione” secondo la mente di qualche criminale, solo per avere svolto nei giorni scorsi il proprio dovere, infatti tale azione assassina sembrerebbe invece un vero e proprio segnale intimidatorio nei confronti dello Stato, un messaggio chiaro e tondo per fare sapere a tutti chi comanda in questa porzione di sud Italia .

 

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