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Il mito del Dio morto e risorgo: Baal

Il mito del Dio morto e risorgo: Baal

di MARIA PACE

All’alba dei tempi, quando mostri potenti e feroci si disputavano la terra e il cielo, il mare e le montagne, l’aria e il fuoco, il  dominio sulla Terra non apparteneva ad una sola Divinità ma a tanti Dei, ognuno dei quali aveva  potere su un elemento della natura ed erano in lotta perenne tra loro.

Tra Baal, il giovane Signore dell’Aria e delle Piogge e il Dragone Jam, Signore delle Acque,  si accese  un aspro conflitto per il dominio sulla Terra.

“Spetta a me, – tuonava Baal – perché io con le mie piogge dono la vita alla Terra.”

“No! Spetta a me, – replicava Yam – perché sono i miei fiumi e le mie sorgenti a tenerla in vita!”

La contesa durò a lungo e alla fine, finì davanti al Dio Supreno il quale si pronunciò in favore di Yam.

“L’acqua è il principio di tutte le cose.” spiegò ed ordinò all’Artefice Divino di costruire per Yam un Palazzo degno della sua Divina Potestà.

Come spesso accade, però, il nuovo padrone della terra cominciò a condursi come un despota ed un tiranno nei confronti degli altri Dei, esigendo da loro gravosi tributi. Ben presto ne nacque un grande scontento, ma nessuno degli Dei osava ribellarsi, essendo, il Dragone Cosmico, il più forte e potente fra tutti loro. Non restava che tentare, con qualche lusinga, di convincerlo a mostrarsi meno rigido e inflessibile.

Se ne incaricò la bellissima Astarte, Dea dell’Amore e della Bellezza, la quale sciolse i lunghi capelli, si ammantò di una veste trasparente e di un penetrante ed irresistibile profumo e si incamminò lungo le rive del mare, danzando al suono dolcissimo del suo tamburello.

Attirato dal suono e dal profumo, il Dragone Cosmico emerse dalle acque del mare e rimase a guardare la Dea, affascinato dalla sua grazia.

“Che cosa ti conduce qui, – le chiese, completamente abbagliato da quella visione – così lieta e spensierata?”

La Dea spiegò la ragione della sua presenza e l’altro, sempre più conquistato dal suo fascino, promise  meno rigidità e più clemenza verso i suoi divini sudditi, se lei,  la bella Astarte,  avesse accettato di vivere con lui nel magnifico Palazzo nelle profondità delle acque, come Regina degli Abissi.

Astarte corse subito a riferire agli Dei l’esito della sua missione e tutti si mostrarono felici di quella proposta.

Tutti meno uno Baal al quale quella del vecchio e bavoso Dragone Cosmico era sembrata davvero una proposta oscena. In preda ad una irrefrenabile collera, il giovane e baldanzoso Signore del Cielo e delle Piogge minacciò il Signore degli Abissi e invocò sul suo capo ogni più terribile disgrazia, poi lo sfidò e pregò Astarte ed Anat, invincibili guerriere, a sostenerlo nello scontro.

Le due Dee acconsentirono immediatamente e l’Artefice Divino si mise subito all’opera per fabbricargli due micidiali randelli:  Spazza e Scaccia, con cui affrontare il malefico Dragone. Lo scontro fu violento e duro; Baal fallì al primo tentativo con Spazza, ma una bella randellata con Scaccia, mise fuori uso il potente Yam.

Con l’uscita di scena del Dragone, Baal divenne Re degli Dei, ma egli era un po’ come un Re senza Regno: gli mancava il posto dove esercitare la sua regale potestà. Gli mancava una Divina Residenza.

Ad intercedere presso il Dio Supremo perché a Baal fosse costruito un Palazzo che accogliesse lui e le sue tre Spose, fu Ashrat in persona, la Sposa del Dio Supremo.

Sette giorni occorsero all’Artefice Divino per costruire il Palazzo di Baal e finalmente il Signore del Cielo e delle Piogge ebbe la sua Dimora ed ebbe anche la sua bella Finestra,  aprendo la quale si sarebbero aperte tutte le finestre del cielo e la pioggia sarebbe caduta a rendere fertile  la terra ed abbondanti i raccolti.

Felice e soddisfatto dell’opera, Baal  invitò tutti gli Dei e tutte le Dee a festeggiare con un sontuoso banchetto. Arrivarono tutti. Tutti meno Yam, incatenato e imprigionato sul fondo degli abissi e Mot, Signore dell’Arsura e della Morte, deliberatamente esclusi.

Il pensiero dei due esclusi, però, cominciò presto a turbare la serenità del nuovo Re degli Dei impedendogli di prendere piacere al festino. Temendo che i due stessero complottando ai suoi danni, lasciò l’allegra compagnia e si diresse a lunghi passi verso la spiaggia dove Yam era sempre imprigionato dentro la rete e con un colpo del suo micidiale tridente lo uccise, poi ordinò a due suoi fedeli servitori, il Dio delle Vigne e il Dio del Prato, di recarsi nel Regno di Mot, ai limiti del mondo e riferirgli che il nuovo Re degli Dei gli comandava di non oltrepassare i confini a lui assegnati, che erano gli aridi deserti e le profondità della terra.

Questo ordine mandò Mot su tutte le furie, ma, dissimulando la collera, il Signore della Morte gli inviò un messaggio davvero singolare: gli assicurava obbedienza e lo invitava a gustare un cibo “che certo egli non aveva mai assaggiato in vita sua”, nel corso di un banchetto che avrebbe allestito in suo onore, nel proprio Palazzo, nella profondità degli Inferi.

L’ingenuo Baal, pur temendo un tranello ai suoi danni, accettò l’invito di Mot. A bordo del suo cocchio d’argento e in compagnia dei fidi servitori, La pioggia, I venti e le Nuvole,  raggiunse il Signore degli Inferi e sedette alla sua tavola e mangiò del suo cibo, ignaro che mangiare di quel cibo significava accettare di restare per sempre nel Regno dei morti.

Baal non potè più tornare nel suo palazzo, né aprire la Finestra delle Piogge e la Terra cominciò a languire ed a tremare.

“Baal è morto!… Baal è morto! – piangevano gli Dei – Mot lo ha ucciso.”

Sconvolti e disperati, gli Dei piangevano, impotenti, la morte del  loro Re e Signore e non sapevano più che cosa fare. Solo Anat la Guerriera reagì allo sconforto. Cominciò a vagare per tutta la terra, annunciando la morte dell’amato fratello. Alla fine del primo giorno incontrò la Dea Sole, che stava per tornare nel regno degli Inferi e le chiese di riportare il cadavere di Baal, il mattino successivo, nel risalire in superficie.

Allo spuntare del mattino del giorno dopo, il secondo dalla morte di Baal, la Dea Sole riportò in superficie il corpo di Baal ed insieme, le due Dee lo portarono  sulla Montagna del Nord ed intonarono un lamento funebre.  Il Dio Supremo non potè fare altro che annunciare solennemente che Baal, Signore del Cielo e delle Piogge, era morto, ucciso da Mot, Signore della Morte e del Deserto.

L’implacabile Anat, però, presa da furore sempre più ardente, giurò a se stessa ed agli Dei tutti che avrebbe vendicato quella morte e si pose sule tracce di Mot che vagava lungo le strade della terra.  Lo trovò, infine e lo uccise.

Ma ecco, a terzo giorno dalla morte di Baal, la terra, inaridita  e spoglia, tornò inprovvisamente a germogliare e fiorire.

“Il mio amato fratello non è morto! – si rallegrò Anat – Se la terra è tornata a vivere, significa che il mio amato fratello  vivo… Baal è risorto… Al terzo giono dalla sua morte, Baal è risorto… Baal è vivo!”

E con questa convinzione, Anat tornò a ripercorrere la terra alla sua ricerca e lo trovò ed insieme tornarono alla Residenza degli Dei, dove Baal fu festeggiato da tutti gli Dei e riprese il suo posto tra loro.

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