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Giornata della memoria per le “vittime” dell’Unità d’Italia

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Redazionale

Documento dell'Istituto Gramsci siciliano

L'Istituto Gramsci Siciliano aderisce al documento approvato dal direttivo della SISSCO, nel quale la Società degli storici contemporaneisti prende posizione contro l'approvazione - a larga maggioranza nel Consiglio regionale della Puglia lo scorso 4 luglio - della mozione per l'istituzione di una giornata della memoria per le "vittime meridionali" dell'Unità d'Italia. La data proposta per la celebrazione è il 13 febbraio, rievocativa della resa di Gaeta, della deposizione di Francesco II e della fine del Regno delle Due Sicilie (13 febbraio 1861). L'Istituto esprime la
sua viva preoccupazione per il fatto che una non trascurabile porzione della classe dirigente meridionale e nazionale assuma posizioni neo-borboniche: un grave errore sia sul piano etico-civile sia sul piano della conoscenza storica, con ricadute negative sulla coscienza pubblica del paese. Per promuovere una più larga e accorta consapevolezza storico-politica, l'Istituto, oltre a portare a conoscenza dei propri soci il documento SISSCO, organizza un incontro pubblico sul tema a partire
dalla discussione sul n. 88 della rivista "Meridiana", appena uscito e dedicato proprio alle cause perdute: forze politiche sconfitte in conflitti civili, le quali sopravvivono attraverso la continua e rinnovata produzione di miti; tra di esse: i borbonici e i fascisti in Italia, i carlisti in Spagna e i confederati negli Stati Uniti. Il dibattito si terrà il 20 ottobre alle 17 presso la nostra sede e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Mario del Pero, Carmine Pinto, Salvatore Lupo e Carlo Verri.


Il Presidente dell'Istituto Gramsci Siciliano

Salvatore Nicosia