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La produzione letteraria meno nota di Primo Levi

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di MARIAPIA METALLO

“La nobiltà dell'uomo, acquisita in cento secoli di prove e di errori, era consistita nel farsi signore della materia, e io mi ero iscritto a Chimica perché a questa nobiltà mi volevo mantenere fedele. Vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l'universo e noi stessi: e quindi il Sistema Periodico di Mendeleev [...] era come una poesia. “ (Primo Levi)

 


 

Primo Levi viene sempre ricordato attraverso le opere che testimoniano il suo essere ebreo, la prigionia, il ritorno a casa, ci sono invece due libri di cui si scrive meno ‘Il sistema periodico’ e ‘La chiave a stella’. In questi testi Levi esplora il mondo del lavoro, suo, e di altri che sono in relazione con lui.

Levi era un chimico e la chimica gli offre molti spunti per raccontare dei fatti, ma, soprattutto, esplorare dei ‘perché’. E’ difficile trovare un autore che si chieda i perché delle cose, invece Levi ha la predisposizione a indagare, ragionarci sopra e interpretare. Lo fa con la precisione che deriva dalla sua scienza, ma con una passione e umanità che lo portano alla poesia. Non è per imparare che si dovrebbero leggere questi libri , ma piuttosto per partecipare al dono che l’uomo ha di investigare la realtà, cercare risposte e, allo stesso tempo, trasformarla in esperienza di vita. Il sistema periodico è il libro più completo e composito di Levi: il più «primoleviano» di tutti, come lo ha definito Italo Calvino. In queste pagine la testimonianza storica è offerta al lettore con uno stile letterario di smagliante felicità, nel quale troviamo fuse la forza morale, l’umorismo e il gioco linguistico. Grande pedagogo, Levi ci offre gli insegnamenti della sua esperienza con una energia persuasiva che è animata dalla levità e dall’ironia: per questa ragione, il Sistema è il libro nel quale possiamo contemplare intera la sua persona fisica e morale; intera, e insieme scomposta nei suoi elementi primi, così come promette il titolo. Analogo è il lavoro de “La chiave a stella” che ci da anche un'immagine di quella quasi ignota civiltà della competenza che pure esiste in Italia, ed in cui rivive l'antica nobiltà dell'artigiano che fa le cose con le proprie mani. “La chiave a stella” nasce così, sotto gli occhi del lettore, come il libro dell’ascolto, del filtro auditivo e stilistico attraverso il quale passa e prende forma compiuta la voce dell’esperienza vissuta, della passione e della curiosità per le vite degli altri, per l’altrui passato e per l’altrui mestiere, per i costumi, le bizzarrie, le lotte e le sconfitte altrui. Non per nulla il titolo di questo libro rimanda all’utensile indispensabile di ogni montatore, inseparabile prolungamento della mano, e nello stesso tempo allude alla stella a sei punte che simboleggia l’identità ebraica di Primo Levi: una chiave per leggere e interpretare il mondo, un utensile della mente.