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Blaise Pascal

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di MARIA PIA METALLO

“Discorso sulle passioni dell’amore”

(Non è certo che si tratti di uno scritto di Pascal. Ritrovato e pubblicato dal Cousin nell'Ottocento, per un secolo è stato ritenuto di Pascal, poi alcuni studiosi hanno sollevato dei dubbi)

L’uomo è nato per pensare; e davvero non c’è un momento in cui non lo faccia: ma i pensieri puri, che lo renderebbero felice se fosse in grado di farli durare, lo affaticano e lo abbattono. Rendono la vita monotona, e l’uomo non riesce ad adattarvisi; ha bisogno di movimento e d’azione, ogni tanto deve essere agitato da passioni di cui sente nel suo cuore sorgenti molto vive e profonde. Le passioni che gli sono più vicine, e ne richiamano parecchie altre, sono l’amore e l’ambizione: non hanno alcun legame tra loro, anche se le si accosta molto spesso: e infatti l’una indebolisce l’altra, reciprocamente, per non dire che si distruggono a vicenda. Per grande che sia il nostro spirito, non siamo capaci che di una sola grande passione; è per questo che, quando l’amore e l’ambizione si incontrano in noi, sono passioni grandi solo la metà di quel che sarebbero se provassimo l’una o l’altra da sole. L’età non determina affatto né l’inizio né la fine di queste due passioni; nascono già nei primi anni e ci accompagnano spesso per tutta la vita. Tuttavia, siccome richiedono molto fuoco, sono più adatte ai giovani e sembra che declinino con l’età: e tuttavia questo è assai raro. La vita dell’uomo è miseramente corta. Contiamo gli anni dal nostro primo ingresso nel mondo, ma per parte mia non li conterei che dall’età della ragione, cioè dal momento in cui siamo davvero in possesso della ragione, il che non accade di solito prima dei vent’anni. Prima di quest’età si è bambini, e un bambino non è un uomo. Che vita felice quella che comincia con l’amore e finisce con l’ambizione! Se dovessi sceglierne una, la vorrei così. Finché si ha del fuoco dentro, si è in amore; ma questo fuoco si indebolisce, si perde; è allora che nasce il posto bello e grande per l’ambizione! La vita tumultuosa è gradita ai grandi spiriti, ma non dà alcun piacere ai mediocri, che sono in tutto e per tutto delle macchine. Per questo quando la vita comincia con l’amore e finisce con l’ambizione si è nello stato più felice di cui la natura umana sia capace. Quanto più grande è lo spirito, tanto più grandi sono le passioni, perché le passioni non sono nient’altro che sentimenti e pensieri che appartengono soltanto allo spirito, benché siano occasionati dal corpo; ed è chiaro che esse non sono che lo spirito stesso, tanto da riempire tutta la sua capacità. Non parlo che delle passioni di fuoco, perché le altre si mescolano spesso le une con le altre e provocano una confusione assai spiacevole; ma questo non accade mai a coloro che hanno dello spirito. In un’anima grande tutto è grande. Ci si domanda se bisogna amare. Ma non bisogna chiederselo, bisogna sentirlo. Non è cosa che si decide, vi si è portati, e si ha il piacere di sbagliarsi quando ci si guarda dentro. La purezza di spirito causa così la purezza della passione; è per questo che uno spirito grande e puro ama con ardore, e vede con chiarezza ciò che ama. All’uomo non piace stare da solo; e tuttavia ama: bisogna quindi che cerchi al di fuori di sé l’oggetto del suo amore. Non lo può trovare che nella bellezza. [……] La bellezza ha moltissimi volti. Chi può davvero farla vivere in sé, è la donna. Quando ha spirito, la bellezza la rende viva e la fa risplendere meravigliosamente. Se una donna vuol piacere e possiede i doni della bellezza, o almeno una parte, avrà successo; e si farà amare anche se gli uomini le dedicano scarsa attenzione ed essa stessa non si mette in mostra. C’è un posto nel cuore degli uomini che aspetta lei, e lei lo occuperà. L’uomo è nato per il piacere; è cosa che si sente, non c’è bisogno di altra prova. Segue dunque la sua ragione dandosi al piacere. Ma accade spesso che senta la passione nel suo cuore e non sappia da dove essa sia nata. Un piacere vero o uno falso possono riempire egualmente lo spirito. Perché che importa che il piacere sia falso, se si è convinti che sia vero? A forza di parlare d’amore, si finisce con l’innamorarsi. Non c’è niente di così facile. E’ la passione più naturale per l’uomo. L’amore non ha età, nasce sempre. I poeti lo hanno detto; è per questo che ce lo rappresentano come un bambino. E questo, anche senza chiedere loro nulla, lo sappiamo benissimo. L’amore rafforza lo spirito e vive grazie allo spirito. Ci vuole attenzione per amare. Ogni giorno si consumano le maniere di piacere agli altri, e tuttavia bisogna piacere e lo si fa. Abbiamo in noi un sorgente d’amor proprio che ci fa pensare di poter riempire diversi posti al di fuori di noi; è per questo che siamo così contenti d’essere amati. Poiché lo si desidera moltissimo, lo si nota subito non appena si riconosce l’amore negli occhi della persona che ama. Gli occhi infatti sono gli interpreti del cuore; ma comprende il loro linguaggio soltanto chi ha interesse a comprenderlo. L’uomo da solo è qualche cosa d’imperfetto; per essere felice ha bisogno di un altro. Lo cerca spesso nell’eguaglianza delle condizioni, perché così trova più facilmente l’occasione per farsi avanti. Tuttavia a volte si cerca più in alto, e si sente il fuoco crescere, benché non si osi dirlo a chi ne è la causa. Quando ci si innamora di una dama e non si è del suo livello di condizione sociale, l’ambizione può accompagnarsi all’amore che nasce; ma in poco tempo quest’ultimo diviene il padrone. E’ un tiranno che non sopporta compagni; vuol essere solo: è necessario che tutte le passioni si inchinino a lui e gli obbediscano.