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Così è (se vi pare) di Pirandello

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di MARIAPIA METALLO

Una verità annunciata in cerca di approvazione


Così è (se vi pare). Un titolo, per dir così, 'filosofico', si allontana nettamente dalla tradizione. Così è un’asserzione, impersonale, che non ammetterebbe repliche, se non fosse che, se pure tra parentesi, viene subito relativizzata dall’ipotetica se vi pare: questa introduce la presenza di un interlocutore, che si presuppone partecipativo al punto da condizionare l’esito della vicenda! A guardarlo bene, questo titolo preannuncia l’inconsistenza di una verità che viene annunciata ma che, per essere creduta, ha bisogno dell’approvazione di chi, in questo caso… guarda lo spettacolo in teatro.

In una città di provincia, arrivano tre nuovi cittadini, reduci dalla perdita di tutti i loro parenti a seguito di un terribile terremoto, che ha raso al suolo la città in cui vivevano. Lui, il signor Ponza, si stabilisce con la moglie in un appartamento in periferia, affittando per la suocera, la signora Frola, un piccolo appartamento in centro. Tutti gli abitanti della cittadina si domandano in modo sempre più insistente per quale motivo i tre, da forestieri quali sono, non vivano assieme e costruiscono una serie di situazioni per interrogare in proposito genero e suocera: la moglie/figlia infatti non esce mai e non riceve in casa neanche sua madre, che la saluta dalla finestra e le manda tramite un “panierino” lettere quotidiane. I due personaggi vengono interrogati dai cittadini curiosi riuniti, in una sorta di “giuria popolare”, nella casa del prefetto; riportano versioni opposte, inconciliabili, che lasciano gli astanti perplessi, increduli, desiderosi in modo sempre più spasmodico di conoscere la Verità. L’unica soluzione sembra essere quella di convocare nel “tribunale popolare” anche la figlia/moglie, l’unica detentrice della verità, l’unica che deve necessariamente confermare la versione di uno e smentire quella dell’altro. E il dramma si chiude con l’ingresso sulla scena della figlia/moglie, velata e solenne, che conferma e smentisce entrambe le versioni, affermando alla fine, nell’ultima memorabile battuta, di non essere nessuna per se stessa, ma di essere “colei che mi si crede”. Come a dire: non esiste una verità, ne esistono tante quante sono le letture della realtà che ciascuno di noi può fare……….