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Elena Bono, un caso letterario

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di MARIAPIA METALLO

« …La Storia è un mare in cui anche i giganti vengono sommersi dalle tempeste da loro stessi provocate. Ma la Storia è, altresì, non solo il vastissimo campo insanguinato dove giacciono assieme ai giganti combattenti, anche gli incolpevoli, travolti da forze e ragioni a loro estranee. La Storia è anche il piccolo campo lavorato con grande stento e sudore dai poveri, dagli umili che con ostinata pazienza tornano a seminare il buon grano di cui si alimenta la vita dell’uomo…. »... ( Elena Bono tratto dalla presentazione dell’autrice de "Le spade e le ferite")


Tanti sono i casi letterari nella letteratura del Novecento. Poeti e romanzieri dimenticati, soprattutto donne, come Ada Negri o il Premio Nobel Grazia Deledda. «È un fatto che quella che riteniamo la scrittrice italiana più importante della seconda metà del XX secolo sia da quasi quarant’anni emarginata dalla cosiddetta grande editoria». Così scrive il critico Giovanni Casoli in Novecento Letterario Italiano ed Europeo su Elena Bono. Poetessa, autrice di romanzi e di opere drammaturgiche, ha conseguito numerosi Premi letterari tra cui il Premio «Vallombrosa», il Premio «Dante Alighier – Cultura ligure», il Premio «Universo Donna», il Premio del Consiglio Organizzativo Mondiale Arte e Cultura a Città del Messico. Ci si augura che la sua opera possa essere conosciuta e apprezzata da un vasto pubblico.