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A sud di Tunisi

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di CARMELA BLANDINI

Una parte della Sicilia orientale, la punta a sud, si trova sotto il parallelo che passa da Tunisi.

 

Questa particolare situazione geografica (e a volte anche il clima caldissimo e siccitoso) ha reso, per secoli,  gli abitanti del luogo atavicamente consapevoli delle comuni radici africane.

Su questa punta di territorio siciliano ma anche italiano, il più a sud d’Europa, si trovano due  piccolissimi paesini circondati dal mare che li unisce all’Africa.

Marzamemi e Portopalo sono uniti da una strada, molto breve, che corre guardando le bellissime spiagge della costa ionica e arriva  al Capo Passero e al suo grande faro che illumina i naviganti vicini e lontani. È l’ultima lingua di terra della Sicilia, oltre la quale si gira, anche passeggiando,  nella costa sud e ci si bagna nel Mare Mediterraneo di fronte all’Africa.

Marzamemi è un piccolo borgo, Portopalo ha conquistato l’onore di eleggere un suo sindaco, sono entrambe circondate dal mare, profumano di mare, hanno due piccoli porti di mare, sembrano balconate affacciate sul mare e  offrono una caratteristica bellezza di sapore antico e marinaro, che tanti turisti trovano straordinaria.

Quale posto più di Marzamemi sarebbe mai stato più indicato per un “Festival Internazionale del cinema di frontiera”?

Il Festival, che nel corso degli anni è diventato sempre più seguito e prestigioso, è arrivato alla sua diciottesima edizione e quest’anno si è svolto nel mese di Settembre nella caratteristica piazzetta-salotto di Marzamemi.

Il regista Nello Correale, ideatore e direttore artistico del festival ci spiega: «…un Cinema di Frontiera inteso non come cinema di periferia o marginale, cascame di un cinema dominante, centripeto; bensì un cinema che si interroga, che guarda all’altro da sé, aperto al nuovo. Un cinema che sia punta avanzata verso l’esterno, avamposto e non retroguardia. Cinema di frontiera inteso nel suo valore simbolico, oltre che geografico nell’accezione più ampia del termine. Frontiere territoriali, culturali, ma anche dell’anima e dei linguaggi; punto d’incontro tra passato, presente e futuro.
Frontiera non come limite, confine, ma finestra sull’universo, sugli universi circostanti e opposti. Cinema interculturale che cerca più i caratteri congiungenti tra i popoli che quelli divisori. È questo il Cinema di Frontiera… ».

Questo Festival, ormai diventato una calamita che attira moltissime persone, offre film e cortometraggi di registi e attori provenienti da tutto il mondo ma anche siciliani, personaggi famosi ma anche non famosi, offre film che parlano di svariati argomenti ma anche  spunti e creazioni d’autore fortemente personali, offre la visione filmata di quella parte di umanità che fa ridere, piangere e commuovere soltanto con il semplice racconto della vita reale, offre anche le storie di persone “vere” che sono state messe alla prova del destino al di qua e al di là di ogni tipo di frontiera.

I films in concorso  dimostrano allo spettatore che la frontiera non è un muro, non è filo spinato, non è la distanza incolmabile degli oceani, la frontiera è il passaggio che bisogna attraversare per arrivare ad una conoscenza più ampia, ad una comprensione più profonda di noi stessi e degli altri, ad una vita piena di quella consapevolezza umana che, da sola, alza sempre di più il livello della continua evoluzione degli esseri umani.

Non c’è “evoluzione” se gli umani non  tentano di liberarsi, con convinzione, dalle pastoie della loro natura bestiale, così da riuscire ad innalzare e valorizzare le loro capacità più elevate e, di conseguenza, la  tradizione culturale che lasciano ai posteri.

LA MÉLODIE di Rachid Hami (Francia 2017, 102’) è il film vincitore del Cinema di Frontiera 2018. Questa la motivazione della giuria dei lungometraggi composta dai registi Daniele Ciprì, Mohammed Soudani, Roland Sejiko e dall’attrice Lucia Sardo: “Una commedia leggera ma con un messaggio serio che, raccontando gli sviluppi all’interno di una classe di ragazzi della periferia francese alle prese con le lezioni di violino, riesce a proporre importanti temi sociali di attualità, l’attraversamento delle frontiere e il superamento dei pregiudizi, attraverso il linguaggio universale della musica”.