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Antica Roma: Le Istituzioni

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di MARIA PACE

Com’era organizzato lo Stato romano?

Due elementi assai importanti erano, principalmente, alla base della struttura dello Stato romano ed erano: la Familias e la Gens. Da queste nacquero tutte le altre istituzioni: civili,  religiose, ludiche, ecc.

Una prima istituzione, in verità, operata dallo stesso Romolo, fu la divisione degli abitanti in tre tribù:

-i Tities, gruppi di Sabini risiedenti al Quirinale,

-i Ramnenses, gli abitanti del Palatino

-i Luceres, popolazioni latine stanziate sul Celio.

Successivamente, a quanto riporta lo storico  Dionigi di Alicarnasso, Romolo divise ogni Tribù in dieci Curiae (riunione di uomini) e ogni Curia, in dieci  Decuriae, le prime al comando di un Tribuno e le seconde a quello di un Decurione. Un’ulteriore suddivisione delle Decuriae in dieci Centuriae o Gens, ciascuna comandata da un Centurione,  fu divisa fra un certo numero di Familias, sulla base delle Gens di origine patrizia.

I membri di ogni Familia erano riconoscibili per i loro tre nomi: il primo era il nome della persona, il secondo era quello della Gens di appartenenza e  il terzo, quello della Familia.

Ad ogni Curia era assegnato il culto degli dei, con festività proprie ed un proprio Ordine Sacedotale ed  a capo di tutte le Curiae c’era un curio Maximus.

I poteri dello Stato erano affidati a tre  autorità:

-Il Re, eletto dalle Curie, che era il capo supremo, Giudice e Pontefice Massimo.

-Il Senato o Consiglio degli Anziani, che aiutava il Re nel governo della città.  Inizialmente composto da cento membri scelti nella tribù dei  Ramnenses e successivamente in numero di trecento, scelti  anche fra le altre due Tribù.

- i Comitia Curiatia erano le Assemblee delle trenta Curie,  a cui partecipava anche il popolo, per l’elezione del Re, per eleggere magistrati, approvare leggi, ecc

Successivamente, con Servio Tullo e la sua introduzione delle Centuriae, seguirono nuove istituzioni  come:

-I Comizi centuriati, basati sul censo e formati da 193  Centuriae,  chiamati ad eleggere funzionari come:

- Consoli – in carica solo per un anno e con una immunità limitata: non potevano essere processati durante il mandato, ma rispondevano del loro operato alla riconsegna della carica.

- Pretori - tra i maggiori Magistrati; inizialmente anche comandanti di Legioni.

- Censori -   Magistrati che si occupavano, tra l’altro, del censimento della popolazione.

- Comizi Tributati o Tributi, (riguardo solo le Tribù), si occupavano delle elezioni di:

- Questori: erano magistrati minori e costituivano il primo grado del cursus honorum

- Edili: magistrati minori adetti alla custodia di Templi, ecc..

- I Concili tributi: erano assemblee istituite dalla plebe, a cui, però, potevano partecipare anche  nobili e patrizi. Il potere principale di questa istituzione era  la possibilità di imporre il veto alle decisioni dei Consoli.

-Le Istituzioni Religiose.

LE ISTITUZIONI  RELIGIOSE

Fu il saggio re sabino Numa Pompilio che si preoccupò di raffinare lo spirito rozzo e materialista dei suoi sudditi. Tra le varie innovazioni, si preoccupò anche di regolamentare il cerimoniale religioso, cercando di riunire in un unico sistema le credenze delle varie popolazioni: Romani, Sabini, Latini, Etruschi. Fino a quel momento il cerimoniale era stato influenzato dal rituale etrusco, per volontà dello stesso Romolo. Numa Pompilio istituì anche i Collegi  Sacerdotali e gli Ordini Religiosi, per Sacerdoti e Sacerdotesse.

Gli  Ordini Religiosi erano così costituiti:

-          Pontefici, con a capo un Pontefice Massimo. I compiti dei Pontefici erano svariati, dai  regolamenti delle feste religiose ai controlli sulla correttezza delle pratiche del culto, ma,  soprattutto, redigere gli Annali di Roma, i       cosìddetti Annnales Pontificum, documenti ufficiali in cui venivano catalogati tutti gli eventi importanti di Roma.

La parola Pontefice, secondo la teoria più accreditata, quella, cioè di Varrone, deriverebbe da Pontem Facere e dall’arte di costuire i ponti. Si dice che a costruire il Ponte Sublicio siano stati proprio i Pontefici.

-Gli Auguri, ossia indovini che interpretavano il volere degli dei attraverso il volo degli uccelli ed i fenomeni atmosferici. Anche questa, ossia “l’arte divinatoria”, era di provenienza etrusca e fu Romolo stesso ad istituìre questo ordine, nominando i primi  sacerdoti in numero di tre, corrispondenti alle tre tribù in cui era stata divisa la popolazione di Roma e con mandato per tutta la vita.

- Gli Aruspici. Anche questi erano indovini, ma  leggevano la volontà degli dei attraverso le viscere degli animali sacrificati; anche questa, una istituzione di origine etrusca.

- I Sali erano un ordine di sacerdoti-guerrieri, guardiani degli Ancili, scudi sacri, compreso quello che si credeva appartenuto a Marte e cioè il Palladio di Roma. Durante le celebrazioni si esibivano danzando e cantando con le armi in pugno.

- I Curioni avevano, invece, il compito di custodire gli oggetti sacri.

- Le Vestali, sacerdotesse con il computo di custodire il Fuoco Sacro di Vesta, Signora del Focolare domestico, ma anche di quello dello Stato.

- I Feciali, con il delicatissimo compito di conservare ed occuparsi del Trattati  contro gli altri popoli. Erano loro a  dichiarare la guerra o la pace ed erano  sempre loro a stringere alleanze. In occasione di una dichiarazione di guerra ad un popolo avversario, i sacerdoti Feciali gettavano una lancia nella Columna bellica, nel tempio di Bellona, uno spazio considerato territorio nemico. Scelti fra i patrizi, erano in numero di venti..

- I Flamini, l’ordine sacerdotale più potente ed influente, inizialmente addetti al culto delle tre divinità più importanti di Roma: Giove, Marte e Quirino-Romolo, i cui nomi corrispondevano a ciascuna di queste divinità: Flamine-Quirinale, Flmine-Marziale  e Flamine-Diale. Successivamente il loro numero aumentò assieme al culto di altre divinità.

- Gli Epuloni si occupavano di banchetti sacri; inizialmente, quello del solo Giove e in seguito, aumentando di numero, si occuparono anche di altri banchetti e di distribuire pasti al pubblico durante le feste popolari.