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Teatro Crest. In nome del padre

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di TORE SCURO*

Un’indagine nata da un intenso confronto tra Mario Perrotta e lo psicanalista Massimo Recalcati

sabato 23 febbraio, ore 21 al TaTÀ di Taranto

Smarriti. Fallibili. Invocati. Per la nona stagione di “Periferie”, sabato 23 febbraio, alle ore 21 al TaTÀ di Taranto, in via Deledda al quartiere Tamburi, va in scena “In nome del padre”, uno spettacolo di Mario Perrotta, consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati, collaborazione alla regia Paola Roscioli, aiuto regia Donatella Allegro, costumi Sabrina Beretta, musiche Beppe Bonomo e Mario Perrotta, allestimento tecnico Emanuele Roma e Giacomo Gibertoni, produzione Teatro Stabile di Bolzano. Durata 80 minuti. Biglietto 13 euro, ridotto 10 euro. Info e prenotazioni 099.4725780 - 366.3473430.

Quanto è profonda la mutazione delle famiglie millennials e quanto resta di universale e di eterno? Primo capitolo di una nuova trilogia (“In nome del padre, della madre, dei figli”) dedicata all’evoluzione dei padri. Un’indagine sul tramonto della figura del padre nella società contemporanea: la rappresentazione patriarcale che lo vuole come bussola infallibile nel guidare la vita dei figli si è esaurita irreversibilmente. Interamente scritto e diretto da Perrotta, lo spettacolo (in prima nazionale lo scorso 17 dicembre al Piccolo Teatro di Milano) nasce da un intenso confronto con lo psicanalista Massimo Recalcati, che alle relazioni familiari ha dedicato gran parte del suo lavoro.

«Un padre. Uno e trino. Niente di trascendentale: nel corpo di un solo attore, tre padri diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al “mestiere più difficile del mondo”. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di altrettanti dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, si ritrovano nudi, con le labbra rotte, circondati dal silenzio. E forse proprio nel silenzio potranno trovare cittadinanza le ragioni dei figli», annota Mario Perrotta.

«Il nostro tempo è il tempo del tramonto dei padri. Ogni esercizio dell’autorità è vissuto con sospetto e bandito come sopruso ingiustificato. I padri smarriti si confondono coi figli: giocano agli stessi giochi, parlano lo stesso linguaggio, si vestono allo stesso modo. La differenza simbolica tra le generazioni collassa. Il linguaggio dell’arte - e in questo progetto di Mario Perrotta che ho scelto di accompagnare, il linguaggio del teatro - può dare un contributo essenziale per cogliere sia l’evaporazione della figura tradizionale della paternità, sia il difficile transito verso un’altra immagine, più vulnerabile ma più umana, di padre», scrive Massimo Recalcati.

Sempre sabato 23 febbraio, alle ore 19 nel foyer del TaTÀ, Nadia Terranova presenta il suo libro “Addio fantasmi” (Einaudi, 2018). Conversa con l’autrice Giulia Galli (Associazione Il Granaio). L’iniziativa è promossa dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, in collaborazione con Associazione Presìdi del libro, Presidio del libro Il Granaio/Libreria Dickens e Crest. Ingresso libero.

parliamone | nel foyer, dopo lo spettacolo, Mario Perrotta incontra il pubblico. Modera la giornalista Marina Luzzi.

BIOGRAFIA

Mario Perrotta

Leccese classe ’70, attore, regista e drammaturgo. Diplomato nel 1993 alla Scuola di Teatro Colli di Bologna, è considerato una delle figure di spicco del nuovo teatro italiano. È cofondatore nel 1994 del Teatro dell'Argine. Nel 2003 ottiene la targa commemorativa della Camera dei Deputati per l'alto valore civile e la straordinaria interpretazione di “Italiani Cìncali”, spettacolo dedicato all'emigrazione italiana del secondo dopoguerra. Scrive e interpreta per radio e televisione e pubblica per Fandango Libri e Terre di mezzo. Scrive e dirige “Opera migrante” per il Lirico di Spoleto. Tra gli altri, riceve il premio Hystrio 2009 alla drammaturgia 2009 con “Odissea”, il premio speciale Ubu 2011 per “Trilogia sull’individuo sociale”, il premio Ubu 2013 come miglior attore con “Un bès - Antonio Ligabue” e con lo stesso spettacolo anche il premio Hystrio Twister 2014 come miglior spettacolo dell’anno a giudizio del pubblico, il premio della critica dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro e il premio 2015 Ubu come miglior progetto artistico e organizzativo per l’intero “Progetto Ligabue”. Nello stesso anno fonda l’associazione culturale Permàr. Nel 2017 si aggiudica il premio internazionale “Pugliesi nel mondo”.

La nona stagione di “Periferie” è parte di “Heroes”, progetto triennale 2017/19 di Crest e Tra il dire il fare (Ruvo di Puglia, BA) in ATS, in ordine all’avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche - Patto per la Puglia - FSC 2014/2020 - Area di intervento “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”.

*Ufficio stampa e social media

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