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Caractatus – Re della guerriglia

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di MARIA PACE

Caractato! Il "barbaro" che anche da sconfitto "conquistò" Roma.

Tacito ne parla nel Libro XII dei suoi "ANNALI" con accenti di sincera ammirazione.

Siamo nel 51 a.C. - Galles Meridionale.

I Siluri, popolo ostile e bellicoso, sono per anni la spina nel fianco dei Romani. Comandati da re Caractato, tengono in scacco le Legioni Romane da ben nove anni, conseguendo più vittorie che sconfitte.

Fiero, ed irriducibile, non si riesce a sottometterlo né con la forza, né con le promesse.

Ma chi è questo invincibile guerriero?

Figlio di Cunobelino, re della tribù dei Catuvellauni, alla morte di questi, poco prima dell’invasione del territorio da parte delle legioni guidate da Aulo Plauzio, con il fratello Togodumno Il giovane Caractatus oppone una fiera resistenza, finita però,  con una grave sconfitta presso il Tamigi, dove Togodumno rimane ucciso. Caractatus riesce a fuggire e mettersi a capo della resistenza Britannica, alla guida delle popolazioni galliche degli Ordovici e dei Siluri.

Perfettamente consapevole della inferiorità numerica del suo esercito, questo barbaro ribelle riesce a sottrarre al servaggio la sua gente tenendo in scacco l'avversario con una tecnica assolutamente sconosciuta ai Romani.

La sua strategia militare è nuova ed insolita per i Romani, abituati a fronteggiare l'avversario. Ma Caractatus ha inventato un nuovo modo di combattere: la guerriglia. Non affronta il nemico a viso aperto e con tutte le forze, ma lo coglie di sorpresa con un manipolo di uomini, favorito dalla impraticabilità del territorio su cui si muove.

Per la battaglia decisiva il grande guerrigliero sceglie un territorio assai impervio, uno spazio in cui l'accesso è difficile quanto l'uscita: alle spalle ci sono ripide montagne e davanti un fiume con difficili guadi.

Dall'altra parte, i Romani spiegano la Legione di Publio Ostorio Scapola.

Dopo un combattimento violentissimo, che costerà ad Ostorio un vero massacro, i valorosi "guerriglieri" sono costretti a soccombere al valore dei legionari ed alla invincibile "Testuggine" romana.

Caractato riesce a fuggire, ma la moglie e la figlia sono fatte prigioniere. Egli, allora, cerca rifugio e protezione presso il popolo dei Briganti, ma la regina Cartimandua, appena lo ha sotto la sua tenda, cerca di sedurlo; il grande guerrigliero la respinge e la donna lo consegna ai Romani.



A Roma, il nome del principe dei Siluri é ben noto; le imprese del ribelle invincibile ed invisibile sono già leggenda e tutti attendono impazienti l'arrivo dell'uomo che per quasi dieci anni si é beffato di Roma.

Lo stesso imperatore Claudio é impaziente di incontrarlo e, come ebbe a sottolineare Tacito,

nei suoi " Annali", "per esaltare la propria dignità, aumentò la gloria del vinto."

L'Imperatore organizza un vero spettacolo per il popolo di Roma durante il quale fa sfilare, legato al carro, re Caractatus e la sua famiglia.

Ecco come lo storico Tacito racconta l’arrivo a Roma del grande guerrigliero:

«Il popolo venne chiamato come se dovesse assistere a uno spettacolo d'eccezione… Iniziarono a sfilare i vassalli del re, con l'esibizione delle falere, delle collane e delle spoglie che Carataco s'era conquistato nelle guerre contro i popoli stranieri; seguivano i fratelli, la moglie e la figlia e, da ultimo, venne messo in mostra Carataco in persona. Avvilenti furono le preghiere suggerite negli altri dalla paura: Carataco, invece, non chiese pietà…”

E ancora una volta, il grande "guerrigliero" mostra il suo valore. Invece di implorare clemenza, giunto sotto la tribuna imperiale, egli tiene un vibrante discorso:

“"Se al tempo dei miei successi avessi avuto, pari alla nobiltà e alla fortuna, il senso della misura, sarei venuto in questa città come amico e non come prigioniero, e tu non avresti sdegnato di stringere un patto di pace con un uomo dagli antenati famosi, re di molte genti. La mia sorte attuale come è per me avvilente, così è per te motivo di vanto. Ho avuto cavalli, uomini, armi, ricchezze: c'è da stupirsi se ho opposto resistenza per non perderli? Se voi volete comandare a tutti, significa che tutti debbano accettare la schiavitù? Se fossi trascinato qui dopo una resa immediata, nessuna risonanza avrebbero avuto il mio destino e la tua gloria, e l'oblio accompagnerebbe il mio supplizio: se invece mi lascerai incolume, sarò esempio vivente della tua clemenza."»

Caractato ha salva la vita e con lui la sua famiglia e gli altri.

Bello, affascinante, la parola facile, il principe dei Siluri non tarda a conquistare Roma ed a diventare l'ospite più desiderato dei "salotti" delle nobili matrone e la bellissima figlia, con il nome romanizzato di Claudia, viene fatta sposare ad uno dei figli del nobile Pudente.