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La formazione a distanza ai tempi del Coronavirus secondo il prof. Vittoriano Caporale

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di MARIA DEL ROSSO

Vittoriano Caporale ci racconta il mondo della scuola che sta adottando la formazione a distanza nel difficile periodo di emergenza del Covid-19, con l’augurio di una sana rinascita per questo mondo che necessita di attenzione e di cura. Caporale è professore in pensione di Storia della Pedagogia all’Università di Bari, dove ha insegnato per cinquanta anni ricoprendo ruoli di grande prestigio e responsabilità. È stato Presidente del Corso di laurea in Scienze dell’Educazione e Formazione e del Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria. Ha pubblicato molti libri e articoli di Storia della Pedagogia, soffermandosi particolarmente sui pedagogisti e sugli educatori del Mezzogiorno d’Italia: l’insegnante di Canosa, Mauro Carella, il pedagogista bitontino Giovanni Modugno e il suo maestro di pedagogia, Gaetano Santomauro dell’Università di Bari.

La scuola di oggi deve essere preparata per una formazione a distanza attraverso lo smart-working. Molte famiglie si trovano a disagio perché non hanno i computer o la linea fissa. Come la scuola e gli insegnanti possono tutelare gli studenti in difficoltà?

“La Scuola finora non ha svolto un aggiornamento adeguato di insegnanti e dirigenti all’uso intelligente e istruttivo delle diverse tecnologie che da tempo caratterizzano la società attuale a livello individuale e istituzionale. Nella scuola del primo ciclo è stata usata la Lim. Purtroppo non sono state allestite adeguatamente aule con laboratori informatici, né è stata offerta l’opportunità  di adottare intelligentemente tablet, piattaforme e cellulari”.

I bambini in queste ore sperimentano la noia. Quali attività possono intraprendere per stimolare la creatività?

“Prima dell’avvento del Coronavirus che segna l’inizio di una nuova era per le generazioni future, gli strumenti tecnologici sono stati considerati, il più delle volte, un pericolo per i giovani e, nel migliore dei casi, un’occupazione divertente del tempo libero. In questi giorni si sta verificando una radicale trasformazione della mentalità. Infatti, con l’introduzione forzata e necessaria della frequenza a distanza, il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato una circolare avente per oggetto: “Emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus. Prima indicazione operativa per le attività a distanza”. Con questo recentissimo documento il M.I. illustra agli studenti delle  scuole  di ogni ordine e grado, comprese le Università, l’importanza di continuare a mantenere un rapporto attivo fra gli insegnanti e gli studenti, utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, diffuse tra le famiglie e  gli utenti.

È in corso, in questi giorni, una nuova modalità di apprendimento  che, eccezioni a parte, sta rivelando non soltanto la scarsità dei mezzi a disposizione nelle famiglie, ma anche l’inadeguatezza della classe docente, impreparata a rispondere, in modo rigoroso, ai principi  della Pedagogia. Non tutti i docenti hanno proposto una didattica creativa e flessibile, alternativa agli strumenti disponibili presso le abitazioni nelle quali si usufruisce della didattica a  distanza. I contenuti culturali, il più delle volte, appaiono nozionistici, verbalistici e astratti, non favoriscono  l’apprendimento autentico,  motivato e partecipato, si concretizzano in una serie di compiti, schede, relazioni, numerosi per quantità e  qualitativamente poco validi”.

Fuori ai balconi i bambini hanno esposto  cartelloni,  lenzuola,  disegni con la frase “Andrà tutto bene”. Quanto la positività può essere stimolante per i più piccoli, al fine di impiegare in modo produttivo le energie e il tempo in casa?

“Il fatto di partecipare in modo ottimistico all’ esaltazione del superamento di questa situazione critica che ha coinvolto le famiglie, il mondo del lavoro, le relazioni personali e sociali conferma la necessità di mantenere vivi il desiderio e la speranza. La situazione di crisi globale che investe l’intera Comunità dovrebbe costituire non solo per le giovani generazioni ma anche per gli adulti un’occasione per imparare la solidarietà  e la vicinanza nella sofferenza alle persone vittime, direttamente e indirettamente, del Coronavirus. Il pedagogista pugliese, Giovanni Modugno, in un libro da me pubblicato per gli studenti dell’Università (Giovanni Modugno Educatore del Sud, Cacucci Editore, Bari 2011) affermava che “La scuola deve promuovere la scoperta dei valori della scienza della vita”. Pertanto, al di là del nozionismo e di sterili esercizi di valutazione formale bisognerebbe riflettere sul significato della libertà e sul dovere di limitarla nei movimenti e nelle relazioni amicali per il bene comune. L’occasione di rimanere in casa dovrebbe costituire un’opportunità per riflettere sul significato dell’esistenza, della comunicazione con gli altri, della rinuncia e del sacrificio che anche la scuola, intesa come vita, deve promuovere per l’educazione integrale”.

Un augurio ai bambini e alle famiglie.

“Sono convinto che tutti usciremo diversi da questa esperienza terribile. Quando tutto  sarà passato riscopriremo il valore autentico della libertà, della solidarietà, del bene comune e dalla “lezione” ricevuta apprenderemo cosa dà veramente senso alla nostra esistenza. L’augurio è di ritrovarci tutti più uomini, di comprendere che  non siamo  padroni del mondo ma ospiti di un Pianeta che ha bisogno di essere rispettato, insieme alle persone fragili e limitate che solo in una dimensione superiore potranno trovare la propria autenticità”.