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I nuovi paladini della scrittura

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di EZIO FORSANO

Devo farlo. Lo ritengo inevitabile.

Non posso non ricollegarmi al mio articolo redatto nella scorsa settimana, tra le pagine di questo importante giornale. Si parlava di editoria e giovani autori. Nasce quindi spontaneo l’argomento per questo secondo incontro. La scrittura.  Essa appare oggi, seppur con velate eccezioni, ancora un mondo ricco di utopie e misteri. Attualmente, il difficile “mestiere” dello scrittore è ancora visto come, per usare una terminologia attuale, una perdita di tempo. Bersagliati da epiteti poco piacevoli, queste entità misteriose vagano per il pianete con la testa tra le nuvole e coperti da abiti fatti di soli sogni. Niente di più sbagliato. Consentitemi. Il valore di chi, in questo delicato e confuso momento della società, tenta di barcamenarsi in questo mondo fatto per fortuna non solo di illusioni, è elevatissimo. La riprova è data da alcuni dati riscontrati in appositi siti e divulgatori del settore. Sembra evidente che stia sbocciando una nuova era. Quello che prima era un modo astruso di realizzare un sogno e sbarcare  il lunario, ora torna ad essere “professione” a tutti gli effetti. Gli scrittori di oggi si sono adeguati ai tempi. Studiano, approfondiscono e si informano. Il prodotto risulta innovativo e vincente. Accattivante.  E ciò lo si riconosce già da chi, alle prime armi, si butta nella mischia. La passione verso questa nobile arte appare rinvigorita. Nuova. Con tutti le difficoltà del caso ovviamente. Ma va dato merito ad essi di alimentare nuova linfa. A vantaggio di un pubblico sempre più esigente. Sempre più “affamato” di novità. L’autore si trasforma da sognatore a protagonista centrale nel mondo della cultura. Ormai conscio dei suoi mezzi e delle proprie potenzialità. Ho deciso, e lo proporrò al mio Direttore, di individuare e incontrare queste nuove leve, ascoltarne le speranze, le paure e le ambizioni. Credo sarà un interessante esperimento per tastare direttamente, dalla viva voce dei protagonisti, questa realtà. A cui per diversi motivi sono legato.

Ne trarrò risposte e spunti di riflessione. Cercando di capire quale direzione sta prendendo questo treno speciale. Sedermi su uno dei suoi vagoni e ammirare quel panorama tanto ambito da quei sognatori chiamati riduttivamente “scrittori”. E che per me invece sono autentici portavoce dell’animima. Viaggi introspettivi che solo loro possono permettersi dedicando il frutto dei loro sacrifici a quanti avranno la voglia e la capacità di seguirne le gesta. Quasi fossero condottieri a capo di un esercito che non uccide, ma dà la vita. Fa sognare…