Il SudEst

Monday
Jul 06th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Cultura Cultura "Discorso sopra il costume presente degli italiani", di Giacomo Leopardi

"Discorso sopra il costume presente degli italiani", di Giacomo Leopardi

Email Stampa PDF

di MARIAPIA METALLO

“Gli italiani - scrive Leopardi - ridono della vita: ne ridono assai più, e con più verità e persuasione intima di disprezzo e freddezza, che non fa niun' altra nazione....

Le classi superiori d'Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico dei popolacci”.
E ancora aggiunge che “egli è certo che dopo la distruzione o indebolimento dei principii morali fondati sulla persuasione, distruzione causata dal progresso e diffusione dei lumi, si verifica una cosa che spesso affermata, è stata forse falsa in ogni altro tempo; che cioè nel mondo civile le nazioni, le principali città, le classi, gli individui più colti, più politi, sociali, esperimentati nel mondo, istruiti e insomma più civili, sono eziandio i meno scostumati e immorali nella condotta, e in parte ancora nei principii, cioè in quei principi di morale che si fondano sopra discorsi e ragioni al tutto umane. Tutto ciò è esattamente nell'Italia in generale, non solamente quanto alle città e alla provincie, ma eziandio quanto agl'individui e quanto alle classi, almeno a quelle non laboriose, paragonate tra loro. E forse in alcuni luoghi le classi civili si troveranno più morali, per esempio, di più buona fede, anche a quelle non laboriose, paragonate fra loro; tanto è la diffusione dei principi distruttivi della morale in Italia come altrove”. Le conseguenze di questo stato per Leopardi sono inevitabili: “Non ci meraviglieremo punto che gli italiani, la più vivace delle nazioni colte e la più sensibile e calda per natura, sia ora per assuefazione e per carattere acquisito la più morta, la più fredda, la più filosofa in pratica, la più circospetta, indifferente, insensibile, la più difficile ad essere mossa da cose illusorie, e molto meno governata dall'immaginazione neanche per un momento, la più ragionatrice nell'operare e nella condotta, la più priva affatto di immaginazione, di opere sentimentali e di romanzi e la più insensibile all'effetto di questi tali opere e generi (o proprie o straniere)”.

Le conclusioni che Leopardi trae dall'esame dei costumi degli italiani sono chiare. Indica il cinismo, il familismo, il lirismo esagitato, la tendenza "naturale" al melodramma e alla commedia "all'italiana"...