Il SudEst

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Miti nordici

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di MARIA PACE

Idunn, dea della Giovinezza


Neppure la bionda Idunn, dea del pantheon nordico, si è salvata dalla penna e dal pennello esasperato dei moderni fumettisti che l’hanno inserita in una improbabile storia ambientata nientemeno che ad Atlantide.

Idunn, della stirpe degli Dei Esir, figlia del nano Duelgard, valente fabbro e della valchiria Hildegun, sorella di un innominato fratello è la coppiera degli Dei e la dea della Eterna Giovinezza. Sposa di Bragi, dio della Musica, della Poesia e dell’Eloquenza, ha l’aspetto di una adolescente e dell’adolescenza possiede lo spirito, ossia, l’ottimismo, la fantasia, l’entusiasmo, la gioia di vivere e la percezione della vita come di una grande avventura da vivere. Per di più, é lei che ha il potere di coltivare, cogliere e distribuire le magiche mele d’oro della eterna giovinezza, senza le quali gli Dei non potrebbero sopravvivere.

Il suo nome significa Battaglia; bellicoso significato che ricorda la funzione materna, in netto contrasto con la sua funzione, che è quella di gentile custode delle “mele della giovinezza” che assicurano agli Dei gioventù e longevità. E’ facile capire quanto questa Ebe della mitologia nordica fosse per tale prerogativa amata e rispettata dai suoi pari: al contrario degli Dei dell’Olimpo, infatti, gli Dei nordici non erano immortali, nè erano risparmiati dagli attachi impietosi del tempo e dipendevano totalmente dalla piccola Dea per la loro sopravvivenza e giovinezza.

Amata e corteggiata, finì inevitabilmente per attirare su di sè l’invidia, la cattiveria e qualche tiro mancino, nel tentivo di qualcuno di sottrarle le miracolose mele che lei con tanta generosità donava a tutti. Due, in particolare la imbrogliarono per benino: quel maestro d’inganni che era Loki, il fratello di Odino e il signore dei travestimenti che era invece, il gigante Thiassi.

Come andò la cosa? Si racconta che un giorno, mentre erano in viaggio, Odino, Loki ed Hoenir e stavano faticosamente attraversando una landa desolata ed avevano difficoltà a procurarsi del cibo. Da lontano videro una mandria di buoi, ne presero uno lo inonfilarono allo spiedo per cucinarlo e si apprestarono a mangiarlo. Con grande sorpresa si avvidero che la carne restava sempre cruda, fino a quando non li raggiunse una voce proveniente dall’alto dei rami di una quercia lì vicino. Appollaiata trai rami c’era una aquila dallegigantesche proporzioni fisiche, che così li apostrofò:

“Se mi darete la mia parte di carne, permetterò al fuoco di cuocerla”

I due divini fratelli non conoscevano quella misteriosa creatura, però si resero subito conto che aveva il potere di agire sul fuoco ed acconsentirono a dividere con essa il cibo.

L’aquila scese dall’albero, si accostò allo spiedo e con un gesto comandò al fuoco di agire e subito la carne divenne rosolata e sfrigolante e senza indugip, si servì per prima e per sè prese i pezzi migliori dell’arrosto: le cosce e le spalle.

A quell’atto di scortesia Loki si adirò moltissimo; afferrò un grosso bastone e con quello colpì l’aquila con grande violenza.

Il rapace si alzò immediatamente in volo, portando con sé il bastone, che le era rimasto conficcato in una delle ali, ma, all’altra ala, era rimasto Lok attaccato per le mani, che cominciò a sbattere rovinosamente qua e di là, contro alberi e rocce.

Loki la implorò di liberarlo da quel supplizio e quella gli rispose che lo avrebbe fatto ad una condizione: indurre Idunn, la bella dea della Giovinezza, ad uscire da Asgard, la dimora degli Dei, con le sue “mele della giovinezza”.

Loki, il quale aveva ormai compreso che sotto l’aspetto di quell’aquila si celava Tjassi, Gigante di fuoco, nemico giurato degli Dei, acconsentì e quella lo lasciò libero.

Non fu difficile al signore dell’inganno e della frode convincere la bella Idunn a recarsi in un boschetto dove, l’aveva assicurata, crescevano speciali mele, preziose quanto le sue. Stuzzicata e incuriosita, l’ingenua Idunn cadde nella trappola. All’appuntamento, infatti, arrivò puntuale il gigante, nella forma di aquila, la ghermì e in volo la condusse nella sua dimora fra le montagne

Quel rapimento fu causa di grande costernazione per gli Dei e soprattutto di preoccupazione: senza le “mele della giovinezza”, che la bella coppiera distribuiva loro ogni giorno, cominciarono ad invecchiare ed imbruttire.

Un bel giorno decisero di unirsi in consiglio e discutere sulla faccenda. Sapevano bene dell’inganno di Loki ai danni della loro coppiera e così lo minacciarono di tortura e di morte se non avesse riportato tra loro la Dea ed a Loki non restò altro da fare che ubbidire e mettersi subito alla sua ricerca

Occorreva un travestimento speciale per trarre in inganno, Djassi, il re dei travestimenti, ma in soccorso di Loki arrivà Fryja, la dea dell’Amore, con un magico travestimento da falco e così, con quell’aspetto, egli volò verso le montagne, in direzione di Jötunheimr, la residenza dei Giganti.

Djassi non era, per sua fortuna e Idunn era da sola; Loki la trasformò in una noce, l’afferrò con gli artigli e si allontanò velocemente.

Il Gigante s’avvide ben presto della scomparsa di Idunn e si mise all’inseguimento del falco, assumendo l’ormai consueto aspetto di aquila. Inseguì il falco fino alla residenza Asgard, dove il falco volò basso, planando contro il muro e chiamando in soccorso gli Dei. Questi accorsero subito ed appiccarono il fuoco a trucioli sparsi per terra, provocando un gran fumo che tolse all’aquila ogni visibilità e la spinse proprio nel fuoco dove le fiamme attaccarono le piume e l’uccisero.

La storia, però, non finisce qui. Skaði, la figlia di Djissi, armata di tutto punto e di una gran voglia di vendicare il padre, partì alla volta di Ásgarðr.

Gli dei, però, felici di aver recuperato giovinezza e gioia di vivere, erano tutt’altro che propensi a gettarsi in una impresa guerresca e non faticarono molto a convicerla a desistere dai bellicosi propositi ed a scegliersi invece, un bel marito fra di loro.

Skadi si mostrò ben lieta di quella proposta e la sua scelta cadde su Njordr, una divinità della stirpe dei Vanir, assai potente e da tutti apprezzato, il quale… ma questa è un’altra storia…