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Ilenu de Taranta: è il nuovo progetto artistico della pittrice Anna Frappampina

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di MARIA DEL ROSSO

Ilenu de Taranta (tecnica acrilico su tela, dimensioni 85x35cm) è il nuovo lavoro artistico della pittrice tarantina, Anna Frappampina che vive e lavora a Lecce.

Anna Frappampina è una delle pittrici più stimate  non solo nel panorama artistico pugliese ma anche a livello  nazionale e internazionale.

Da sempre affascinata e studiosa dell’Egittologia con ricerche personali e partecipando a Conferenze e Seminari presso l’Università del Salento.

Durante la sua attività artistica ha partecipato ai corsi di “Restauro di libri antichi”, “Restauro di papiri antichi”, “Restauro di pietra leccese” e ha ricevuto importanti premi e riconoscimenti dalla critica più accreditata.

É reduce del successo della personale di pittura “Egitto mito e realtà” nella suggestiva Chiesa di San Francesco della Scarpa del capoluogo salentino.

Anna è una pittrice molto affermata in Puglia e recentemente ha ricevuto un premio importante nel Salento, è risultata vincitrice della quarta edizione dell’estemporanea di pittura organizzata dalla Pro Loco di Monteroni col dipinto “Fiore meditativo”.

L’ estate scorsa, Anna Frappampina, esponente del Movimento Culturale “Valori e Rinnovamento”, ha coordinato, insieme al presidente, Wojtek Pankiewicz, presso Palazzo Vernazza, riaperto solo per l’occasione, un importante evento col professore Francesco D’Andria dal titolo “Il tempio di Iside nell’antico Palazzo Vernazza”, presentando anche con grande successo di critica alcuni suoi dipinti sul tema.

Ispirata dalla cultura egizia sin dai banchi di scuola, la pittrice ha dedicato molte sue opere alle donne come Iside, Cleopatra VII, Nefertiti, Nefertari, Hatshepsut, Rodophoria, Peseshet, Mamudah.

Anna è una pittrice originale, carismatica e la sua umiltà la contraddistingue da sempre.

Il suo talento lo ritroviamo nella sua capacità di saper emozionare lo spettatore mediante vasi, alberi, figure di divinità egizie, che richiamano a suoni, segni, immagini, storie.

L’ arte di Frappampina è un viaggio culturale nel passato che guarda al futuro, simbolo di un tempo che si rinnova ma necessita di conoscere le proprie radici per delineare chi siamo e quale rotta vogliamo intraprendere per cercare un posto nel mondo.

E come afferma Confucio: “Studia il passato se vuoi prevedere il futuro”.

In questi mesi di lockdown a causa della pandemia la pittrice Anna ha continuato a lavorare per i suoi nuovi dipinti e  ha avvertito la necessità di dedicarsi alla tematica del tarantismo, molto conosciuta nel Salento e oltre i confini pugliesi.

Il nuovo progetto artistico della pittrice Anna Frappampina è ispirato al brano: “Fomenta, Ilenu de Taranta” (Foment, Tarantola’ s Venom) letteralmente significa “Veleno di Taranta”,  di uno degli artisti salentini più affermati nella World Music Europea, Antonio Castrignanò.

Anna ha voluto omaggiare uno degli artisti della riscoperta della musica popolare salentina che stima maggiormente per la sua voce intensa e profonda che tocca le corde dell’anima e conduce l’ ascoltatore in un viaggio artistico di emozioni, di suoni, di canti e di immagini che raccontano il Salento e la  sua cultura.

Il brano “Fomenta” è una fotografia del Salento, caratterizzato da sonorità legate alla tradizione che si mescolano alle incursioni elettroniche e ai respiri provenienti dall’ Oriente, frutto dell’ incontro con il produttore dj turco e polistrumentista, Mercan Dede.

L’ arte di Anna e di Antonio ha come massimo comune denominatore la costante ricerca  e lo studio attento del passato che necessita di rinnovarsi, di raccontare il nostro tempo, di contaminarsi e di aprirsi a nuovi mondi  con lo sguardo rivolto all’ Oriente.

Anna Frappampina mediante la sua arte sensibile, omaggia la musica di Antonio e il suo talento.

Nell’ opera d’arte è rappresentata l’acqua, fonte  di rinascita, richiama al pozzo  di San Paolo a Galatina. È linfa vitale per i tarantati che allevia il dolore del morso della tarantola.

L’ acqua del pozzo era miracolosa per i tarantati e solo dopo averla bevuta si poteva ottenere la grazia di San Paolo, la guarigione del corpo e dell’anima.

L’ acqua è da sempre considerata elemento essenziale del cosmo e della vita già a partire dalle origini della filosofia antica e molti studiosi la ritennero il principio materiale delle cose, ovvero ciò in cui le cose hanno il  proprio essere, da cui si originano e in cui si corrompono.

Talete, uno dei primi filosofi, fondatore nel VI secolo a.C. della scuola di Mileto in Asia Minore, ritiene l’acqua l’ arché, ovvero il principio ordinatore del mondo. L’ acqua garantisce la vita animale, vegetale, umana, i semi per schiudersi necessitano dell’umidità, gli embrioni vengono concepiti e crescono nell’ acqua.

Noi siamo costituiti da molti liquidi e l’acqua è l’elemento fondamentale  per la nostra esistenza ed in modo particolare per la cura del  tarantismo di cui molti intellettuali e studiosi come Ernesto De  Martino si sono interessati nel passato al fenomeno con attenti  documentari e intensa ricerca.

Un tempo nelle campagne pugliesi i contadini venivano morsi dal ragno della tarantola che li portava a vivere in uno stato di sofferenza e di depressione.

I tarantolati (spesso erano le donne) trovavano conforto e guarigione mediante la musica, impreziosita dal tamburo, che accompagnava  la danza liberatoria.

Oggigiorno il tarantismo non esiste più grazie al progresso sociale, economico, culturale e all’ emancipazione femminile nella realtà pugliese e salentina.

Nell’ attuale periodo storico, il tarantismo assume aspetti differenti  di malessere sociale rispetto al passato come la disoccupazione, il Coronavirus, il terrorismo, la precarietà, l’ egoismo, il razzismo e la paura del diverso.

La musica di Castrignanò nasce dal Salento per poi diffondersi oltre i confini pugliesi e contaminarsi con altri suoni e con altre culture per guarire il mondo mediante la pizzica tarantata proprio come è raccontato in parole e in musica nel nuovo singolo “Taranta World”.

È una musica senza confini che unisce volti, storie, corpi in unico video che anticipa l’album “Babilonia”.

Nel quadro Anna rappresenta i cerchi, (Cerchio, magìa, ramelle danzanti), sinonimo di onde sonore che nascono  dall’ acqua, simbolo di rinascita e di purificazione, si elevano verso l’ alto fondendosi nella musica di Antonio.

Anna raffigura l’artista con la sua famosa canotta bianca, tipica del cantore popolare e della cultura contadina del Sud Italia che racchiude un messaggio intriso di significati come  ha declamato  il carismatico musicista sul palco di Melpignano nell’ edizione del  2013 de “La Notte della Taranta”, uno dei festival più famosi d’  Europa dedicato alla cultura popolare :

“Nella vita c’ è chi nasce con la camicia e chi nasce con la canottiera ma se nasci con la canottiera e ami la vita non muori mai, non perdi mai, mai mai!”

È lo slogan che è divenuto l’esempio per i giovani del Salento : solo con lo studio, la passione, la tenacia, l’ impegno e la costanza si possono raggiungere grandi traguardi nella vita come ha dimostrato Antonio Castrignanò.

Nel dipinto la pittrice Anna ha voluto fortemente raffigurare i nastri colorati che circondano il cantore, i quali richiamano all’ energia positiva che Castrignanò trasmette al suo pubblico, gioioso e felice di danzare e di cantare i canti della tradizione, dei propri nonni e della propria terra, in chiave moderna, guardando al futuro della pizzica tarantata che si trasforma mescolandosi  con altri linguaggi musicali allo scorrere  inesorabilmente del tempo,  custodendo l’ essenza della pizzica pizzica, la cura e l’ integrazione del diverso (in questo caso il tarantato) nella società.

È il fomentatore delle piazze del Salento che con il suo motto “Ci balla la pizzica nu more mai” (Chi balla la pizzica non muore mai) e con la sua energia  sprigiona vibrazioni positive  mediante   il  tamburello,  la sua voce  e la sua band composta da artisti talentuosi, dà vita a concerti unici in cui  si respira un’ atmosfera di aggregazione, di condivisione e  di appartenenza alle proprie radici.

Anna delinea il profilo dell’ artista attraverso i  nastri colorati caratterizzati dal verde, dal bianco e dal rosso che richiamano  i colori della bandiera italiana proprio perché la pittrice ha voluto omaggiare il polistrumentista salentino mediante i simboli del nostro Paese e il merito di Castrignanò di aver saputo rappresentare magistralmente  la Puglia in Argentina,  alla manifestazione Buenos  Aires celebra Italia, è l’ evento organizzato dal Governo di Buenos Aires ed Enit, dedicato alla cultura italiana.

Castrignanò è un artista divenuto  internazionale che porta la sua pizzica in giro per il mondo ritornando nella sua terra natale con la consapevolezza di appartenere a quel pezzo del Sud Italia che si vuole riscattare mediante  la propria cultura e Antonio lo fa con umiltà suonando con i cantori popolari custodendo la tradizione di Cici Cafaro, Pino Zimba e Uccio Aloisi.  Antonio è: “Ambasciatore e servitore orgoglioso della sua terra”,  lo ha definito  il Maestro Mauro Pagani.

La pizzica di Castrignanò è internazionale  che ha conquistato  negli ultimi anni  il Principato di Monaco. I suoi live hanno affascinato la principessa Carolina Di Monaco che lo ha voluto fortemente per far danzare gli invitati in occasione del matrimonio di Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo.

La pizzica tarantata di Antonio  è sbarcata al Festival Fête de la Danse, accompagnata da coreografie interpretate dai professionisti del balletto di  Montecarlo, affidate al coreografo Jean- Christophe Maillot.

Al riguardo, l’aspetto dell’artista di essere divenuto un musicista affermato nella World Music Europea è stato evidenziato nell’ opera  da  Anna Frappampina che  con professionalità e cura del dettaglio ha raffigurato Antonio Castrignanò nell’atto di innalzare il tamburello, lo strumento musicale essenziale della cultura popolare salentina, è il segno del trionfo : con la cultura si vince nel mondo.

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