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Un pomeriggio con Lucrezia Lerro, scrittrice e poetessa di successo

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di ROSA MANNETTA

 

Lucrezia è anche citata nell’Enciclopedia Treccani. Prossimamente i suoi libri saranno tradotti in tedesco e in francese.

 


Fernanda Romagnoli scriveva: “Stipuliamo impossibili contatti...le finestre non guardano che pietre...”.

Proseguiamo con l’intervista.

“Come è nata la passione per la scrittura?”.

“E’ difficile dirlo, so che da sempre è con me. Tutti i giorni penso alla lettura, alla scrittura, alle storie, ai versi. Se per un attimo provo a ripescare il momento preciso nel quale ho sentito lo slancio per le parole, rivedo una dodicenne che nel 1989 vince il primo premio per una poesia dedicata alla caduta del muro di Berlino. Sono passati tanti anni e quella ragazza che sono stata è sempre con me e mi commuove perché parlava a chiunque di poesia. Le persone a cui mi rivolgevo, però, non mi incoraggiavano nella lettura dei versi né tantomeno nella scrittura. Non dimenticherò mai le parole, in particolare, di un uomo: “Lascia perdere la poesia. Sai quanti poeti ci sono al mondo? Che pensi di fare?”. Lì capii che si poteva fare. E ho imparato che spesso bisogna fare il contrario di ciò che suggerisce chi scoraggia per professione! Io amo incoraggiare. Sempre”.

“Il suo ultimo libro di cosa parla?”.

“Più lontano di così”, edito da La Nave di Teseo, racconta di un omicidio. Una donna ventottenne uccide con cinque colpi di pistola un militare, Luigi Linzio. E perché? Quali i possibili moventi? Lui ha diciannove anni, è un caporale dell’esercito. È un ragazzo elegante e bellissimo. Il mio romanzo è la storia di una trasformazione di un dolore familiare, non si può restare per sempre vittime e per questo vivere da infelici subendo il male psicologico. Il lettore soltanto leggendo potrà andare a fondo alla storia che accenno qui. Ognuno ha la sua dalia nera, e la mia si chiama Luigi Linzio da moltissimi anni”.

“Lei scrive poesie? Ci racconti il suo mondo poetico”.

“Le poesie! Il mio universo poetico è ampio, parte da Cavalcanti e arriva ad Amelia Rosselli, e continua... mi piace leggere i poeti! Leggo tantissimi libri di poesia. È da tempo che penso di fare una nuova raccolta di versi, ma poi mi freno. Mi piace scriverli, ma soprattutto leggerli. Recentemente ho scoperto le sue poesie e le confesso che mi colpiscono molto. Sono sincere come le sue domande”.

“La ringrazio, Lucrezia. Io le dico che amo scrivere. Sento di scrivere. E ora, in pillole, come definisce la sua carriera?”.

“Lavorare, fare, studiare! Non vorrei fare altro. Studio ogni giorno, ascolto, osservo”.

“La poesia le fa conoscere vari scrittori?”.

“Certo. I miei cari amici scrittori, ne ho diversi. Ho scoperto, come le dicevo, anche lei, e la sua bella poesia, precisa, immediata. E poi, tra gli amici voglio ricordare lo scrittore Mathieu Albaizeta, sta per uscire in Francia il suo nuovo romanzo per “Éditions des lacs”, con cui pubblicherò a gennaio 2021 il mio primo romanzo, “Certi giorni sono felice”. Il titolo in francese: “Il y a des jours où je suis heureuse.”

E’ stato un incontro affabile, un incontro vero. E’ deliziosa Lucrezia. La passione per la scrittura accomuna le anime sensibili. Scrivere è non solo poesia, ma anche narrazione. Narrazione di storie di vita, di stati d’animo che poi, rimarranno impressi in chi legge. Mi auguro che sia così.