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Un inedito Machiavelli: Una lettera scritta a consolazione del figlio Guido

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di MARIAPIA METALLO

“El mulettino, poiché gli è impazato, si vuole trattarlo al contrario degli altri pazzi: perché gli altri pazzi si legano, et io voglio che tu lo sciolga. Daràlo ad Vangelo, et dirai che lo meni in Montepugliano, et dipoi gli cavi la briglia et il capestro, et lascilo andare dove vuole a guadagnarsi il vivere et cavarsi la pazzia. Il paese è largo, la bestia è piccola, non può fare male veruno; et così sanza haverne briga, si vedrà quello che vuol fare, et sarai a tempo ogni volta che rinsavisca a ripigliallo”.

Machiavelli svela al figlio il suo desiderio più intimo, coperto da una metafora inattaccabile, per non spaventarlo. Chi sono i pazzi, se non coloro che non possono fare a meno di dire la verità? Il cavallino è pazzo perché vorrebbe esprimere la sua vera natura di libero corridore di campi, togliendosi la briglia et il capestro. Machiavelli è pazzo per aver dedicato la sua vita all'unica cosa che sapeva e voleva fare: sottoporre le cose moderne al vaglio implacabile della propria ragione, libero da doveri di riverenza verso qualunque forma diauctoritas. Per il cavallino del figlio egli dispone la sorte che avrebbe voluto per sé: scioglietemi, implora, sciogliete questa bestia piccola nel paese largo del pensiero umano. Avete ragione voi: ho scritto cose terribili sugli uomini e sugli stati. Ma lasciatemi libero, e vedrete che saprò rinsavire. E se non fosse, almeno potrò restare fermo nella mia pazzia, senza far male a nessuno.