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L' anima gentile di Anne Brontë

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di SARA D'ANGELO

A duecento anni dalla nascita della più piccola delle sorelle Brontë, la dolce Anne venne al mondo il 17 gennaio 1820 a Thornton nello Yorkshire, una località agreste in cui il padre, il Reverendo Patrick Brontë, fu parroco dal 1815 al 1820.

Un mese dopo la sua nascita, la "dolce e gentile Anne" con tutta la sua famiglia si trasferì ad Haworth, un piccolo villaggio con cinquemila anime nel West Riding dello Yorkshire. Ultima di sei fratelli Anne visse i suoi giorni ai margini di uno spazio vitale concepito per lei da un destino avverso. Le ore erano scandite dai doveri quotidiani sempre uguali, rare erano le visite di parenti e amici, la famiglia bastava a se stessa e con se stessa si stringeva in un rapporto esclusivo, lasciando fuori la porta il resto del mondo. Ad ogni inverno però il nucleo familiare si sgretolava, le prime ad andarsene colpite dalla tubercolosi furono due delle sorelle maggiori, Maria ed Elizabeth. L'irrequieto Branwell, l'unico figlio maschio del Reverendo Brontë, deluse tutte le aspettative riposte in quel ragazzo tanto intellettualmente dotato quanto esageratamente viziato. Il giovane Branwell cadde più volte oltre i limiti della ragione, s'invischiò in affari illeciti, si abbandonò al bere. La cura virtuosa delle sorelle gli evitò la prigione ma non la morte. Morì di tubercolosi il 24 settembre 1848.


E così venne il tempo di contare gli affetti rimasti, c'era da pianificare il futuro ma l'unica strada che le sorelle Brontë conoscevano era affidarsi completamente alla Provvidenza.
Anne piccola Anne, le sue poche esperienze come istitutrice furono un fallimento, la ragazza mancava d'entusiasmo in ogni suo progetto malfatto, le era troppo facile essere infelice. E infelice lo fu per tutta la sua breve vita.


I giorni di Anne Brontë ci raggiungono attraverso i diari delle sue sorelle, nonché dai suoi documenti scritti su piegatissimi fogli di carta nascosti dentro una scatola di latta e sepolti in una vecchia scrivania.
" Per un certo tempo ho considerato i miei 25 anni come una sorta di punto d'arrivo della mia esistenza. Potrebbe risultare un vero presentimento, o rivelarsi solo un'idea superstiziosa; la seconda mi sembra più probabile, ma lo dirà il tempo.

"
In casa Brontë la vita scorreva eccessiva di semplicità. Il più banale e piccolo movimento, il cinguettio di un canarino o un capriccio dei piccoli animali domestici di casa veniva considerato un avvenimento degno di essere oggetto di discussione per tutto un pomeriggio.
È impossibile pensare ad Anne senza fare riferimento alle parole vergate delle sorelle maggiori rimaste in vita, Charlotte ed Emily. Sapevano leggere, sapevano scrivere, c'era un mondo da vivere là fuori ma non era poi così importante. Si bastavano.


L'ambizioso progetto comune di fondare una scuola fu presto accantonato per mancanza di allieve. Godettero di un breve tempo in cui nutrirono la speranza di rilevare la scuola di Miss Wooler a Dewsbury Moor, ma presto il sogno svanì e rassegnate al loro umile stato tornarono al loro mondo fatto di diari, documenti, romanzi e poesie. Era ormai diventata una consuetudine l'appuntamento serale in cui le tre sorelle si ritrovavano a parlare dei loro progressi (e regressi) dei loro scritti.
Anne visse la sua vita all'ombra del talento letterario di Charlotte ed Emily, nel 1847 le due ragazze trovarono in Thomas c. Newby l'editore disposto a pubblicare i loro rispettivi romanzi. Le modeste capacità della sua penna le impedirono di distinguersi dalla vocazione intellettuale delle sorelle, il 1847 fu però l'anno dell'affermazione, Charlotte pubblicò "Il Professore", Emily "Cime tempestose" e Anne "Agnes Grey." Thomas C. Newby fu un editore poco corretto con le scrittrici, pretese un congruo anticipo prima della pubblicazione e non aiutò nessuna delle tre a sbrogliare il filo confuso della paternità dei romanzi di ciascuna delle sorelle Brontë, costringendole a recarsi personalmente a Londra per risolvere l'equivoco. Il viaggio nella capitale fu l'unico e l'ultimo momento di distrazione di Anne. Il suo saluto al mondo cominciò il giorno della morte di Emily. A poco a poco lo spettro della malattia assorbì la sua esistenza spegnendo quella dolcezza ammirata da tutti ma incapace di suscitare interesse in un uomo.


Se tu volessi riportarmi alla vita
verrei ad essere più umile;
più saggia, più forte per la lotta
più disponibile ad affidarmi a te.
Se la morte fosse alle porte,
dovrei quindi mantenerli voto;
Ma, Signore, qualunque sia il mio destino,
Oh, lascia che ti serva adesso.

La vita l'abbandonò con un sussurro gentile, così come Anne visse i giorni della sua breve esistenza. Charlotte scrisse molto di Anne "...anche con l'ultimo respiro disse che era felice e ringraziò Dio che la morte fosse sopraggiunta, anche in maniera così delicata."


La sua vita condotta in silenzio, aggrappandosi a quella delicatezza dono prezioso della natura, pregio insignificante per stare al mondo. Anni infelici, anni stanchi di aggiungere giorni ai giorni cadono stremati ai piedi di un respiro affamato di vita mai vissuta, Anne così cara, Anne così gentile, Anne da tutti considerata debole, facile preda di un aggettivo per disegnare il mondo inesploso e incastrato nel suo cuore.


***
Agnes Grey è un romanzo-specchio adagiato su carta su cui si distende il carattere della piccola Anne, regina di una tenerezza che tenerezza non chiede ma che di tenerezza ha bisogno.
Agnes è il "diario di Anne" perché sono pagine custodi di una vita sprecata, desideri insabbiati, una personalità sommersa. È inutile sperare di scorgere un'emozione, non c'è traccia del più spalvido arcobaleno generato da un sentimento, tutto il romanzo è un pianto silente, d'altronde le lacrime sono sempre accorse a testimoniare il suo breve tragitto su questa terra, alimentate dall'amarezza di nessun fazzoletto gentile pronto ad asciugarle.


Agnes e Anne, due istitutrici o forse una soltanto, la mano delicata scrive il suo intimo inferno, rigo dopo rigo sfila una lunga processione di addii e delusioni, infelicità confidate ai cuscini annegati da vergini cascate di lacrime.


Agnes è un'insegnante ma ha tanto da imparare, ha sempre guardato il mondo dalla finestra ma il timido cortile privato riesce a malapena a dare lezione ai suoi fragili fili d'erba. La vita di Agnes è lo specchio favoleggiante dei desideri di Anne, nel suo romanzo tutto succede, nella sua vita niente accade. Agnes s'innamora, Agnes si sposa, Agnes è madre


Anne scrive se stessa, disperata e sola chiede alla penna di colorare le sue ombre, la compassione risponde al suo appello con un fervore che nessuno ha mai saputo offrire a quel cuore immacolato.


"Povera colomba inquieta, ti compiango;

e quando sento il tuo lamento
piango per la tua prigionia
e nei tuoi dolori dimentico il mio.
Eppure, se avessi avuto anche un solo gentile compagno
il tuo cuore triste si sarebbe rallegrato
e condividendo con te la prigionia
saresti stata felice anche lì.
Ma tu, povera colomba solitaria,
devi emettere, inascoltata, il tuo gemito triste.
Il cuore che la natura ha creato per amare
dovrà struggersi, trascurato e solo."