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La Biblioterapia, un modo nuovo di vivere la Biblioteca… Una bella storia madrilena

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di BARBARA MESSINA

Arriva dalla Spagna e, più precisamente, da Madrid una bella storia di solidarietà e resilienza. Quella di un bibliotecario che, insieme ad altri volontari, ha dato vita a un’iniziativa veramente unica ed encomiabile: leggere libri agli anziani per telefono, per farli sentire meno soli.

La “Biblioterapia per anziani”, che si propone come un concreto rimedio contro la solitudine, è il nome del servizio offerto già dal 2013, dal “biblioterapista” e i suoi amici. La Biblioterapia è un’iniziativa della Biblioteca di Soto del Real che, prima dell’emergenza sanitaria, prevedeva la lettura in loco e/o presso le residenze per anziani.

Chiaramente, con la diffusione del Covid-19 e il diffondersi delle norme per il distanziamento sociale, la Biblioterapia ha dovuto reinventarsi. Da qui l’idea della biblioteca di svolgere il medesimo servizio a distanza, grazie all’uso della linea telefonica. Se prima i volontari si recavano presso le strutture una volta al mese, con la pandemia il servizio è diventato a cadenza settimanale e punta a favorire un rapporto personale tra il ‘lettore’ e la persona a cui il libro viene letto.  Juan Sobrino, a capo dell’iniziativa, ha infatti sottolineato quanto sia importante che un anziano si trovi a conversare con lo stesso volontario, per creare un rapporto che vada al di là della mera e sterile lettura e che comprenda anche uno scambio di opinioni e di interessi. In una recente intervista al quotidiano madrileno El Pais, Juan Sobrino ha commentato “Dobbiamo portare loro dei libri per combattere l’isolamento sociale, finché si potrà leggere di nuovo nelle residenze”, specificando che al momento sono otto gli anziani che usufruiscono del servizio e tutti hanno confermato al giornale spagnolo quanto Sobrino e i suoi colleghi li abbiano aiutati a superare momenti difficili nel corso dell’isolamento.

Siamo soliti pensare che siano soprattutto i bambini ad amare le storie e i racconti, in realtà anche adulti e anziani possono godere di una buona lettura ad alta voce, un modo non solo per svagarsi ma anche per sentirsi più vicini agli altri.

Durante la pandemia gli anziani hanno vissuto al massimo l’isolamento sociale e ancora adesso che non c’è più il lockdown spesso vivono comunque in solitudine.

Per cercare di alleviare in qualche modo la loro sofferenza, la biblioteca Soto del Real ha così deciso di attivare  il servizio di lettura telefonica.

La “Biblioterapia per anziani”che, come abbiamo già detto,  portava i propri volontari presso le residenze e case di riposo si occupa di diffondere il piacere della cultura come veicolo di convivialità con la lettura di poesie, favole, indovinelli, racconti ma anche con il canto e l’accompagnamento di una chitarra.

Ai tempi della pandemia, invece di andare una volta al mese nelle residenze, i volontari hanno intensificato e continuato la propria “opera”  leggendo agli anziani, per telefono, settimanalmente,  testi personalizzati, a seconda delle preferenze di ogni lettore.

Come detto a capo del progetto di lettura agli anziani e della biblioteca stessa vi è Juan Sobrino che per supportare il tutto si serve dell’aiuto di una decina di volontari. Ognuno di loro chiama e legge sempre alla stessa persona, in modo che si crei un legame e possa conoscere i suoi gusti per scegliere le letture giuste. In teoria le sessioni di lettura sono di 20 minuti ma tendono ad essere più lunghe se l’ascoltatore è particolarmente interessato. Il programma è rivolto soprattutto a chi vive solo o nelle residenze e non riceve visite di familiari o amici.

Fra gli utenti del servizio, sentiti da El Pais,  vi è Chus López, che ha 69 anni e vive in una casa di riposo di Madrid da tre anni. La donna ha spiegato ai colleghi del quotidiano spagnolo che le piacciono molto i libri d’amore e che si fida dei criteri di scelta del suo bibliotecario che, dice, “sceglie sempre bene”. Certo il contatto diretto “è meglio perché li vediamo, applaudiamo e quando finisce la lettura beviamo con loro” ha proseguito “ma passerà e sono certa torneremo a vederci”.

Che dire, una bella storia di resilienza, solidarietà e speranza che fa ben pensare per il futuro, ma anche di amicizia e amore per il proprio lavoro che speriamo si concluda con una ritrovata normalità fatta di contatti umani e anche di buone letture in presenza.