Il SudEst

Tuesday
Oct 27th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Cultura Cultura Premio Nobel

Premio Nobel

Email Stampa PDF

di SARA D'ANGELO

La letteratura ha un appuntamento annuale atteso da tutto il mondo.

Il Premio Nobel è l'onorificenza assegnata a uomini e donne che, ancora in vita, con le loro ricerche, scoperte, opere letterarie, si sono distinti e adoperati per consegnare ai posteri un'umanità migliore.

Nel 1900 la Fondazione Nobel muove i primi passi verso la nascita del Premio. In quello stesso anno l'Accademia di Svezia diventa il fulcro della gestione di tutte le fasi dell'organizzazione del prestigioso riconoscimento. Responsabile dell' Accademia fu Carl David ad Wirsén, un personaggio decisivo nella programmazione del Premio. I candidati della prima tornata furono appena 25. Da questa esigua partecipazione dal1901 ad oggi si è arrivati ad avere 350 candidati al Premio. Dietro le quinte del Nobel c'è un fermento di progetti, regole, personalità illustri da accogliere a Stoccolma. Quando si alza il sipario della premiazione l'adrenalina ormai si avvia al tramonto.
La candidatura deve giungere all'Accademia entro il 1° febbraio dell'anno relativo al premio. Il difficile lavoro di scrematura delle opere è affidato a più di un organo di controllo sotto la direzione della commissione Nobel. Entro il mese di aprile la commissione Nobel è tenuta a presentare all'Accademia i 20 nomi che sono ammessi al Premio, va da sè che in 90 giorni è impossibile procedere alla lettura di così tanti testi.

L'Accademia si riserva il diritto di " apportare variazioni o fare aggiunte" fino a proporre nomi non segnalati dalla Commissione Nobel, vanificando il lavoro di quattro mesi. L'attuale Presidente della Commissione Nobel Per Wästberg non nasconde il suo ragionevole dubbio sull'effettiva lettura di tutte le opere. La fase successiva è l'ulteriore scrematura da venti a 5 nomi. I mesi estivi sono un laboratorio di lettura per i soci dell'Accademia. Non è raro che alcuni nomi di candidati vengano riproposti anno dopo anno, da qui l'annosa questione, perché questo ambiguo processo di scrematura se non è escluso che si possa approvare la partecipazione degli stessi nomi anno dopo anno?
La parzialità nella scelta è evidente e costituisce una macchia dell' impeccabile Svezia.
Una medaglia d'oro e un assegno a molti zeri costituiscono l'effettivo valore materiale del Premio, inoltre il vincitore è dispensato da vincoli nella gestione del denaro ma quello che più conta è il prestigio personale di chi culmina la sua carriera con la celebre medaglia svedese.
La storia del Premio è da ricondurre ad un personaggio singolare, Alfred Nobel, chimico e scienziato svedese, inventore della dinamite, un uomo dal comportamento sui generis, forse dettato da un'infanzia difficile nei sobborghi di una Stoccolma della prima metà dell'Ottocento. Il padre, Emanuel, era un uomo eccentrico, autore delle più disparate invenzioni. L'influenza paterna fece del giovane Alfred un uomo attratto più dal denaro che dalla limpidezza della propria coscienza. Nè un chimico nè un brillante scienziato, ma un imprenditore con molto fiuto per gli affari. Tanti furono gli incidenti durante i suoi esperimenti, tutti a testimoniare le sue lacune in campo scientifico. Nobel viaggiò molto in Europa fino a quando decise di allargare il suo giro d'affari negli Stati Uniti. In terra americana si adoperò nella costruzione di fabbriche specializzate nella produzione di esplosivo, intanto gli incidenti aumentavano, unico modo per uscire dall'incubo era stabilizzare la nitroglicerina. Nel 1867 arrivò alla "dinamite" non per abilità ma per un fatto accidentale. Modesto chimico, mediocre conquistatore di donne a causa della sua debole prestanza fisica, tanto che il suo amico Hugo Hamilton lo definì " grottesco, basso e di rara bruttezza, con qualcosa di stranamente rattrappito e antropizzato nel suo aspetto ". Non si sposò.

Le sue invenzioni in grado di uccidere migliaia di persone in pochi istanti gli attribuirono l'appellativo di "mercante della morte", cosa che gli procurò una discreta paura. Il risveglio della coscienza lo indusse così a pensare come bonificare la reputazione del suo nome. Dedicò gli ultimi anni della sua vita alla costruzione di opere pubbliche, a sostenere ricerche di medicina nonché alla divulgazione di elementi di pace.

Alfred Nobel morì a Sanremo il 10 dicembre 1896. Nel suo testamento scritto un anno prima della sua morte, indicò le sue volontà sul futuro del Premio.

"I premi per la fisica e la chimica sono assegnati dall'Accademia Svedese delle Scienze; per la letteratura dall'Accademia a Stoccolma e per i combattenti per la pace da una commissione di cinque persone che sono scelte dal Parlamento Norvegese. È mio espresso desiderio che nell'assegnazione dei premi nessun riguardo sia tenuto rispetto ad alcun tipo di appartenenza nazionale cosicché il più degno ottenga il premio sia o no uno Scandinavo ". È singolare che il testatore si riferisca all'Accademia di Stoccolma e non l'Accademia di Svezia. Trattasi di un particolare molto importante perché sottolinea la sua incompetenza sulla ricerca scientifica e sulla vita letteraria del suo Paese. In effetti egli era solo uno scienziato anche se in possesso di una biblioteca, di tanto in tanto dedicava parte del suo tempo alla scrittura. La sua raccomandazione più urgente ai membri dell'Accademia era quella di dare precedenza all'utilità e all'attualità delle opere ammesse al Premio.
Raccomandazione puntualmente disattesa. Esiguo era il numero dei soci e in età avanzata, due elementi che hanno sempre impedito un doveroso e costante rinnovamento del Premio.
L'Italia non è mai stata al centro dell'attenzione dei soci dell'Accademia, anzi. La Francia e il Nord Europa sono state l'obiettivo centrale del Premio. Dal 1901 al 2017 la letteratura italiana è stata ai margini delle candidature.

Sono solo 6 i Premi Nobel italiani. I primi tre sono stati assegnati nella prima metà del Novecento e gli altri tre nella seconda metà.

Nel 1906 Giosuè Carducci ricevette il Premio dall'ambasciatore di Svezia nella sua abitazione perché gravemente malato. Morirà quattro mesi dopo. Carducci professore, scrittore e critico letterario fu insignito del Premio con questa motivazione: “Non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile e alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica”.

Sue le Rime Nuove, le Odi barbare e Rime e Ritmi.

Nel 1926 la scrittrice sarda Grazia Deledda è l'unica donna italiana a ricevere il premio. Il suo romanzo più famoso è Canne al vento.

Candidata più volte al Premio è stata insignita del prezioso riconoscimento un anno dopo la sua vittoria perché nel 1926 l' Accademia decise di non assegnare il Premio Nobel per la letteratura.
Questa la menzione: "per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano".

Nel 1934 è la volta di Luigi Pirandello, scrittore siciliano, uno dei più importanti drammaturghi del Novecento, autore di romanzi e numerose opere teatrali, ha ricevuto il Premio "per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale”.

Nel 1959 è Salvatore Quasimodo a salire sul podio del premio letterario più importante del mondo.
“Per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi”.
Eugenio Montale ha ricevuto il premio nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”.
Nel 1997 Dario Fo, attore, regista, scrittore ma di certo non un vanto italiano per le sue opere letterarie, è stato vincitore di un Premio Nobel che per la prima volta si distanzia dalla sua storia.
Molte sue opere sono state scritte a quattro mani con la moglie Franca Rame, ingiustamente tenuta in ombra alla consegna del Premio. Dario Fo ha ricevuto il Premio con la seguente motivazione: “seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.
L'età avanzata del Nobel rende opportuno un restauro sotto ogni aspetto, dalle candidature ammesse fino alla cerimonia del 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore e giorno di consegna dei Premi Nobel nella Concert Hall di Stoccolma. I membri dell'Accademia sono ben consapevoli che l'onorificenza necessita di una revisione, anche se è inspiegabile come tutti i Paesi siano ancora oggi attratti dal fascino di un Premio considerato il riconoscimento più prestigioso e ambito del mondo.