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Roma l’Urbe, ossia la Città

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di MARIA PACE

Roma, la Città, ossia l’Urbe, dalla parola latina “urbs” fu fondata, secondo la tradizione,  da Romolo nel 753 a.C.  Fu scelta una zona, nella valle del Tevere,  quasi alle foci del mare. Era un territorio caratterizzato da brevi alture dalle sommità pianeggianti chiamate “Colli”, idonee a farvi sorgere agglomerati urbani  difendibili da ogni tipo di attacco.  Per questo, i primi villaggi sorsero in collina, piuttosto che nelle pianure ai piedi dei Colli, dove, peraltro, si trovava una vasta palude chiamata Velabrum, dove andavano a ristagnare i ruscelli che scendevano dalle varie alture.


Il primo colle ad essere occupato, intorno al X secolo a.C,  fu il Palatino, così chiamato, tra le tante versioni, per onorare Pales, la dea pastorale, nel cui culto  si celebrava anche la  nascita della città. Il suo nome, però, potrebbe derivare anche dal nome del guerriero Olo, i cui resti furono trovati durante i lavori di scavo del tempio di Giove: Caput Olii.

Un’altra versione accettabile di questo nome potrebbe essere quella fornita dallo storico Properzio, il quale fa riferimento al mondus, ossia, la fossa scavata al centro del Pomerium e riempita con gli oggetti sacri  utilizzati per la consacrazione di una nuova città.  Nel Pomerio, la striscia di terra consacrata che  correva lungo il perimetro delle Mura, non si poteva

coltivare, né vi si poteva dare sepoltura ai morti.

La scelta del Palatino per costruirvi il primo agglomerato forse non fu propriamente un caso; il Palatino, infatti, è vicino all’Isola Tiberina ed anche vicino al colle del Campidoglio, strategico punto militare e fu su questo Colle che Romolo trasse gli auspici avvistando i dodici avvoltoi

“Roma Quadrata”, fu il nome dato alla prima Roma,

forse per la forma vagamente trapezoidale del perimetro del pianoro su cui sorgeva. Ancora oggi sul Colle si possono vedere i resti delle mura e le fondazioni su cui posavano le prime capanne.

Quando si fondava una nuova città si tracciava il solco

del  perimetro quadrato  e  ad  ogni  metà  lato,    si interrompeva la traccia per  lasciare lo spazio ad ognuna delle quattro porte principali della città.

La felice posizione della nuova città, lungo la sponda sinistra del Tevere e il guado costituito dall’isola Tiberina,  favorì  traffici commerciali sia via terra che via fiume con Etruschi e Campani e  successivamente anche via mare con Greci e Fenici e segnò la nascita di un fiorente mercato di scambio di sale,  prodotti agricoli e bestiame.

Dopo il Palatino, l’occupazione del territorio proseguì

senza sosta e intorno ai secoli VII e VI a.C. toccò agli

altri colli, a partire dall’Esquilino ed a seguire,  dal Quirinale, Celio, Viminale e Campidoglio.  La difesa di questi primi agglomerati urbani era affidata ad un muro di cinta rinforzato che seguiva la conformazione

del terreno.

Sul Quirinale erano stanziati i Sabini e il nome del Colle si fa derivare da Quirino, divinità guerriera di origine sabina, il cui nome significa “lancia” e che veniva raffigurato con una lancia in mano. Accolto fra gli dei venerati dai romani, Quirino fu identificato con Romolo divinizzato. Dopo la vittoria di Romolo sui Sabini, il colle fu annesso alla città.

Il Celio, invece, altro importante   Colle, abitato dagli

Etruschi, deve il nome al suo capo, Cele Vibenna; sarà  su questo Colle che  verranno trasferiti gli abitanti di Albalonga dopo la distruzione della città.

L’Esquilino, il cui nome deriva, forse, da Esquiliar, che significa “sobborgo”; sarà  il  quartiere più popolare e popoloso dell’Urbe,  destinato  ad essere anche il più  malfamato, soprattutto nella zona più interna, chiamata Suburra.

Quanto ai colli Viminale e Aventino, devono con ogni

probabilità il loro nome ai prodotti che vi si producevano: vimini e avena. Qui, sull’Aventino, fu sepolto Remo e fu ancora qui che Remo avvistò per primo  gli avvoltoi… ma sappiamo come andò la cosa!

Prima dell’unione dei 7 colli storici - Palatino, Capitolino, Quirinale, Celio, Esquilino, Viminale e Aventino - ad opera di Servio Tullio,  il Pomerio racchiudeva  il  Septimontium, formato dalle tre cime del Palatino –Palatium, Cermulus e Velia e dalle tre cime dell’Esquilino – Oppius, Cispius e Fagutal,  a cui si aggiunse il Celio. Fu proprio l’unione politica e commerciale dei Colli a condurre alla formazione della città di Roma, sulla sponda sinistra del Tevere.

Al di là delle due sponde di questo fiume, però, si erano stabilite due diverse popolazioni, i Latini e gli Etruschi, spesso in competizione tra loro; un’altra popolazione, quella dei Sabini, invece, occupava il Quirinale.

Roma, dunque , fu  fondata, secondo la tradizione, da

Romolo, il 21 aprile del 753 a.C. Alla Prima Roma o Roma Quadrata, seguì un lungo periodo durante il quale si pose in atto un processo di  associazione tra le popolazioni che occupavano i vari i territori intorno ai Colli, diventati ormai il centro della città. Indipendenti tra loro, ognuna di queste cittadelle provvedeva da sola alla difesa della propria indipendenza.

La prima operazione collettiva, infatti, Roma la eseguì solo ai tempi di Tarquinio Prisco, con la costruzione di un sistema di difesa fortificato.Bisognerà aspettare Servio Tullio per vedere realizzata la difesa della città con un massiccio terrapieno, cui seguì un’intensa attività urbanistica culminata con una recinzione di mura lunghe diversi chilometri: le Mura Serviane.