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Maffesoli, professore della Sorbona di Parigi, a Bari

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di LEONARDO DONVITO

 

Lunedì scorso il professore emerito  di Sociologia della Sorbona di Parigi, il francese Michel Maffesoli, ha tenuto una “lectio magistralis” nell’Aula Magna dell’Università di Bari Aldo Moro sul tema “La parola del silenzio” .

 

Maffesoli è uno dei pensatori più eminenti sull’epoca postmoderna, quella che in pratica stiamo vivendo. In che modo si può fare socialità tramite il silenzio? Quest’apparente contraddizione di termini in realtà secondo Maffesoli costituisce una sfida, in un’epoca in cui pensare è importante quanto difficile, e proprio nell’ambito del pensiero spesso avviene che quelli che non hanno niente da dire, parlino di più: ed è con questo passaggio che si capisce il significato della parola del silenzio. L’umanità, per Maffesoli, attraversa dei cicli storici, ed è sbagliato ritenere che la fine di un mondo, dove per mondo si intende un modo di vivere, possa costituire la fine del mondo: Maffesoli ci fa capire, quindi, come ad epoche ne siano seguite inevitabilmente altre. Quando siamo consapevoli dell’epoca in cui viviamo, riusciamo ad effettuare una distinzione tra realtà (termine con cui Maffesoli indica la realtà sociale) ed il reale, costituito dai sogni. È stato molto interessante il passaggio in cui il professore della Sorbona ha evidenziato che, fra i vari cicli storici, c’è un periodo di quattro decenni caratterizzato dalla distanza fra l’élite ed il corpo sociale: dopo aver citato Machiavelli, e la sua idea del pensiero della piazza e del palazzo, Maffesoli si è collegato all’attualità parlando di razzismo, caratteristico secondo lui proprio dei periodi di crisi. Quindi è risultato naturale per il professore francese parlare di Europa e di Oriente, che hanno vissuto in continuità fino al XVII secolo, ma dopo l’Europa ha negato per Maffesoli i valori dei sentimenti, degli affetti e delle passioni, fondandosi sul razionalismo simboleggiato dalla mitica figura di Prometeo, che pensa prima di agire. Per comprendere la postmodernità, bisogna ricorrere ad un ossimoro (accostamento di due parole in contrasto fra loro): oscura chiarezza. Questo sociologo della Sorbona ha quindi parlato di parole chiave per comprendere il periodo storico che stiamo vivendo: il rispetto, il pudore, la discrezione ed il mistero ( quest’ultimo afferente alla sfera religiosa). La postmodernità si basa quindi sia sulla tecnologia di Internet, ma anche su un ritorno all’arcaico, con la divisione delle persone in comunità più piccole, quasi tribù. Maffesoli ha concluso dicendo che l’uomo deve tornare ad un Umanesimo integrale, che consiste in una razionalità diversa dal razionalismo e che non escluda i sensi, oltre a comprendere la ragione, aggiungendo poi che andrebbe rivalutata la figura mitologica di Epimeteo, colui che pensa dopo avere acquisito l’esperienza. Al termine ci sono state anche domande da parte dei numerosi ragazzi presenti: segno che Bari dimostra la sua disponibilità ad ascoltare esponenti  della cultura autorevoli e qualificati.