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Liliana Segre, Israele e la questione palestinese

Liliana Segre, Israele e la questione palestinese

di CARMELA BLANDINI

Si sentono molte domande di chi vorrebbe vedere la Senatrice Liliana Segre entrare nella gabbia dei leoni e combattere contro Israele per difendere il popolo palestinese dai soprusi del governo di Netanyahu.

Io la mia opinione me la sono fatta leggendo i libri della senatrice, ascoltando le sue interviste e cercando di comprendere le parole che dice, ma anche quelle che non dice. Infatti alcune parole precise la senatrice non le dice mai e non lancia accuse a nessuno. Però possiamo dire che un fatto che la riguarda è molto chiaro e cioè, dopo che ricevette minacce di morte e dovette accettare di vivere sotto scorta, declinò l’invito ad andare a vivere in Israele dove nessuno l’avrebbe minacciata. Questo dovrebbe farci riflettere.

A chi si fa domande riguardo al pensiero e alla posizione personale della senatrice Segre sulla questione palestinese, non rimane che cercare di darsi una spiegazione sul perchè lei non voglia dire nulla contro Israele.

Partiamo dal presupposto che pur essendo italiana e nata in Italia, tuttavia è ebrea e il suo popolo è anche quello ebreo, un popolo martoriato e perseguitato nei secoli dei secoli, e in ultimo anche dall'Olocausto nazista e fascista.

Nessuno di noi, credo, rinnegherebbe le proprie origini e, specialmente, se fossero origini nate e cresciute nel dolore atroce che va dalla schiavitù in Egitto fino alla guerra del Sinai.  Il popolo israeliano è stato perseguitato per secoli e la sua storia è colma dell’odio subìto sin dagli albori.

Ricordiamo che ancora oggi si nega, da parte di tanti Stati ed organizzazioni, il diritto all’esistenza dello stato d’Israele.

Noi italiani accetteremmo di mettere in discussione il diritto di esistere dell’Italia come Stato?

Nel mondo tanti paesi violano i diritti umani: L’Arabia Saudita, l’Iran, la Cina, ecc; però nessuno mette in discussione il loro diritto di esistere, anzi tanti Paesi del mondo hanno partecipato persino alle Olimpiadi in Cina e negli U.S.A. che sono Stati dove ancora si pratica la pena di morte.

Il problema, dunque, non è Israele ma il suo governo che perseguita i palestinesi, e Liliana Segre, infatti, è rimasta in Italia e non è mai andata in Israele. Consideriamo, dunque, che lei non può odiare le sue origini ebree, invece collega e accomuna, a ragione, l’antisemitismo al razzismo, cioè a tutto quello che ha portato la grande tragedia nella sua vita di giovane ragazza.

Se adesso parlasse a favore del popolo palestinese sarebbe, dunque, come ammettere che lei stessa è antisemita e razzista contro gli ebrei.

Ma questo sarebbe davvero pretendere troppo e a me sembra ingiusto che si possa pretenderlo.

Uno che non ha capito assolutamente nulla del pensiero di Liliana Segre, tra gli altri, è Matteo Salvini, che, quando lei divenne senatrice a vita, la invitò a partecipare ad un convegno organizzato da lui contro l’antisemitismo. La senatrice rifiutò decisamente e spiegò che secondo lei la lotta contro l’antisemitismo è inaccettabile se non viene combattuto insieme ad ogni idea di razzismo e al rifiuto totale di esso.

Quale risposta avrebbe potuto essere più intelligente e chiara? Eppure fu troppo intelligente e lui non la capì.

Quello che la senatrice, sempre, dice chiaramente, ed è scritto anche in questa foto in alto che è qui pubblicata, è che per lei le vite hanno tutte lo stesso valore, un valore alto, unico e assoluto, e, secondo me, pensa anche alle vite dei palestinesi.

Moni Ovadia, autore, attore, cantante, chansonnier, ebreo che alla politica di occupazione di Tel Aviv sui palestinesi ha sempre riservato giudizi durissimi, dice chiaramente che chi attacca e insulta Liliana Segre per il suo silenzio sulla questione palestinese è un antisemita e dunque è un razzista.

Moni Ovadia chiede: cosa c’entra Liliana Segre con Israele? È una donna che ha vissuto da giovanissima l’esperienza della Shoah, e ancora la testimonia e cerca di contrastare ogni forma di razzismo e di intolleranza. La sua vita è trasparente e il numero della sua prigionia, che porta impresso sul braccio, testimonia la sua lotta contro la sopraffazione e l’intolleranza di un mondo dove ancora lo Stato di Israele ancora nemmeno esisteva.

Dunque Liliana Segre è veramente una donna super partes, la destra non la accetta, perché lei non accetta la politica razzista di destra, e la sinistra non la comprende, perché lei non si allinea contro Israele.

Intanto, però, la senatrice a vita Liliana Segre ha voluto che venisse istituita una commissione speciale contro intolleranza e razzismo e ricordando i principi antifascisti della Costituzione Italiana e i valori democratici della Repubblica, il suo discorso è stato per molti una boccata d’ossigeno: «Ho conosciuto la condizione di clandestina e di richiedente asilo, il carcere, la schiavitù minorile, svolgerò la mia attività di senatrice senza legami di schieramento politico e rispondendo solo alla mia coscienza»

Di recente Liliana Segre continua a denunciare il pericolo di violazione dei diritti civili per gli italiani e per ogni popolo del mondo.

Io penso che non solo gli italiani ma anche gli altri popoli del mondo dovrebbero essere grati alla senatrice per ogni parola che dice, perché lei è tra quelle pochissime persone che parla di amore e con amore di tutti e per tutti.

Questa è una delle sue ultime dichiarazioni: “Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano”. firmato: Liliana Segre, Senatrice a vita.

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