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A cura di ANGELO GIANFRATE

Settimana dal 28 Marzo al 3 Aprile 2020

#andràtuttobene

Aprile piovoso anno fruttoso.

Sole Luna

1° sorge alle 06.42 – tramonta alle 19.26           sorge alle 11.39 – tramonta alle 02.22

11  sorge alle 06.26 – tramonta alle 19.37           sorge alle 23.56 – tramonta alle 08.45

21  sorge alle 06.10 – tramonta alle 19.48           sorge alle 05.49 – tramonta alle 18.14

Accadeva anni fa

3 Aprile 1900  La Camera approva le modifiche del regolamento, ma i liberali costituzionali e l’opposizione di sinistra abbandonano l’aula prima della votazione.  Il verbale della seduta del 3 Aprile non verrà approvato. Tre giorni dopo Pelloux rinuncia a convertire in legge il decreto sulla pubblica sicurezza e sulla stampa.

31 Marzo 1950  Il Dirigente Sindacale Giuseppe Massarenti muore a Molinella.

1 Aprile 1950  Inizia l’amministrazione italiana della Somalia.

31 Marzo 1970  L’Ambasciatore tedesco Karl von Spreti rapito in Guatemala da guerriglieri che in cambio chiedono la liberazione di alcuni detenuti politici. Dopo il rifiuto del Governo il suo cadavere sarà ritrovato il 6 Aprile. – Giovani maoisti armati di spade da samurai cercano di dirottare un Boeing verso la Corea del Nord ma a Pyongyang sono tratti in arresto.

28 Marzo 1980  I Carabinieri irrompono a Genova in un covo delle BR e uccidono quattro brigatisti.

28 Marzo 2010  A Mosca si svolgono due attacchi terroristici nelle stazioni della metropolitana che causano 40 morti e oltre cento feriti

Ed. De Agostini; Wikipedia; S.Colarizi, Storia del Novecento italiano,Ed.BUR;  “30 Anni della nostra storia”  ERI edizioni, Gruppo Flli Fabbri Editori; G.Bisiach, Un minuto di storia, Mondadori.

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Citazione

“Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi- E’ l’indifferenza dei buoni” Martin Luther King

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La buona lettura  (consigliati dal SudEst)

Le virtù del Nazionalismo              Yoram Hazony        Guerini e Associati

Peredenov il demone meschino     Fedor Sologub        Fazi Editore

Il tempo della bellezza                    Paola Giovetti        Ed. Studio Tesi

Una segreta felicità                        M. Mircea Eliade     Adelphi

Corpi, scheletri e delitti                  Cristina Cattaneo    R. Cortina Editore

Un buon libro per rimanere a casa

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Gli onomastici della settimana

28  Marzo - Sisto

29  Marzo - Secondo

30  Marzo . Amedeo

31  Marzo – Beniamino

1  Aprile -  Ugo

2  Aprile – Francesco da Paola

3  Aprile - Riccardo

Auguri!

Proverbi Italiani

Su e giù per lo stivale - Saggezza in cucina! A sentire un proverbio assai diffuso “quando canta il cuccù, cavolfiore non si mangia più”. Insomma quando il cuculo, tradizionale annuncio della bella stagione, arriva, tra marzo e aprile, allora termina anche la raccolta del cavolo, tipico cibo invernale. In compenso un altro detto “aprile carciofaio” indica il gran consumo di carciofi a cui sono dedicate tante sagre, specialmente nell’area laziale, dove quelli alla romana e alla giudia, aperti a fiore e fritta sono d’obbligo. Invece asparagi selvatici e non, sono usati in frittata o come condimento per la pasta quai ovunque, dall’Umbria alla Toscana fino all’Istria dove si dice “april sparesèr , maio saresèr” cioè aprile asparagiaio e maggio ciliegiaio. Mentre “chi veul fè meurire ‘l marì c’à daga pur al meis d’avrì” si avverte in Piemonte, ovvero che il marito vuol far morire gli da da mangiare porri nel mese d’aprile

[Fonte: Proverbi Italiani a cura di Stefano Benvenuti e Salvatore Di Rosa – Club degli Editori]

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L’ingrediente del mese: gli asparagi

Primizia primaverile molto amata, gli asparagi., forse anche per l’insolito modo di mangiarli con le mani, ma solo in famiglia! Portano in tavola gusto ed allegria. A sentire il galateo di dovrebbero invece portare alla bocca con l’apposita pinza, oppure con la forchetta se si hanno nel piatto e sono le punte. I più prelibati sono quelli selvatici, di bosco; ma gli asparagi si coltivano negli orti da lunghissimo tempo. Oggi quelli che giungono sulle nostre tavole sono di tre principali varietà: verdi, bianchi e violetti. Tipici dell’area mediterranea orientale, ma presenti anche in Nord Africa, entrano da 2000 anni nei nostri ricettari. In cucina si preparano lessi, in acqua o al vapore. Ridotti in purea entrano in vellutate, passati, soufflé. Ottimi in fittate, torte salate, paste e risotti. ( Nel lessare gli asparagi in acqua, legateli in mazzetti per facilitare l’operazione di scolatura.Meglio ancora cuocerli al vapore o nell’aposita pentola della asparagea.) Un consiglio: la base dello stelo degli asparagi potrà essere ridotta in purea e utilizzata nella preparazione del minestrone.

Fanno bene perché per le pochissime calorie, sono adatti alle diete dimagranti. Ricchi di vitamina A, C e del gruppo B sono diuretici, sedativi e lassativi. La tradizione gli attribuisce anche proprietà afrodisiache.

Asparagi sott’oli: pulite 1 kg. di asparagi eliminando la parte dura e bianca. Lavateli e metteteli in una pentola alta e stretta con ½ lt. Di aceto bianco, ½ lt. Di acqua e 40 gr. di sale grosso. Cuocete per 15’ dall’inizio del bollore. Sgocciolateli e asciugateli con uno strofinaccio. Riempite dei vasetti alti e stretti e copriteli con olio extravergine di oliva. Chiedeteli ermeticamente. Saranno pronti tre due mesi.

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Una sana abitudine

Un bel bagno caldo cura il corpo e la mente. Migliora la circolazione e l’ipertensione, idrata e depura la pelle, abbassa gli zuccheri nel sangue, riduce tensione e mal di testa, fa bruciare persino calorie (140 in un’ora) L’ideale sarà accendere delle candele profumate o un diffusore di aromi nebulizzanti, aggiungere all’acqua calda 10 gc di oli essenziali a scelta fra bergamotto, camomilla, lavanda e ylang-ylang. La lavanda rigenera il sistema nervoso, la camomilla seda e riduce lo stress, il bergamotto equilibra gli sbalzi d’umore, l’ylang-ylang  è antidepressivo, calma la rabbia e pacifica con se stessi. Un cucchiaio di amido di riso renderà pure la pelle liscia e morbida.

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[Fonte Almanacco di Barbanera - Editoriale Campi – Fondazione Barbanera 1762]

L’Italia delle meraviglie”

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

(Il lago di Pilato si trova nei pressi del Monte Vettore. Secondo un’antica leggenda, sul suo fondale giace il corpo dell’ex governatore romano)

Il parco è punteggiato da suggestivi borghi spesso accomunati da origini simili. Sebbene i territori dei Monti Sibillini siano stati abitati fin dalla Preistoria, è stato il Medioevo a plasmare la struttura urbana dei suoi comuni. In quest’epoca, i paesi furono riorganizzati all’interno di possenti mura rinforzate con torrioni  e porte di accesso a difesa delle principali strutture dei centri abitati (chiese, palazzi nobiliari, piazze). Queste suggestive fortificazioni, spesso ancora visitabili, danno ai borghi dei Monti Sibillini un carattere compatto, austero e pittoresco.

Quei monti azzurri esaltati da Leopardi

“E che pensieri immensi, che dolci sogni mi ispirò la vista, di quel lontano mar, quei monti azzurri”. Così Giacomo Leopardi esaltava i Monti Sibillini nei suoi Canti. Il poeta poteva ammirare il profilo frastagliato della Catena da Recanati. Fino al sisma del 2016, al Museo dei Manoscritti leopardiani di Visso erano conservati documenti originali, a testimonianza del legame tra lo scrittore e i monti; si trattava di sei idilli, tra cui “L’Infinito” , cinque sonetti e numerose lettere venduti nel 1868 all’ora sindaco.  Oggi la struttura è temporaneamente chiusa al pubblico e i manoscritti sono custoditi in altra sede.

Curiosando

Una padella di sei metri per sfamare il popolo: Il 7 Aprile 1795 i pescatori di Porto San Giorgio proclamarono uno sciopero contro i “padroni” delle barche che non intendevano aumentare la paga. Le giornate di protesta furono tante e bisognava sfamare le famiglie dei lavoratori. Così fu chiesto all’abile artigiano Tommaso Mostarda di costruire un’enorme padella adatta a far da mangiare per molte persone. Quella padella, oggi ricostruita con un diametro di sei metri, da oltre 40 anni è il simbolo della “Festa del Mare”. Con dieci quintali di calamaretti  e sarde fritti in mille litri di olio, si ricorda così quell’antica protesta e la battaglia vinta dai pescatori.

#iorestoacasa

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