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L’Agenda del SudEst.it

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A cura di ANGELO GIANFRATE

Settimana dal 20 al 26 Giugno 2020

Giugno ha i tesori in pugno

Sole Luna

1° sorge alle 05.27 – tramonta alle 20.29           sorge alle 15.20 – tramonta alle 02.59

11  sorge alle 05.24 – tramonta alle 20.36           sorge alle 00.41 – tramonta alle 10.54

21  sorge alle 05.25 – tramonta alle 20.39           sorge alle 05.24 – tramonta alle 21.03

Accadeva anni fa

24 Giugno 1900  Giuseppe Saracco presenta il nuovo Governo, formato da una maggioranza di liberali conservatori, ma con alcuni esponenti del centro e dei costituzionali.

26 Giugno 1920  L’ammutinamento dei Bersaglieri dell’11° Reggimento di stanza ad Ancona che rifiutano di partire per l’Albania, accende la scintilla di una rivolta cittadina capeggiata dai repubblicani e anarchici.

25 Giugno 1950  Guerra in Corea. Truppe del Nord varcano il confine che divide le due Repubbliche lungo il 38° parallelo. Quattro giorni dopo saranno a Seul. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU condanna l’aggressione e chiede l’intervento delle forze armate americane che agli ordini del Generale MacArthur affluiscono dal Giappone (dov’è andato a rifugiarsi Syngaman Rhee con le riserve auree del suo paese) in aiuto di Formosa e della Corea del Sud.

20 Giugno 1960   Indipendenza della Federazione del Mali.

25 Giugno 1960  A Genova viene organizzato un comizio per protestare conrro il Congresso del MSI previsto per il 2 Luglio e autorizzato dal Governo.

26 Giugno 1960   Indipendenza del Madagascar.

23 Giugno 1970   Fanfani ricevuto alla Casa Bianca da Nixon.

25 Giugno 1970  Il Municipio di Pescara è invaso dai dimostranti che protestano per l’assegnazione del capoluogo di regione a L’Aquila.

23 Giugno 1980  I neofascisti dei Nar uccidono Mario Amato sostituto Procuratore della Repubblica.

26 Giugno 2000  Viene divulgato il Terzo Segreto di Fatima.

25 Giugno 2010  Ad Huntsville, in Canada, si tiene il 36° summit del G8.

26 Giugno 2010  A Toronto, in Canada, si svolge il G20.

Ed. De Agostini; Wikipedia; S.Colarizi, Storia del Novecento italiano,Ed.BUR;  “30 Anni della nostra storia”  ERI edizioni, Gruppo Flli Fabbri Editori; G.Bisiach, Un minuto di storia, Mondadori. Wikipedia.

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Citazione

“Al SUD la vita è semplice, come un sorriso”.

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La buona lettura  (consigliati dal SudEst)

A che ora si mangia?                Alessandro Barbaro       Quodibet

Le cose che non facciamo       Andrès Neuman              Sur

L’innominabile attuale             Roberto Calasso             Adelphi

La riva delle Sirti                     Julien Gracq                    L’Orma

Dopo tanta nebbia                   Gabriella Gerisi                Sonzogno

Un buon libro da leggere a casa

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Gli onomastici della settimana

20 Giugno – Silvano

21 Giugno – Luigi

22 Giugno – Paolino

23 Giugno – Lanfranco

24 Giugno – Nat. S. Giovanni

25 Giugno - Guglielmo

26 Giugno – Virgilio

Auguri!

[Fonte Almanacco di Barbanera - Editoriale Campi – Fondazione Barbanera 1762]

L’Italia delle meraviglie”

L’antica “Via del Sale” la rotta dell’oro bianco

Tra le Alpi e il mar Ligure si snoda un’antica via di crinale frequentata per secoli dai pastori che dalla costa risalivano le montagne verso il Piemonte.
La via Marenca (via che porta al mare) è un’antica via di crinale tra Piemonte e Liguria utilizzata sin dall’antichità da pastori, pellegrini, mercanti e soldati. Con un piede in Francia e l’altro in Italia. L'itinerario, dall'alta Val Roya puntando verso il Mediterraneo, attraversa le verdi praterie alpine che ospitano alcuni dei fiori più rari e pregiati dell'intera flora italiana. Dalle vette si rivelano panorami sulle imponenti Alpi marittime fino al Monviso, e, raggiungendo il monte Saccarello, sul mare e sulla Corsica. Dai forti ottocenteschi del Col di Tenda al Vallo Alpino, attraversando i parchi naturali del Marguareis e delle Alpi Liguri, un percorso ricco di storia e di natura.

[Camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le persone,
camminando si sanano le ferite del giorno prima. Cammina, guardando una stella, ascoltando una voce, seguendo le orme di altri passi]. Ruben Blades

Tesori nascosti tra sabbia e grotte – Torrecampese

La torre costiera fu fatta costruire verso la metà del Cinquecento da Cosimo I de' Medici. La costruzione svolgeva funzioni di avvistamento, di difesa ed offesa, con lo scopo di proteggere la costa occidentale dell'isola dalle aggressioni dei pirati turchi.

Nel 1700 la torre fu completamente ristrutturata e potenziata da Cosimo III de' Medici, per controllare una secca corallina scoperta pochi anni primi sui fondali al largo della costa occidentale dell'isola del Giglio; tra i nuovi edifici realizzati ci fu la cappella gentilizia ed alcuni annessi che davano alloggio alle sentinelle.

Nonostante i lavori di riqualificazione effettuati, la torre fu spesso un obiettivo di incursioni piratesche tra il 1753 e il 1799, pur riuscendo sempre a resistere in modo efficace.

In epoca ottocentesca iniziò la graduale dismissione delle funzioni militari a cui era adibita la torre, fino alla sua completa e definitiva chiusura avvenuta dopo l'Unità d'Italia. In seguito la torre fu venduta a privati e trasformata in una residenza abitativa. Ospitò, tra gli altri, l'eccentrico capitano genovese Enrico Alberto d'Albertis.

La torre del Campese ha una pianta circolare, poggiante su un possente basamento a scarpa cordonato; nella parte interna del basamento si trova un'ampia cisterna per la raccolta dell'acqua.

Una rampa di scale esterna con piccolo ponte in muratura, che ha sostituito l'originario ponte levatoio in legno, conduce alla porta d'ingresso che si apre al piano rialzato.

Nell'insieme, la torre si sviluppa su tre livelli, con la parte sommitale leggermente sporgente che culmina con un tetto di copertura. Lungo le pareti esterne si aprono numerose finestrelle quadrangolari e feritoie, maggiormente concentrate nella parte alta della struttura: in passato vi si trovavano le cannoniere di difesa. Le strutture murarie, che esternamente sono rivestite in intonaco, si caratterizzano per uno spessore di pietra che in alcuni punti supera i due metri e mezzo.

Attorno alla torre, l'area è circondata da una serie di cortine murarie con basamenti a scarpa, dotate di alcuni posti di guardia a sezione circolare con copertura a cupola; tra gli edifici annessi risalenti all'epoca settecentesca vi sono i fabbricati che ospitavano gli alloggi delle sentinelle, le troniere e la cappella.

Curiosando

Sulle tracce delle fate-tra storia e leggenda Le grotte di Is Janas

Nel cuore della Barbagia di Seulo, nel territorio di Sadali, piccolo centro al confine tra le province di Cagliari e Nuoro, un’antica leggenda avvolge una rigogliosa foresta di lecci. Nella lussureggiante vegetazione, al confine con Seulo e a due passi da su Stampu ‘e su Turrunu, una cascata alta 16 metri che fuoriesce a getto da una roccia, si nascondono Is Janas. Avvolte da un alone di mistero, le grotte, lunghe 240 metri, richiamano antiche favole e le loro protagoniste, le fate. Si tramanda che vivessero lontano da occhi indiscreti a preparare prelibatezze e dolci e fossero state pietrificate da Dio per avere ucciso (e schernito) un vecchio frate.

La cavità sotterranea oggi racchiude un tesoro naturalistico di grande pregio e una fauna particolare. Suddivisa in sei ambienti, si aprirà al tuo sguardo dopo alcuni gradini che danno al vestibolo, ossia un ampio salone in leggera pendenza dove crescono goccia dopo goccia particolari stalagmiti, avvolte da una patina vegetale. Addentrandoti, accederai a s’Omu de is Janas, la casa delle fate. In questa sala ovoidale lunga 25 metri e larga 8 troverai le janas diventate – secondo leggenda - tre imponenti stalagmiti. Colate, colonne e drappeggi marmorei rendono il luogo incantevole. Dall’alto del soffitto, ti abbaglierà una tempesta di stalattiti bianche. Superata la sala delle ‘antiche padrone di casa’, giungerai a su Mulinu, terza sala con una massiccia colata color ocra. Vicino c’è una piccola stalagmite che ricorda una Madonna col bambino. L’ambiente successivo è su Longu, un corridoio spoglio sul cui fondo ammirerai basse colonne che si affacciano su un laghetto. Da qui accederai al Ponte, una lama di roccia che porta all’ultima stanza, la sala del Guano: una folta colonia di pipistrelli ne ha fatto il suo riparo. Proprio la fauna cavernicola è caratteristica della grotta: molluschi, centogambe, ragni, pseudoscorpioni, lepidotteri, vari tipi di insetti e la salamandra eutroglofila sono gli abitanti di un luogo rimasto fermo nel tempo.

Sadali è un pittoresco borgo medievale a 750 metri d’altezza, sviluppatosi attorno alla parrocchiale tardo-bizantina di san Valentino. Accanto alla chiesa ammirerai una cascata le cui acque finiscono nel baratro de sa Bucca manna (la grande bocca). Il paese è circondato da boschi di leccio, rovere e sughere: non distanti meritano una visita il nuraghe Accodulazzo, dove sono stati trovati preistorici frammenti di ossidiana e cocci ceramici di età romana, e l’antico mulino ad acqua.

#solovacanzeitaliane