L’Agenda del SudEst.it

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A cura di ANGELO GIANFRATE

Settimana dal 18 al 24 Luglio 2020

Luglio soleggiato, vino assicurato

Sole Luna

1° sorge alle 05.28 – tramonta alle 20.39           sorge alle 16.48 – tramonta alle 02.29

11  sorge alle 05.35 – tramonta alle 20.36           sorge alle 00.01 – tramonta alle 11.44

21  sorge alle 05.43 – tramonta alle 20.29           sorge alle 06.09 – tramonta alle 21.35

Accadeva …

23 Luglio 1920  Inizia a Mosca il II Congresso della Terza Internazionale durante il quale Lenin approva la posizione critica di Gramsci nei confronti del PSI.

18 Luglio 1960  61 intellettuali cattolici sottoscrivono un appello contro la collaborazione con i neofascisti e le tentazioni autoritarie.

19 Luglio 1960  Si dimette il Governo Tambroni.

20 Luglio 1960   Primo lancio di un missile Polaris da un sottomarino atomico.

21 Luglio 1970  Gheddafi annuncia la confisca di tutti i beni degli italiani in Libia.

22 Luglio 1970  Un attentato fascista ai binari della stazione di Gioia Tauro provoca il deragliamento del treno del Sole. 6 morti.

23 Luglio 1970  Andreotti rinuncia all’incarico che viene affidato a Emilio Colombo.

24 Luglio 1970  Muore a 81 anni Amedeo Bordiga fondatore con Gramsci del PCI.

19 Luglio 1980  A Mosca si aprono i Giochi della XXII Olimpiade; 65 nazioni tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone, Canada e Germania Ovest boicottano i giochi in segno di protesta verso l’invasione sovietica dell’Afghanistan.

18 Luglio 1990  In Italia sono assolti in secondo grado gli imputati per la strage di Bologna.

20 Luglio 1990  A Londra attentato dell’IRA contro la Borsa Valori.

21 Luglio 1990  A Berlino la storica opera rock “The Wall” dei Pink Floyd viene eseguita davanti a 160.000 spettatori della città riunificata e a milioni di spettatori TV.

22 Luglio 2010  La Corte Internazionale dell’AIA dichiara la legittima indipendenza  del Kosovo dalla Serbia.

24 Luglio 2010  Durante la LoveParade a Duisburg, muoiono 21 persone durante una calca venutasi a creare in un tunnel.

Ed. De Agostini; Wikipedia; S.Colarizi, Storia del Novecento italiano,Ed.BUR;  “30 Anni della nostra storia”  ERI edizioni, Gruppo Flli Fabbri Editori; G.Bisiach, Un minuto di storia, Mondadori. Wikipedia.

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Citazione

“Cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi”.

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La buona lettura  (consigliati dal SudEst)

Le parole lo sanno           Marco Franzoso         Mondadori

Mentre la vita corre         Beatrice Mariani        Sperling & Kupfer

La ragazza del club 27    Mauro Biagini             F.lli Frilli Editori

Diario di un guerriero      Cube Kid                     Mondadori

Malalai                            Ortensia Visconti        Rizzoli

Un buon libro da leggere a casa

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Gli onomastici della settimana

18 Luglio – Federico

19 Luglio – Simmaco

20 Luglio – Elia

21 Luglio – Lorenzo

22 Luglio  –Maria Maddalena

23 Luglio  - Brigida

24 Luglio -  Cristina

Auguri!

[Fonte Almanacco di Barbanera - Editoriale Campi – Fondazione Barbanera 1762]

L’Italia delle meraviglie”

Pollica – Salerno Il Comune di Angelo Vassallo, il “Sindaco Pescatore”

Centro agricolo del basso Cilento, situato sulle pendici meridionali del Monte Stella (1131 m s.l.m. ), digradanti al mare fra la Punta Licosa e la foce del fiume Alento. Sorge ai piedi di un colle (Serra di Molino a Vento, 557 m s.l.m.), sul quale si costituì il nucleo originario, poi abbandonato. Lungo la costa si trovano le località turistiche di Acciaroli, a sud-ovest, su un breve promontorio roccioso, e di Pioppi a sud-est, presso lo sbocco della valle del torrente Mortelle. Il territorio comunale è compreso nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. l borgo sorse nel secolo VIII poco a nord del centro attuale e successivamente venne abbandonato. Ricostruito, fu soggetto all'autorità dell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni fino al 1410. Nel XVIII secolo era possesso della famiglia Capano con titolo di principato. Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Vallo della Lucania. Nella notte del 5 settembre 2010 il sindaco, Angelo Vassallo, fu ucciso da colpi di pistola, in un agguato presumibilmente camorristico. In riferimento ad Angelo Vassallo, la RAI manda in onda, l'8 febbraio 2016, la fiction “Il sindaco pescatore”. Nel territorio comunale si trovano: la chiesa di San Nicola, del XVII secolo; all'interno altare maggiore in marmi policromi e soffitto decorato da Matteo Cilento nel 1890, il palazzo dei principi Capano del 1610, con massiccia torre medievale, oggi di proprietà comunale; il convento francescano di S. Maria delle Grazie, del 1611, che conserva all'interno le tele di Nicola Malinconico, il coro ligneo del XVIII secolo dietro l'altare, il soffitto di legno a cassettoni opera di Giuseppe Marrocco da Celso, la statua della Madonna delle Grazie, collocata nel muro di fondo, in una nicchia contornata da un elegante panneggio di stucchi policromi di Pietro Sernicola. la cappella dedicata a San Pietro, risalente al 1524, modernamente restaurata, oggi sconsacrata. La punta è un'oasi WWF.

Tesori nascosti – LA GROTTA DEI DUE OCCHI - Gargano

Tra le calette e le piccole oasi verdeggianti, regno dei gabbiani reali e di falchetti, troviamo le grotte marine: ampie cavità in cui si insinua il mare. In queste gallerie dalle forme particolari, grazie alla luce filtrante e ai suoi riflessi tra rocce e macchia mediterranea, l’acqua assume  incantevoli toni di colore regalandoci spettacoli magnifici. Secoli dopo secoli, millenni dopo millenni con metodica lentezza, le onde del mare hanno eroso la costa calcarea del Gargano modellando scenari naturali, di cui nessuna mano sarebbe stata capace, aprendo squarci, fenditure e gallerie. Ci pensa il sole con i mirabolanti riflessi sull’acqua a completare lo stupore. Le grotte marine sono circa una ventina , la scoperta da parte di due pescatori da due pescatori (i fratelli Trimigno) c’è stata nel 1954, anno in cui il turismo di massa non aveva ancora saputo delle meraviglie del Gargano. Dopo pochi anni nel 1963 a Pugnochiuso , su incarico dell’ing. Enrico Mattei, inizia la costruzione del più famoso centro vacanze di Vieste, che darà una svolta decisiva all’economia del paese da agricola-pastorale a turistica . Le Grotte Marine di Vieste e del Gargano per la loro bellezza e la loro forma hanno ispirato i vecchi pescatori con i nomi più singolari e curiosi. La Grotta campana grande che ha la forma di una mestosa campana alta 70 metri e ricoperta di muschio vellutato .
la Grotta dei contrabbandieri con doppia uscita che, una volta, agevolava la fuga dei contrabbandieri .
la Grotta delle rondini al cui interno hanno nidificato i simpatici pennuti
la Grotta sfondata è come un antico castello che il tempo ha demolito la parte superiore da dove i pini d’aleppo si specchiano nelle acque smeralde .
la Grotta due occhi caratterizzata da due piccole aperture scavate dalle onde del mare .
la Grotta smeralda in cui il mare e la luce si riflettono sulle pareti creando suggestivi effetti di colore.

la Grotta dei pomodori sulle cui pareti vi sono molluschi rossi a forma di pomodoro.
la Grotta delle sirene dove secondo la leggenda un tempo dimoravano le sirene.Secondo le leggende, come quella di Pizzomunno, le grotte marine non sono altro che i ripari delle sirene: è qui che le spaventose figure dal canto ammaliatore, imprigionavano con catene le giovani fanciulle di cui erano gelose. Nella stagione estiva vengono organizzati vari tour delle grotte in motobarca con partenza dal porto di Vieste in cui potrete ammirare dal mare anche la baia di San Felice col famoso “Architiello”, la baia di Campi, i faraglioni di baia delle Zagare e le spiagge di Porto GrecoVignanotica e Pugnochiuso. Per info vi consigliamo La Darsena – Marina Vieste, che effettua anche un servizio di noleggio gommoni nel porto di Vieste.

Curiosando

“Il Giardino Bellini” di Catania

Il giardino Bellini (o Villa Bellini) è uno dei due giardini più antichi e uno dei quattro parchi principali di Catania. Localmente è spesso indicato semplicemente come "'a Villa". Il nucleo più antico del giardino risale al Settecento ed apparteneva al principe Ignazio Paternò Castello di Biscari, che lo aveva voluto secondo le tipologie di allora con siepi strutturate a formare labirinti, decorazione di statue nei vialetti e numerose fontane di varia foggia a zampillo d'acqua o a cascatelle. Tale concezione architettonica gli aveva valso proprio il nome di Labirinto. Il giardino era affidato ad abili giardinieri tra i quali il primo fu Pietro Paolo Arcidiacono e in seguito Giuseppe Squillaci. Dopo la morte del principe mecenate, avvenuta il 1º dicembre 1786, il giardino decadde progressivamente a causa dell'abbandono da parte degli eredi. Venne proposto in vendita a partire dal 1820 ma solo dopo un lungo periodo di trattative, il 29 settembre 1854 il Labirinto venne acquistato dal comune di Catania dalla proprietaria Anna Moncada Paternò Castello, discendente dagli eredi del principe[1]. La trasformazione del giardino per adattarlo all'uso pubblico incontrò numerose difficoltà non ultime quelle economiche dato che per renderlo atto allo scopo previsto si dovevano risolvere i problemi connessi quali l'acquisto di alcuni orti privati adiacenti. Nel 1858 il marchese Antonio Paternò del Toscano, capo dell'amministrazione cittadina scriveva a corredo della sua relazione circa il "Progetto di un pubblico passeggio":

Il governo borbonico autorizzò il finanziamento dei lavori ma sorsero rivalità tra gli esperti incaricati bloccandone l'esecuzione finché, nel mese di aprile 1863 fu dato incarico di dirigerne l'esecuzione all'architetto Ignazio Landolina (1822-1879). Venne iniziata quindi la trasformazione del giardino privato in giardino pubblico, i cui lavori si protrassero fino al 1875.

Nel 1866, ai piedi della collina sud, lato via Etnea, venne posto il busto di Vincenzo Bellini, a cui è dedicato il giardino; sul piazzale ricavato sulla cima della collina a nord (detta del Salvatore) nel 1869 fu costruito un elegante padiglione cinese, la cui la parte inferiore divenne poi una biblioteca.

Nel 1875 il comune di Catania acquistò dai Padri Domenicani i terreni adiacenti a sud-ovest dell'antico Labirinto e nel 1877 la parte a nord (che apparteneva al principe Paternò dei Manganelli) e l'orto di San Salvatore dai Padri Cappuccini. Il 4 ottobre dello stesso anno, sotto la nuova direzione dell'ingegnere Filadelfo Fichera (1850-1909), iniziarono i lavori di unificazione dei nuovi fondi acquisiti. In cima alla collina a sud, invece, troviamo uno spiazzale con il Chiostro dei Concerti, chiamato anche della Musica, costruito nel 1879, usato infatti per fini musicali.

Questi si curò di rendere più funzionale ed agevole la fruizione dell'area attraverso la risoluzione dei delicati aspetti tecnici dovuti alla morfologia del terreno, mettendo in comunicazione il giardino-labirinto del Biscari con i terreni di San Salvatore. Il Fichera - tra i maggiori esperti in materia di ingegneria sanitaria dell'epoca - riuscì ad ovviare alle dette difficoltà attraverso un elegante ed erudito impiego di scalinate, ponticelli e viali, conferendo al Giardino Bellini l'impostazione attuale. Sul lato prospiciente via Etnea si demolirono, la casa Chiarenza e le stalle della casa Majorana. Nel complesso venne realizzato un boschetto piuttosto fitto attraversato lungo il perimetro da un passeggiata con sentieri pedonali collegati e un viale ad anello per le carrozze.

Il "Viale degli Uomini illustri" ad ovest, parallelo a via Salvatore Tomaselli, venne completato nel 1880 con i busti posti su colonne dei personaggi più famosi della storia italiana e catanese, ma già nel 1875 all'inizio del viale era stata posta la statua in bronzo di Giuseppe Mazzini, opera dello scultore Francesco Licata..

La "Villa" venne inaugurata il 6 gennaio 1883 e divenne presto abituale meta delle famiglie catanesi che vi portavano i bambini a giocare mentre passeggiavano conversando con gli amici. L'ingresso monumentale di via Etnea venne realizzato ed aperto nel 1932 nell'ambito del riordino della zona e della costruzione del cavalcavia sulla via Sant'Euplio in base al progetto degli architetti Autore, Samonà e Gesugrande.

L'anno dopo, alla sommità dello scalone, nel piazzale soprastante il tunnel di via Sant'Euplio al cui centro spicca la grande vasca con fontana e cigni vennero collocati i quattro gruppi di statue monumentali che rappresentano le Arti, opera dello scultore Mimì Maria Lazzaro e le Stagioni, opera dello scultore Tino Perrotta.

Alla fine degli anni cinquanta venne riordinata la zona del tunnel di via Sant'Euplio e quelle adiacenti. In quegli anni venne curato ampiamente l'aspetto floreale ed esperti giardinieri creavano veri e propri disegni ed iscrizioni nelle aiuole delle collinette gemelle. Poco tempo dopo venne incrementato il numero di voliere e di volatili esotici, quindi acquisiti ed allevati anche volatili acquatici come anatre e cigni, il cui habitat era stato attrezzato nelle grandi vasche e fontane di cui il giardino era dotato. Verso il 1960 il giardino divenne anche un piccolo zoo con volatili stanziali in libertà ed animali, come varie specie di scimmie, ed infine anche elefanti.

A partire dalla metà degli anni settanta iniziò un progressivo ridimensionamento dei fondi comunali stanziati per la manutenzione ordinaria e la decadenza non tardò a manifestarsi. Le piogge rovinarono ampiamente le aiuole in pendenza della parte sud del giardino e le piante mal curate inselvatichirono. Quelle stagionali scomparvero addirittura. Non miglior sorte toccò agli animali che lentamente si ridussero. L'elefante indiano donato alla città dal circo Orfei, ultimo sopravvissuto del piccolo ma ricco zoo del Bellini, morì alla metà degli anni ottanta.

Dagli ultimi anni novanta è stato usato per manifestazioni culturali e religiose, per concerti canori, perfino per fiere tradizionali. Ha perso tuttavia l'antica frequentazione di famiglie con i propri bambini.

Dopo anni di incertezza e abbandono, nel 2001 un incendio di origine non chiara distrusse totalmente il padiglione cinese posto alla sommità della collinetta nord, assieme al suo contenuto in libri e documenti. Per alcuni anni la fruibilità fu prima ridotta a causa di transenne e ponteggi che permettevano solamente il transito nel senso della lunghezza nel viale alberato adiacente la via Sant'Euplio e poi del tutto negata.

Nel 2007 venne approntato un progetto di recupero funzionale molto contestato perché se fosse stato realizzato avrebbe stravolto l'aspetto globale architettonico e botanico del giardino.

Il 23 settembre 2010, anniversario della morte di Vincenzo Bellini, con una pomposa cerimonia inaugurale e un concerto della banda dei carabinieri tenuto nel chiosco della musica da lungo tempo inattivo, dopo un sommario riattamento, il giardino fu riaperto al pubblico. Tuttavia non venne restaurata quasi nessuna delle originali strutture e neanche curato il patrimonio naturalistico d'insieme lasciando il tutto in condizioni di generale trascuratezza. Il giardino Bellini è ormai classificabile quale parco alberato.

#solovacanzeitaliane

Campagna di sensibilizzazione morale

L’abbandono di un Animale è un reato penale (lg.189/2004) PENSACI!

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