Il SudEst

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Sirio, il primo satellite dell’industria italiana nello spazio

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di CLAUDIO CAMILLO*

Dalla base americana di Cape Canaveral  in Florida, con un lanciatore Delta 2313 della Mc Donnell Douglas fornito dalla NASA, il 25 Agosto dell’anno 1977 è stato messo in orbita il primo satellite italiano per telecomunicazioni, Sirio, che ha introdotto l’industria italiana  nell’avventura spaziale internazionale.


Il governo, alla fine degli anni ‘60, decise di uscire dal programma ELDO, un lanciatore europeo mal gestito, e ritenne strategico ed importante destinare i fondi risparmiati al settore aerospaziale nazionale.

Il 29 gennaio 1969, il governo ottenne dal CIPE l’approvazione del finanziamento del programma Sirio affidandolo al CNR.  Sirio era finalizzato allo studio ed alla realizzazione di un satellite per telecomunicazioni adatto a valutare gli effetti della pioggia sulle trasmissioni in una particolare banda di frequenze, non ancora esplorata a quei tempi, in vista del suo uso per le telecomunicazioni internazionali nonché per la distribuzione di programmi televisivi.  Dopo la nomina di un nuovo presidente del CNR, il prof. Alessandro Faedo, si ebbe l’approvazione del parlamento il 2 agosto 1974 e il 3 ottobre successivo fu possibile firmare il contratto con il CNR.

Sirio voleva dare l’immagine di una Italia capace di poter partecipare ai programmi europei ed internazionali attinenti lo sviluppo del settore aerospaziale. Per questo motivo il programma Sirio fu affidato a industrie italiane: CIA SpA, Compagnia Industriale Aerospaziale, azienda capo-commessa di proprietà delle aziende Selenia, Aeritalia, SNIA-BPD e Montedel, soci nella azienda CIA e suoi fornitori per i vari sottosistemi insieme ad altre aziende quali Galileo, Oto Melara e Fiar.

Il Presidente gen. S. Aerea Ettore Fargnoli, il direttore generale Dr. Antonio Teofilatto proveniente dalla Selenia e l’ing. Vincenzo Fisauli, Vice Direttore, proveniente dalla Aeritalia avevano la responsabilità della gestione della CIA SpA, del progetto, degli assemblaggi, delle prove e della qualifica del satellite Sirio, di portarlo al lancio, di gestirne la operatività e verificare la sua funzionalità per circa un mese a partire dal momento in cui esso entrava nell’orbita ellittica con apogeo 36000Km fino al raggiungimento della posizione orbitale assegnata.

Quest’anno sono trascorsi quarant’anni dal lancio di Sirio e, grazie anche alla sponsorizzazione offerta dalla società GAUSS Srl, studiosi ed operatori del comparto aerospaziale italiano hanno voluto ricordare l’evento, organizzando presso il Museo Storico della Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Bracciano), un Convegno celebrativo dell’avvenimento. Alla cerimonia erano presenti numerose persone, che hanno seguito con interesse, le relazioni di importanti personaggi pubblici e privati del settore aerospaziale, molti dei quali erano stati impegnati nella la realizzazione del Programma Sirio.

I lavori del Convegno si sono svolti nella sala museale Skema, dove attualmente è esposto un prototipo del satellite Sirio in mezzo ai vari aerei adoperati nel dopoguerra 1940-’45 dall’Aeronautica Militare Italiana.

Dopo il benvenuto del Direttore del Museo Storico, Ten. Col. Adelio Roviti, e dopo il saluto del dr. Antonio Teofilatto, decano e responsabile del Programma Sirio, l’ing. Roberto Somma, moderatore del Convegno e docente alle Università di Roma “Sapienza” e “Tor Vergata”, ha dato inizio alla sessione antimeridiana dei lavori avente per oggetto  “Il Sirio nei ricordi storici”. Sull’argomento si sono susseguiti l’ing. Rodolfo Gamberale, ex Selenia, l’ing. Luigi Bussolino, ex Aeritalia,  l’ing. Stefano Trumpy e l’ing. Francesco Paolo Cantelli, entrambi ex CNR, che hanno ricordato il loro ruolo nella costruzione del Sirio. Sono intervenuti anche la dr. Erina Ferro, del CNUCE di Pisa e l’Amm. Raffaele Azzarone, già comandante della nave Ardito su cui aveva installato un terminale Sirio. Entrambi hanno ricordato alcuni primati italiani nella realizzazione di reti dati a mezzo satellite.  L’Amm. Azzarone ha anche riferito sulle prove di sincronizzazione di orologi atomici eseguite dal prof. Leschiutta usando il suo terminale navale.

I relatori hanno evidenziato i vari aspetti tecnici del programma Sirio, mettendo in risalto le difficoltà di allora e le enormi differenze tecnologiche fra le novità di quei tempi e la attualità che viviamo.

Un aspetto particolare, messo in evidenza da tutti i vari relatori, ha riguardato lo spirito di collaborazione e l’impegno che animava tutti gli operatori appartenenti alle varie aziende consorziate ed alle varie discipline in campo (ingegneri, fisici, professori d’Università, amministratori, tecnici di settore ecc.) che lavorando in sinergia con grande impegno e professionalità hanno permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Nella successiva sessione pomeridiana, riguardante “Un nuovo corso della satellistica”, i vari relatori prof. Filippo Graziani, già della Scuola di Ingegneria Aerospaziale di Roma, il dr. Giangrande Barresi, accademico della IAA (International Astronautical Academy), l’ing. Lucio Caporicci, della società Space System Loral, l’ing. Alberto Tuozzi, della ASI, il Cap. di Fregata ing. Francesco Primo, del Centro Sicral, hanno evidenziato l’importanza dell’esperienza e delle conoscenze acquisite con la realizzazione del Programma Sirio, utile nei successivi programmi aerospaziali italiani. L’argomento ha dato l’occasione ai vari relatori di approfondire lo stato dell’arte della satellistica italiana e le possibili prospettive di sviluppo futuro in una realtà storica, politica, sociale e scientifica, totalmente diversa da quella degli anni ‘70.

Durante uno degli intervalli  del Convegno, ho avuto modo di parlare con due corregionali di origini molisane, l’ing. Rodolfo Gamberale, originario di Agnone, all’epoca del Sirio dirigente in Selenia SpA e direttore del progetto COE (Check-out Equipment) con Ezechiele Camillo, originario di Pietracupa, già Selenia e tecnico specializzato addetto al COE.   All’Ing. Gamberale ho posto la seguente domanda, “dove si trova attualmente il satellite SIRIO”? Sorridendo egli mi ha risposto, ”SIRIO ha terminato il suo lavoro ed ora si trova nello spazio e ruota lentamente su se stesso, guardandoci dall’alto.”

Ezechiele Camillo, che per anni è stato impegnato con il Programma Sirio fino all’evento di Cape Canaveral, mi ha raccontato che una notte, poco prima del giorno del lancio, un mezzo “uragano” si era abbattuto sulla zona e tutti i tecnici presenti, egli compreso, effettuarono in piena notte tutti i controlli di funzionamento del satellite, per accertarsi che lo stesso non avesse subito  danni.

Al termine del Convegno e guidati dal maggiore Bovesecco, i convenuti hanno fatto visita all’intero Museo Aeronautico di Vigna di Valle dove, attraverso le foto in esposizione, gli aerei d’epoca in mostra, i cimeli e gli scritti di personaggi illustri ivi depositati, al visitatore è apparso evidente il grande balzo in avanti che ha subito il settore aerospaziale italiano dai tempi di Francesco Baracca, di Umberto Nobile, di Italo Balbo e dell’ormai quarantenne Satellite Sirio che, comunque, è stato un importante traguardo dello sviluppo tecnologico ed industriale della nazione Italia, un successo che rese possibile la formulazione di piani di sviluppo delle attività spaziali e la successiva formazione della Agenzia Spaziale Italiana.

*Università “Sapienza” di Roma