Il SudEst

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Ancora arresti di Giudici Corrotti

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di NICO CATALANO

E' ora che la Magistratura torni ad essere percepita come l'avamposto della legalità

La scorsa settimana una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata in modo congiunto dalle Procure di Roma e Messina ha portato agli arresti effettuati in varie zone d'Italia a carico di quindici persone, accusate di associazione a delinquere dedita alla frode fiscale, reati contro la pubblica amministrazione e corruzione in atti giudiziari, un giro da oltre circa 400 milioni di euro;

secondo i Magistrati gli arrestati sono sospettati di essere parte di una organizzazione criminale che consentiva loro di orientare l'affidamento di alcune gare pubbliche grazie alle decisioni compiacenti in materia amministrativa, di elaborare falsi dossier giudiziari e addirittura "aggiustare" le sentenze tra le quali quelle aperte dalla Procura di Milano sulle presunte tangenti Eni.

Infatti nell'ambito di questa operazione  il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha effettuato perquisizioni a carico di Massimo Mantovani, ex responsabile dell'ufficio legale di Eni ed attuale dirigente della società petrolifera, egli secondo la pm dott.ssa Laura Pedio, sarebbe l'organizzatore di presunte gravi manovre di depistaggio per condizionare le  due inchieste milanesi Eni-Nigeria ed Eni-Algeria.

Tra coloro che sono stati sottoposti a provvedimenti di custodia cautelare ci sono tra gli altri Giancarlo Longo, ex pm della procura di Siracusa, l'avvocato Piero Amara e gli imprenditori Fabrizio Centofanti e Enzo Bigotti, quest'ultimo già coinvolto nei mesi scorsi nel caso Consip inoltre Alessandro Ferraro, Giuseppe Guastella, Davide Venezia, Mauro Verace, Salvatore Maria Pace, Gianluca De Micheli, Vincenzo Naso, Francesco Perricone, Luciano Caruso e Sebastiano Miano;

da quanto ipotizzato dalle Procure titolari dell'inchiesta sembra che l'organizzazione avrebbe "pilotato" tre sentenze tramite la benevolenza dell'ex giudice Riccardo Virgilio, ora indagato per corruzione, infatti grazie al giudice Virgilio le sentenze hanno aiutato i clienti degli avvocati  Pietro Amara e Giuseppe Calafiore mentre grave risulta la posizione dell'ex pm della procura di Siracusa Giancarlo Longo, accusato di associazione a delinquere, corruzione e falso, nella richiesta di arresto emessa a suo carico si legge  " vendeva la propria funzione di magistrato, dimostrando di possedere una personalità incline al delitto, perpetrato attraverso la strumentalizzazione non solo della funzione ricoperta, ma anche dei rapporti personali e professionali così concorrendo sia alla redazione di atti pubblici ideologicamente falsi, sino ad essere il corruttore di altri pubblici ufficiali, con piena accettazione da parte degli stessi, che venivano per giunta da lui remunerati con soldi pubblici"

L'inchiesta sembra sia solo all'inizio e destinata ad allargarsi, infatti in queste ore i pm stanno vagliando la posizione di altri due magistrati,  uno del Consiglio di Stato ed un altro della Corte dei Conti, quindi dopo il caso Bellomo arriva un altra tegola per la Magistratura Italiana alle prese con l'inarrestabile calo di fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle toghe, giudici  considerati  sempre più lontani dal Paese reale, per molti cittadini  impegnati nel ricoprire quel ruolo più per l'elevata retribuzione o peggio ancora per rincorrere la carriera politica anziché per uno slancio ideale, una deriva amplificata e distorta dai media in questi ultimi anni e che sta facendo purtroppo perdere quella percezione che da sempre il Paese aveva della Magistratura ossia l'ultimo serio avamposto della legalità, sarebbe il caso che tutte le istituzioni si impegnassero per fare ritornare nella gente tale la percezione della Magistratura, ne vale la tenuta della nostra democrazia.