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“La scienza sia come D’Acquisto: competente, creativa e coraggiosa”

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di ELISA ZANETTI*

Si è tenuta ieri a Roma, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, alle 16.30 la quinta edizione del memorial intitolato al vicebrigadiere martire dell’altruismo Salvo D’Acquisto. L’appuntamento, organizzato da Ancislink e patrocinato dall’Arma dei Carabinieri, rinnova ogni anno davanti a rappresentanti dell’Arma, delle istituzioni, della cultura e del popolo italiano il ricordo del sacrificio del vicebrigadiere, che nel 1943 si immolò per salvare i cittadini di Torrimpietra, vittime innocenti della rappresaglia nazista. Un’occasione per rendere omaggio a questa straordinaria figura e per mettere in luce i valori che lo portarono a sacrificare con coraggio la propria vita per il bene altrui.

Invitato a commemorare Salvo D’Acquisto in qualità di direttore scientifico della Fondazione Margherita Hack, Marco Santarelli ha voluto ricordare la figura del vicebrigadiere, attraverso un parallelismo con la scienza, che proprio come questo uomo straordinario deve essere guidata da competenza, creatività e coraggio. «Mi piace ricordare Salvo D’Acquisto come un uomo senza tempo, che diffonde la sua idea fuori da ogni sospetto e congettura storica. Per essere precisi, come delegato e direttore scientifico della fondazione Margherita Hack, mi piace rappresentarlo come quello che dovrebbe essere anche la scienza. Una scienza non solo accademica, ma che prevedeva le chiacchierate con Margherita Hack ogni giorno, a casa sua, davanti a briciole di vita quotidiana. Una scienza che amavamo inquadrare in tre C: competenza, creatività, coraggio. Come non trovare il parallelismo tra il nostro Salvo D’Acquisto e questi tre termini? Competenza come saper fare, conoscere i limiti e i possibili campi di applicazione della scienza; creatività come dare soluzioni spiazzanti partendo da quello che ci è dato, con il rispetto delle regole e degli studi attuali; coraggio come affrontare certe situazioni controverse, come la scelta tra vita e morte, ma anche come la scelta tra combattere o meno teorie assodate che per mille motivi sono diventate obsolete e che non possono più rispondere ai tempi correnti».

Per ricordare il sacrificio dell’eroe, ogni anno viene premiata una persona o un’istituzione che ne abbia incarnato al meglio gli ideali. Nel 2017 ha ricevuto la targa il vigile del fuoco tolfetano, Marco Filabozzi, di stanza a Roma Prati, che si è distinto particolarmente nelle operazioni di salvataggio di civili in occasione della frana che ha travolto l’albergo di Rigopiano di Farindola sul Gran Sasso, in Abruzzo. Quest’anno si è scelto di celebrare il cane lupo Sarotti, morto da qualche mese e appartenente al Centro Coordinamento Nazionale di Ladispoli per Servizi a Cavallo e Cinofili della Polizia di Stato. A ritirare il premio i suoi addestratori. Con questa decisione la giuria ha voluto rendere omaggio a tutti gli amici a quattro zampe che con il loro fiuto e lavoro si distinguono nelle operazioni di salvataggio.

*Ufficio Stampa