Il SudEst

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Mutamento climatico, gli allarmi inascoltati

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di FLAVIO DIOGRANDE

Nel dicembre scorso, i rappresentanti di 196 Paesi del mondo, ritrovatisi a Madrid per la Conferenza sul Clima organizzata dalle Nazioni unite (Cop25), non sono riusciti a raggiungere accordi soddisfacenti per affrontare l’urgenza della crisi climatica. Nel frattempo, il pianeta continua a surriscaldarsi per effetto dell’opera umana.


A poco meno di un mese da quella grande occasione mancata, arrivano i risultati allarmanti di uno studio condotto dalla Nasa e dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa, l’ente federale americano che si occupa della salvaguardia dell’atmosfera e degli oceani), che evidenziano la gravità della crisi climatica, così come già affermato dall'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) in un recente rapporto in cui ha raccolto ed elencato i dati climatici più inquietanti dell’ultimo decennio.

Stando alle analisi elaborate dalla Nasa e dalla Noaa, gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi dal 1880, cioè, da quando si fanno rilevazioni delle temperature climatiche. In particolare, le due agenzie affermano che il 2019 è stato un anno record per la temperatura terrestre ed il peggiore per gli oceani: secondo lo studio degli scienziati del Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa, infatti, lo scorso anno le temperature erano 0,98 gradi centigradi più caldi rispetto alla media del 1951-1980. Solo nel 2016 la temperatura globale sulla terraferma fece registrare un picco maggiore.

Complessivamente, i dati raccolti nel report attestano la tendenza preoccupante del surriscaldamento globale a lungo termine del pianeta, come conferma il direttore del Giss della Nasa Gavin Schmidt: «Il decennio appena concluso è chiaramente il decennio più caldo mai registrato», aggiungendo che «ogni decennio dagli anni ’60 è stato chiaramente più caldo di quello precedente».

Anche la situazione degli oceani desta grande preoccupazione: secondo gli scienziati, più del 90 per cento del calore intrappolato nelle emissioni di gas serra viene assorbito dagli oceani, che proprio nel 2019 hanno avuto le acque più calde di sempre proprio nel 2019.

Basandosi sulle analisi statistiche dei dati della temperatura globale, gli scienziati asseriscono che, in prospettiva futura, la crisi climatica che già oggi comporta tragiche conseguenze, sia destinata ad aggravarsi ulteriormente a causa dell’aumento delle emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica e altri gas serra derivanti dalle attività umane, come dichiara Petteri Taalas, segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) che fa capo all’Onu: «Purtroppo ci aspettiamo molti eventi meteo estremi nel 2020 e nelle prossime decadi. Con le attuali emissioni di gas serra siamo diretti verso un aumento della temperatura dai 3 ai 5 gradi entro la fine del secolo».

Le minacce climatiche incombono sul futuro del pianeta, le contromisure dei grandi della terra tardano ad arrivare ed intanto, in Australia, ai pompieri al lavoro da giorni per placare le fiamme boschive non resta che benedire l’arrivo della pioggia.