Il SudEst

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Situazione sui fronti siriani al 4-1-2019

Situazione sui fronti siriani al 4-1-2019

 


di STEFANO ORSI

Siamo al primo appuntamento del 2019, e subito dobbiamo annotare alcune novità.

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Il punto sulla guerra in Siria al 27-12-2018

Il punto sulla guerra in Siria al 27-12-2018

 


di STEFANO ORSI

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 26-12-2018 ore 00,45

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La resa americana in Siria

La resa americana in Siria

 


di STEFANO ORSI

La notizia che nessuno di noi si aspettava, nemmeno i più ottimisti, è arrivata invece come un fulmine a ciel sereno, totalmente spiazzante.

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Gli Usa lasciano la Siria

 


di MICHELE PETTINATO

Gli Stati Uniti lasciano la Siria. Gli americani hanno informato i loro partner spiegando che, con la sconfitta dell’Isis in Siria, si è esaurita la motivazione di una presenza militare nella regione. Nonostante questo, il Pentagono sta cercando di far cambiare idea al Presidente americano, sottolineando che un abbandono della regione, rappresenterebbe il tradimento verso quegli alleati curdi che rischierebbero così di essere attaccati da una nuova offensiva turca.

A sostegno di questa grandissima preoccupazione espressa dal Pentagono, il fatto che l’Isis ha ucciso circa 700 prigionieri negli ultimi due mesi nelle zone orientali del paese. Questo è quanto affermato dall’osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), fornendo un bilancio che non può ancora essere verificato in maniera indipendente sul terreno.

Un importante dato, oggetto del contendere, è quello legato alla presenza dei miliziani Isis nella regione. Secondo le forze curde, vi sono ancora circa 5 mila miliziani dell’Isis. Secondo gli Usa, invece, i miliziani sarebbero solo duemila. Un contrasto di numeri notevole, da leggere attentamente. Se gli Usa dovessero avere torto, il pericolo Isis, in quel territorio, potrebbe ritornare con tutta la sua veemenza.

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Appello urgente del KNK – Le nostre richieste

 


Rete Kurdistan Italia

Le minacce dello Stato turco, le preparazioni per un attacco militare su vasta scala e l’occupazione militare del Rojava (Siria del nord) si stanno intensificando. Nel gennaio di quest’anno, lo Stato turco ha iniziato una campagna di aggressione militare contro la regione un tempo pacifica di Afrin nel Rojava e questa campagna, condotta in modo coordinato con vari gruppi jihadisti, alla fine è culminata nell’occupazione di Afrin. La guerra dello Stato turco contro Afrin è risultata in una tragedia umana di ampie proporzioni – centinaia di civili indifesi sono stati massacrati e migliaia sono stati feriti, la regione è stata incendiata, saccheggiata e distrutta dallo Stato turco e dai suoi alleati jihadisti. Centinaia di migliaia sono stati espulsi con la forza dalle loro case, la guerra e la successiva occupazione e le campagne terroristiche dello Stato turco e dei suoi alleati jihadisti in corso nella regione hanno significativamente alterato la demografia di Afrin. La catastrofe che ha investito la popolazione di Afrin era l’obiettivo ultimo della campagna dello Stato turco.

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Strage di Strasburgo: Perché l’Europa non rafforza le strategie per la sicurezza dei cittadini?

 


di MICHELE PETTINATO

Il cuore dell’Europa è stato nuovamente colpito dal terrorismo.

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Turchia: Fortemente ridotto il potere d’acquisto

 


Rete Kurdistan Italia

Visite alla redazione di jW: sindacalista turco racconta della lotta contro il crescente costo dei generi alimentari. Un colloquio con Seyit Aslan

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Situazione in Siria ed in altre aree del mondo al 14-12-18

Situazione in Siria ed in altre aree del mondo al 14-12-18

 


di STEFANO ORSI

Siria

Sebbene i maggiori fronti siano stati chiusi con la piena vittoria siriana, la crisi non pare prossima alla sua soluzione, restano chiaramente, i nodi della sacca di Idlib, dove si annidano i terroristi qaedisti e le milizie al servizio della Turchia altrimenti note come FSA, poi abbiamo la sacca ISIS di Al Suknah, dove ad ovest del fiume Eufrate c'è la persistente presenza di ciò che rimane del Califfato, ad est del fiume abbiamo invece la Siria Occupata dai mercenari al servizio USA e dalle stesse truppe americane, come del resto accade anche ad Al Tanf. Motivi di apprensione ed attività bellica, dunque, ne abbiamo parecchia, dobbiamo fare il punto sui vari fronti.

Idlib

Da quando le attività belliche ad alta intensità si sono fermate, su questo fronte è iniziata una situazione molto simile a quanto accade nel Donbass della fu Ucraina, non ci sono offensive in grande stile, almeno da un po' di tempo, ma si prosegue con fraseggi di mitragliatrici, cannonate e razzi, a cui sporadicamente si affianca qualche incursione di commandos. Situazione quindi potenzialmente esplosiva, ma che potrebbe anche trascinarsi per mesi, o anni, in questo stesso modo.

Con il dispiegamento dell'intero 5°Corpo d'Armata siriano, si attendono comunque prossime novità.

Nord della Siria

L'annuncio fatto da Erdogan dell'imminente forte attacco contro le milizie curde, armate e pagate dagli USA, trova conferme nei precedentemente annunciati spostamenti a nord di milizie FSA, annunciarono di aver iniziato a spostare qualcosa come 20.000 miliziani da impiegare, e questo solo un paio di settimane fa, ora sarebbero pronti a attaccare.

Ieri, 13-12- 2018 ci sono stati attacchi molto pesanti da parte turca contro il settore ancora controllato da milizie YPG a nord di Aleppo, Tall'Rifat che è stata bersagliata con pesante fuoco di artiglieria.

I comandi USA cercano di intimidire la Turchia affinché desistano da una operazione che per gli americani risulterebbe davvero imbarazzante, non sarebbero in grado di opporsi alle forze turche, ben armate e ben supportate, mentre le forze USA, paradossalmente per il loro supporto necessitano proprio delle basi NATO in Turchia, per cui non esiste possibilità per loro di opporsi ad una eventuale invasione dei settori siriani occupati dalle milizie curde per conto degli USA.

Come già accadde in Afrin, gli USA potrebbero solamente emettere un duro comunicato di condanna, e dare supporto come rifornimenti ai loro mercenari, ma nulla i poco di più.

Probabile obbiettivo turco sarà il creare una fascia di sicurezza nel nord della Siria andando ad occupare il settore tra le città di Tall Abyat, Ras Al Ayn, Manbij , forse Kobane, e la autostrada M4.

L'attacco potrebbe naturalmente partire dalla Turchia per poi espandersi in territorio della Siria occupata.

Gli Usa stanno tuttavia cercando di evidenziare la loro presenza nel settore di Hassakah con la creazione di punti di osservazione fissi a ridosso del confine turco.

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A Firenze, infangata la memoria di Scirea

 


Redazionale

La scritta è apparsa all’ingresso dello Stadio "Franchi", prima dell’incontro di calcio tra la capolista  Juventus e la Fiorentina.

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