Il SudEst

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Mar 20th
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Home Inchiesta

Ritorna la Carovana della Libertà

Ritorna la Carovana della Libertà

 


di MADDALENA CELANO

Cuba, questo 6 gennaio 2018, alle h. 11;30, i giovani e i combattenti hanno preso d'assalto le strade intorno al parco Leoncio Vidal, in cui le strade erano piene di veicoli dotati delle bandiere Movimento 26 luglio, per evocare l'ingresso trionfale di Fidel e le forze ribelli a Santa Clara, capitale dell'ex provincia di Las Villas.

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Situazione operativa sui fronti siriani al giorno 11 gennaio 2019

 


di STEFANO ORSI

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 8-1-2019

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Bolsonero è il nuovo Presidente del Brasile

 


di MICHELE PETTINATO

Il Brasile ha ufficialmente il suo nuovo Presidente. Si tratta di Jair Bolsonaro, 38esimo Presidente del Brasile.

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440 donne uccise in Turchia nel 2018

 


Rete Kurdistan Italia

Il rapporto del KCDP ha sottolineato come “gli attacchi alle donne siano aumentati parallelamente all’aumento delle politiche di violenza provocate dall’OHAL (Stato di emergenza)”. La piattaforma

‘We Will Stop Femicides’ (KCDP) ha pubblicato il suo Rapporto sui dati del 2018. Secondo il rapporto, il tasso di uccisioni delle donne è aumentato nel 2018 rispetto agli anni precedenti.

Il rapporto afferma che nel 2018 440 donne hanno perso la vita a causa della violenza maschile.

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Situazione sui fronti siriani al 4-1-2019

 


di STEFANO ORSI

Siamo al primo appuntamento del 2019, e subito dobbiamo annotare alcune novità.

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Il punto sulla guerra in Siria al 27-12-2018

Il punto sulla guerra in Siria al 27-12-2018

 


di STEFANO ORSI

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 26-12-2018 ore 00,45

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La resa americana in Siria

La resa americana in Siria

 


di STEFANO ORSI

La notizia che nessuno di noi si aspettava, nemmeno i più ottimisti, è arrivata invece come un fulmine a ciel sereno, totalmente spiazzante.

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Gli Usa lasciano la Siria

 


di MICHELE PETTINATO

Gli Stati Uniti lasciano la Siria. Gli americani hanno informato i loro partner spiegando che, con la sconfitta dell’Isis in Siria, si è esaurita la motivazione di una presenza militare nella regione. Nonostante questo, il Pentagono sta cercando di far cambiare idea al Presidente americano, sottolineando che un abbandono della regione, rappresenterebbe il tradimento verso quegli alleati curdi che rischierebbero così di essere attaccati da una nuova offensiva turca.

A sostegno di questa grandissima preoccupazione espressa dal Pentagono, il fatto che l’Isis ha ucciso circa 700 prigionieri negli ultimi due mesi nelle zone orientali del paese. Questo è quanto affermato dall’osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), fornendo un bilancio che non può ancora essere verificato in maniera indipendente sul terreno.

Un importante dato, oggetto del contendere, è quello legato alla presenza dei miliziani Isis nella regione. Secondo le forze curde, vi sono ancora circa 5 mila miliziani dell’Isis. Secondo gli Usa, invece, i miliziani sarebbero solo duemila. Un contrasto di numeri notevole, da leggere attentamente. Se gli Usa dovessero avere torto, il pericolo Isis, in quel territorio, potrebbe ritornare con tutta la sua veemenza.

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Appello urgente del KNK – Le nostre richieste

 


Rete Kurdistan Italia

Le minacce dello Stato turco, le preparazioni per un attacco militare su vasta scala e l’occupazione militare del Rojava (Siria del nord) si stanno intensificando. Nel gennaio di quest’anno, lo Stato turco ha iniziato una campagna di aggressione militare contro la regione un tempo pacifica di Afrin nel Rojava e questa campagna, condotta in modo coordinato con vari gruppi jihadisti, alla fine è culminata nell’occupazione di Afrin. La guerra dello Stato turco contro Afrin è risultata in una tragedia umana di ampie proporzioni – centinaia di civili indifesi sono stati massacrati e migliaia sono stati feriti, la regione è stata incendiata, saccheggiata e distrutta dallo Stato turco e dai suoi alleati jihadisti. Centinaia di migliaia sono stati espulsi con la forza dalle loro case, la guerra e la successiva occupazione e le campagne terroristiche dello Stato turco e dei suoi alleati jihadisti in corso nella regione hanno significativamente alterato la demografia di Afrin. La catastrofe che ha investito la popolazione di Afrin era l’obiettivo ultimo della campagna dello Stato turco.

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