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Golfo persico: la guardia rivoluzionaria islamica tenta di fermare una petroliera britannica

Golfo persico: la guardia rivoluzionaria islamica tenta di fermare una petroliera britannica

 


di MICHELE PETTINATO

Ancora un pericolo per le barche che trasportano petrolio. Tre imbarcazioni armate della Guardia rivoluzionaria islamica iraniana hanno provato a fermare una petroliera britannica nel Golfo Persico. Il loro tentativo è stato prontamente respinto da una fregata della Royal Navy.

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La sceneggiata delle relazioni con la Russia

Comitato No Guerra No Nato

Lo stato delle relazioni tra Italia e Russia è «eccellente»: lo afferma il premier Conte ricevendo a Roma il presidente Putin. Il messaggio è tranquillizzante, anzi soporifero nei confronti dell’opinione pubblica. Ci si limita, fondamentalmente, allo stato delle relazioni economiche.

La Russia, dove operano 500 aziende italiane, è il quinto mercato extra-europeo per il nostro export e fornisce il 35% del fabbisogno italiano di gas naturale.

L’interscambio – precisa Putin – è stato di 27 miliardi di dollari nel 2018, ma nel 2013 ammontava a 54 miliardi. Si è quindi dimezzato a causa di quello che Conte definisce il «deterioramento delle relazioni tra Russia e Unione europea che ha portato alle sanzioni europee» (in realtà decise a Washington). Nonostante ciò vi è tra i due paesi una «intensa relazione a tutti i livelli».

Toni rassicuranti che ricalcano quelli della visita di Conte a Mosca nel 2018 e del premier Renzi a San Pietroburgo nel 2016, quando aveva garantito che «la parola guerra fredda è fuori dalla storia e dalla realtà». Prosegue così la sceneggiata.

Nelle relazioni con la Russia, Conte (come Renzi nel 2016) si presenta unicamente nelle vesti di capo di governo di un paese dell’Unione europea, nascondendo dietro le quinte l’appartenenza dell’Italia alla Nato sotto comando degli Stati uniti, considerati «alleato privilegiato».

Al tavolo Italia-Russia continua quindi a sedere, quale convitato di pietra, l’«alleato privilegiato» sulla cui scia si colloca l’Italia.

Il governo Conte dichiara «eccellente» lo stato delle relazioni con la Russia quando, appena una settimana prima in sede Nato, ha accusato di nuovo la Russia di aver violato il Trattato Inf  (in base alle «prove» fornite da Washington), accodandosi  alla decisione Usa di affossare il Trattato per schierare in Europa nuovi missili nucleari a raggio intermedio puntati sulla Russia.

Il 3 luglio, il giorno prima della visita di Putin in Italia, è stata pubblicata a Mosca la legge da lui firmata che sospende la partecipazione russa al Trattato: una mossa preventiva prima che Washington ne esca definitivamente il 2 agosto.

Lo stesso Putin ha avvertito che, se gli Usa schiereranno nuove armi nucleari in Europa a ridosso della Russia, questa punterà i suoi missili sulle zone in cui sono dislocate.

È così avvertita anche l’Italia, che si prepara a ospitare dal 2020 le nuove bombe nucleari B61-12 a disposizione anche dell’aeronautica italiana sotto comando Usa.

Una settimana prima della conferma dell’«eccellente» stato delle relazioni con la Russia, il governo Conte ha confermato la partecipazione italiana alla forza Nato sotto comando Usa di 30 navi da guerra, 30 battaglioni e 30 squadre aeree dispiegabili entro 30 giorni in Europa contro la Russia a partire dal 2020.

Sempre in funzione anti-Russia navi italiane partecipano a esercitazioni Nato di guerra sottomarina; forze meccanizzate italiane fanno parte del Gruppo di battaglia Nato in Lettonia e la Brigata corazzata Ariete si è esercitata due settimane fa in Polonia, mentre caccia italiani Eurofighter Typhoon vengono schierati in Romania e Lettonia.

Tutto ciò conferma che la politica estera e militare dell’Italia viene decisa non a Roma ma a Washington, in barba al «sovranismo» attribuito all’attuale governo.

Le relazioni economiche con la Russia, e anche quelle con la Cina, poggiano sulle sabbie mobili della dipendenza italiana dalle decisioni strategiche di Washington.

Basta ricordare come nel 2014, per ordine di Washington, venne affossato il gasdotto South Stream Russia-Italia, con perdite di miliardi di euro per le aziende italiane. Con l’assoluto silenzio e consenso del governo italiano.

(il manifesto, 9 luglio 2019)

 

Aree di crisi nel mondo n. 11 del 12-7-2019

Aree di crisi nel mondo n. 11 del 12-7-2019


di STEFANO ORSI

La tensione nel mondo non accenna a scendere, proseguiamo oggi nel nostro lavoro di controllo su vari scenari


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CE. Santoro (CS): la scelta di Lagarde non cambia nulla e il socialismo rimane lontano

Redazionale

"La scelta di Christine Lagarde, che dal Fondo Monetario Internazionale passerebbe alla Banca Centrale Europea, la dice lunga sullo stato politico e di tenuta sociale di questa Europa”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista. "Abbiamo sempre pensato e detto come questa Europa vada completamente destrutturata e ricostruita dalle fondamenta, e ciò non può essere fatto senza sbarazzarsi senza esitazioni dei banchieri, e dei loro amici, che dettano legge nella politica monetaria del continente, e senza un cambio di paradigma in senso socialista in Europa. Lagarde pur non essendo una economista, viene dal mondo del capitalismo mondiale ed è, quindi, una scelta in continuità con le politiche di Draghi.”

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Le Forze di Liberazione di Afrin (HRE) contro l’occupazione

 


Rete Kurdistan Italia

Assediata, occupata, rastrellata, passata per le armi… Eppure Afrin resiste. Fin dai primi giorni dell’occupazione – marzo 2018 – resiste.

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Aree di crisi nel mondo n. 10 del 4-7-2019

 


di STEFANO ORSI

Appuntamento dedicato alle situazioni di crisi, la Siria e la Libia l'Iran e ad una visita, quella del presidente Putin in Italia.

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Usa: Mueller testimonierà per il Russiagate

di MICHELE PETTINATO

Ancora una nuova puntata per il Russiagate. Robert Mueller, il procuratore speciale, ha ricevuto dal congresso un mandato di comparizione per testimoniare davanti alle commissioni Giustizia e intelligence il prossimo 17 Luglio. Mueller, aveva già affermato di non avere altro da dire se non quello che aveva già affermato nelle sue indagini. Secondo quanto riportato dai media ha accettato di comparire davanti al Congresso e la sua testimonianza approfondirà se il Presidente Trump ha compiuto il reato di ostruzione della giustizia.

 

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Il KDP e l’invasione turca in Kurdistan del sud

 


Rete Kurdistan Italia

Al più tardi con l’invasione dell’esercito turco in Kurdistan del sud, la collaborazione diretta tra il partito di governo del Kurdistan del sud, il KDP, e il regime turco dell’AKP è diventata palese. La popolazione è infuriata contro il KDP tanto quanto contro la Turchia.

di SEYİT EVRAN

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Aree di crisi nel mondo n. 9 del 28-6-2019

Aree di crisi nel mondo n. 9 del 28-6-2019

 


di STEFANO ORSI

Proseguono nel mondo sia l'acuirsi delle tensioni che il riaccendersi di focolari tiepidi.

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