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Aggiornamento flash dai fronti libici del 3-6-2020

Aggiornamento flash dai fronti libici del 3-6-2020

di STEFANO ORSI

Tripoli
Le GNA di Serraj hanno preso il totale controllo dell'aeroporto pochi minuti fa.
Due giorni di asrpi combattimenti sono stati necessari per arrivare a questo importante risultato.
Un costante lavoro di avvicinamento alla struttura molto ben difesa dalle LNA ha richiesto molti giorni e poi , ieri è stato sferrato l'attacco decisivo.
A nulla sono valsi i tentativi delle LNA del gen. Haftar di aprirsi la via a sud, verso la sacca di Zawiya.

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Celano (CS): proiettili criminali contro il monumento a José Martí

Redazionale

Il servizio segreto statunitense ha identificato 300 bossoli di arma da fuoco, contro l’Ambasciata della Repubblica di Cuba negli USA e il monumento all’eroe cubano J. Martí.

Individuati colpi di proiettili sulla statua dedicata a J. Martí, a Washington D. C. (U. S. A.)

Il clima di odio dell’amministrazione statunitense nei confronti di Cuba produce dei mostri anche in casa e la tensione alimentata dalle parole di Trump innesca una spirale che molto facilmente potrebbe andare fuori controllo. Gli Stati Uniti dovrebbero finirla di attaccare Cuba, e non solo, e dedicarsi agli immensi problemi di povertà, miseria, disadattamento sociale che colpisce il paese da tempo immemore.

Recentemente, dopo l'attacco armato contro l'ambasciata cubana, a Washington D. C., avvenuto questo 30 Aprile 2020 alle 2 del mattino, un colpo di pistola ha colpito anche la statua che rende omaggio a J. Martí, eroe nazionale cubano.  Non solo i proiettili metaforici, ma anche fisici, sarebbero stati lanciati contro J. Martí, da coloro che hanno attentato alla sua vita, il 19 maggio 1895, ma non hanno impedito alla sua eredità di continuare a vivere sempre di più, ogni giorno. Nel recente attacco a cui è stata sottoposta l'Ambasciata Cubana a Washington, un colpo ha colpito la statua che rende omaggio a Martí, come simbolo essenziale della sua patria.

Il servizio segreto statunitense ha individuato circa 300 colpi di arma da fuoco, sulla facciata del quartier generale diplomatico cubano.

Alcuni dei 300 colpi d’arma da fuoco, sparati contro l'Ambasciata della Repubblica di Cuba negli USA (Washington DC), questo giovedì mattina del 30 aprile, hanno colpito la statua dell'apostolo José Martí, situata nella parte anteriore del quartier generale diplomatico.

Il servizio segreto degli Stati Uniti ha identificato l'attentatore, sarebbe un certo Alexander Alazo, di 42 anni, che con un fucile d'assalto ha sparato all'effige dell'eroe nazionale cubano. Le fotografie condivise dalle agenzie giornalistiche APAFP mostrano il buco di un proiettile, appena sopra la vita della statua, che è stato esaminato dagli esperti.

L’attentatore Alazo, un residente della città di Aubrey, in Texas, iniziò ad aprire il fuoco sull’edificio dell’Ambasciata Cubana, intorno alle 2:10 del mattino, pochi istanti dopo fu arrestato dalla polizia locale. Rapporti preliminari indicano che il soggetto girava nei paraggi in un'auto Nissan Pathfinder marrone e, secondo un testimone, portava una bandiera americana quando ha sparato i colpi.

Il veicolo è in fase di revisione da parte della polizia scientifica statunitense, per confermare se è stata effettivamente utilizzato dall'aggressore. Inoltre, nell'area sono stati dispiegati cani poliziotto addestrati.

Il soggetto affronterà accuse d’aggressione con l'intenzione di uccidere e possesso un'arma da fuoco non registrata. Non è noto se verrà accusato presso la Corte superiore di Washington DC o presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti.

Il governo cubano ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di attendere i risultati delle indagini, nonché la conferma dell'identità del sospettato e le sue motivazioni per l'esecuzione dell'attentato.

Non sono stati segnalati feriti o morti nell'Ambasciata, situata nel 16 NW Street vicino a Fuller Street NW, vicino al quartier generale diplomatico polacco e lituano.

* responsabile esteri di Convergenza Socialista

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Minneapolis: I cittadini scendono in piazza per la morte di George Floyd

di MICHELE PETTINATO

 

Non si placa la protesta di tanti cittadini di Minneapolis che sono scesi in piazza per manifestare contro la morte di George Floyd, il cittadino afroamericano fermato in maniera brutale dalla polizia e poi morto in ospedale.

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Aree di crisi nel mondo n. 42 del 29-5-2020

di STEFANO ORSI

Le aree di crisi, uscendo pian pianino dall'emergenza COVID 19, tornano a farsi notare nel mondo, abbiamo già seguito la situazione in Libia, e proseguiamo nel suo stretto monitoraggio, ma torniamo a seguire anche altre aree del nostro amato pianeta, parleremo quindi di Venezuela, di Siria e anche della crescenti crisi tra Cina e USA e delle sue immediate implicazioni anche nelle aree limitrofe.

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L’Austria non apre i confini con l’Italia

di MICHELE PETTINATO

Si alza un po’ di tensione tra l’Austria e L’Italia. Il Ministro degli esteri Alexander Schallenberg ha infatti annunciato che per il momento non saranno riaperti i confini con l’Italia. Per gli altri sette paesi confinanti, invece, non ci saranno controlli, come prima dell’emergenza coronavirus. I dati non lo consentono invece con l'Italia, ma intendiamo farlo il prima possibile", ha affermato il ministro durante la conferenza stampa.

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Ungheria: Il Parlamento vieta la registrazione del cambio di sesso per i transgender

di MICHELE PETTINATO

Un pericoloso passo indietro nel campo dei diritti. L’Ungheria ha deciso di vietare il cambio di sesso sui documenti dei propri cittadini. La decisione è stata assunta dal Parlamento ungherese che ha anche vietato il riconoscimento giuridico dell’identità di genere delle persone transgender. Un inquietante cambio di marcia imposto dal premier sovranista Viktor Orbàn. In un emendamento legislativo il genere è definito come “il sesso biologico basato sul genoma”.

Da questo momento, in Ungheria i transgender non potranno modificare i documenti di identità modificando il nome e la propria identità di genere. Grandi preoccupazioni sono state sollevate dal Consiglio d’Europa, dal Parlamento Europeo e da vari organi dell’Onu.

Secondo Amnesty International, questo voto porta l’Ungheria a tempi bui sopprimendo i diritti delle persone transgender e intersessuate. E’ urgente una presa di posizione da parte del Commissario per i diritti fondamentali dell’Ungheria di sollecitare una revisione da parte della Corte Costituzionale per portare all’annullamento di questa norma. Ogni persona ha il diritto al riconoscimento giuridico dell’identità di genere e deve poter cambiare il suo nome su tutti i documenti.

Fonte foto: huffpost.it

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Siria: il fallimento dell’ Occidente

di MADDALENA CELANO*

L’egemonia USA, sul suolo siriano, è solo  chiara testardaggine “trumpista”

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Aree di crisi nel mondo n. 41 del 22-5-2020

di STEFANO ORSI

Situazione operativa sui fronti libici

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Altri 11 terroristi catturati in Venezuela!

di MADDALENA CELANO*

Continua l’affronto a stelle e strisce nei confronti del Venezuela. Massima condanna da parte di Convergenza Socialista per questi atti di puro terrorismo. Il Venezuela non è una nazione sola e ha il nostro totale appoggio politico. Fino ad oggi, circa 45 terroristi sono stati arrestati a causa di un’invasione fallita delle città costiere di Macuto e Chuao.

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