Il SudEst

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Considerazioni anarchiche sul Venezuela: Contro Maduro e Guaido’

Considerazioni anarchiche sul Venezuela: Contro Maduro e Guaido’

 


Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Per un mondo nuovo, rivoluzionario e autogestionario

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Aree di crisi nel mondo 22-3-2019

Aree di crisi nel mondo 22-3-2019

 


di STEFANO ORSI

Ripercorriamo i passi delle crisi in giro per il mondo e notiamo che appaiono nuovi capitoli di storia da prendere in esame e facciamo il punto su quanto già scritto.

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Il Parlamento Inglese non approva il “No-deal” Brexit

di MICHELE PETTINATO

Il parlamento britannico vive ore concitate, nel tentativo di allontanare il difficilissimo Brexit no deal, dopo la bocciatura dell’intesa di divorzio negoziato dalla premier Theresa May con Bruxelles e votando a maggioranza una mozione su cui il governo deve accettare una nuova sconfitta.

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Sale alle stelle il prezzo della “protezione” USA

 


Manlio di Nucci, #noguerranonato

A pretendere il pizzo in cambio di «protezione» non è solo la mafia. «I paesi ricchi che stiamo proteggendo – ha avvertito minacciosamente Trump in un discorso al Pentagono  – sono tutti avvisati: dovranno pagare la nostra protezione».

Il presidente Trump  – rivela Bloomberg – sta per presentare il piano «Cost Plus 50» che stabilisce il seguente criterio: i paesi alleati che ospitano forze Usa sul proprio territorio ne dovranno coprire interamente il costo e pagare agli Usa un ulteriore 50% in cambio del  «privilegio» di ospitarle ed essere così da loro «protetti».

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Aree di crisi nel mondo 8-3-2019

Aree di crisi nel mondo 8-3-2019

 


di STEFANO ORSI

Oggi è l'8 marzo per cui ne approfitto per fare i miei migliori auguri a tutte le lettrici e le redattrici del giornale, buona Festa della Donna e grazie di sopportarci sempre.

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A Camp Darby le Forze Speciali italiane

 


Manlio di Nucci, #noguerranonato

La notizia non è ufficiale ma già se ne parla: da ottobre su Camp Darby sventolerà il tricolore. Gli Stati uniti stanno per chiudere il loro più grande arsenale nel mondo fuori dalla madrepatria, restituendo all’Italia i circa 1000 ettari di territorio che occupano tra Pisa e Livorno?

Niente affatto. Non stanno chiudendo, ma ristrutturando la base perché vi possano essere stoccate ancora più armi e per potenziare i collegamenti col porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa.

Nella ristrutturazione restava inutilizzata una porzioncina dell’area ricreativa: 34 ettari, poco più del 3% dell’intera area. È questa  che lo US Army Europe ha deciso di restituire all’Italia, più precisamente al Ministero italiano della Difesa, per farne il miglior uso possibile.

È stato così stipulato un accordo che prevede il trasferimento in quest’area del Comando delle forze speciali dell’esercito italiano  (Comfose) attualmente ospitato nella caserma Gamerra di Pisa, sede del Centro addestramento paracadutismo.

Sono le forze sempre più impiegate nelle operazioni coperte: si infiltrano nottetempo in territorio straniero, individuano gli obiettivi da colpire, li eliminano con un‘azione fulminea paracadutandosi dagli aerei o calandosi dagli elicotteri, quindi si ritirano senza lasciare traccia salvo i morti e le distruzioni.

L’Italia, che le aveva usate soprattutto in Afghanistan, ha fatto un decisivo passo avanti nel loro potenziamento quando, nel 2014, è divenuto operativo  il Comfose che riunisce sotto comando unificato quattro reggimenti: il 9° Reggimento d’assalto Col Moschin e il 185° Reggimento acquisizione obiettivi Folgore, il  28° Reggimento comunicazioni Pavia e il 4° Reggimento alpini paracadutisti Rangers.

Nella cerimonia inaugurale nel 2014 fu annunciato che il Comfose avrebbe mantenuto un «collegamento costante con lo U.S. Army Special Operation Command», il più importante comando statunitense per le operazioni speciali formato da circa 30 mila specialisti impiegati soprattutto in Medio Oriente.

A Camp Darby – ha specificato l’anno scorso il colonnello Erik Berdy, comandante dello US Army Italy  –  già si svolgono addestramenti congiunti di militari statunitensi e italiani.

Il trasferimento del Comfose in un’area di Camp Darby, formalmente appartenente all’Italia, permetterà di integrare a tutti gli effetti le forze speciali italiane con quelle statunitensi, impiegandole in operazioni coperte sotto comando Usa. Il tutto sotto la cappa del segreto militare.

Non può non venire a mente, a questo punto, la storia delle operazioni segrete di Camp Darby: dalle inchieste dei giudici Casson e Mastelloni è emerso che Camp Darby ha svolto sin dagli anni Sessanta la funzione di base della rete golpista costituita dalla Cia e dal Sifar nel quadro del piano segreto Gladio.

Le basi Usa/Nato – scriveva Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione – hanno fornito gli esplosivi per le stragi, da Piazza Fontana a Capaci e Via d’Amelio. In queste basi «si riunivano terroristi neri, ufficiali della Nato, mafiosi, uomini politici italiani e massoni, alla vigilia di attentati».

Nessuno però, né in parlamento né negli enti locali, si preoccupa delle implicazioni del trasferimento delle forze speciali italiane di fatto all’interno di Camp Darby sotto comando Usa.

I comuni di Pisa e Livorno, passati rispettivamente dal Pd alla Lega e al M5S, hanno continuato a promuovere, con la Regione Toscana, «l’integrazione tra la base militare Usa di Camp Darby e la comunità circostante».

Pochi giorni fa è stato deciso di integrare i siti Web delle amministrazioni locali con quelli di Camp Darby. La rete di Camp Darby si estende sempre più sul territorio.

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Iraq: violenze contro 1500 minori accusati di appartenere all’Isis

Iraq: violenze contro 1500 minori accusati di appartenere all’Isis

di MICHELE PETTINATO

I bambini, ancora al centro di atroci violenze. In Iraq, circa 1500 minorenni sono detenuti e torturati dalle forze irachene e curdo-irachene con l’accusa di appartenere all’Isis.

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Aree di crisi nel mondo 15-3-2019

Aree di crisi nel mondo 15-3-2019

 


di STEFANO ORSI

Torniamo ad occuparci di Siria oltre alla nuova rubrica che allarga lo sguardo ad altre aree ricche di tensione nel mondo.


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Il vertice tra Trump e Kim Jong-un

Il vertice tra Trump e Kim Jong-un

 


di MICHELE PETTINATO

Sarà davvero un dialogo costruttivo contro il pericolo nucleare?

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