Il SudEst

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Direttrice di Amnesty International Turchia detenuta e in isolamento

Direttrice di Amnesty International Turchia detenuta e in isolamento

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il segretario generale Salil Shetty: “Sia rilasciata immediatamente”

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Venezuela, il nostro sostegno alle forze rivoluzionarie

 


Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il Partito Comunista ha inviato oggi all’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela al Partito Comunista Venezuelano, e alle forze rivoluzionarie venezuelane, la propria solidarietà internazionalista, contro il tentato golpe ai danni del Presidente Maduro e del suo governo. Da settimane si assiste ad una preoccupante escalation nel Paese, che rende evidenti i piani della borghesia imperialista, supportata dagli Stati Uniti, di rovesciare il governo bolivariano e mettere fine al processo rivoluzionario, evitando un suo possibile approfondimento. I piani eversivi dell’opposizione di destra vogliono riportare al potere quei settori del capitale che per anni hanno affamato il popolo venezuelano, negando i diritti più basilari alle classi popolari, trattenendo per sé e per i grandi monopoli internazionali i profitti delle enormi ricchezze del Venezuela. La lotta contro l’imperialismo è una lotta definitiva, che può concludersi solo con la vittoria delle forze rivoluzionarie o con la loro capitolazione. Non c’è spazio per compromessi, per moderazione, per concessioni nel tentativo di ottenere un giudizio migliore da parte del capitale e dei media sull’operato del governo. Per gli imperialisti chi si solleva contro i loro interessi, anche se ha il consenso dei lavoratori e delle grandi masse popolari del proprio paese, sarà sempre e comunque un dittatore. La loro democrazia inizia e finisce nel campo ristretto degli interessi capitalistici, oltre i quali sono disposti anche a assodare mercenari per lanciare granate contro gli edifici dello Stato, come accaduto oggi. La lezione cilena, è ancora oggi un monito per il sud America e per tutto il mondo.


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Un appello degli intellettuali turchi in favore di Nuriye e Semih, nel 111 giorno di sciopero della fame

Un appello degli intellettuali turchi in favore di Nuriye e Semih, nel 111 giorno di sciopero della fame

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Nel 111esimo giorno del sciopero di fame di Nuriye e Semih gli intellettuali Turchi hanno lanciato un appello di petizione con 111 firme. Dopo questo appello, che mirava a che Nuriye e Semih rimanessero sani e vivi, il ministro dell’interno turco Süleyman Soylu ha accusato Nuriye e Semih di essere terroristi e quelli che hanno firmato il detto appello di “fidarsi ai terroristi invece dello stato” , e li ha minacciati. Per questo motivo anche noi stiamo facendo un tale appello con lo stesso testo, dicendo “Si, ci fidiamo di Nuriye e Semih!

 

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Siria: Situazione operativa sui fronti siriani

Siria: Situazione operativa sui fronti siriani

di STEFANO ORSI

Bollettino n. 102 del 28.6.17

Riprendiamo l'analisi del conflitto, o meglio dei conflitti che infiammano ed insanguinano la Siria ormai da diversi anni

Come abbiamo visto con l'ultima scorsa, le forze siriane stavano muovendo nel deserto inoltrandosi verso est ed allontanando sempre più l'NSA filo USA da ogni fronte che ne giustifichi ancora la presenza in Siria.

Situazione generale e quadro internazionale.

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Prove di Golpe in Venezuela

di MADDALENA CELANO

L'autore del Golpe in Venezuela: “Sono pilota, paracadutista, sommozzatore e padre”

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Erdogan ha fatto arrestare i genitori di “Cappuccio Rosso”

 


Osservatorio repressione

I genitori di Ayşe Deniz Karacagil (Destan Temmuz), la combattente dell’MLKP [braccio armato del Partito Marxista-Leninista Turco, ndt] caduta nell’operazione di Raqqa e seppellita in pace a Kobane, sono stati arrestati al loro arrivo a Istanbul, dopo aver partecipato al funerale della figlia nella città del Rojava.

Nuray Erçağan, la madre di Destan diventata particolarmente famosa per essersi schierata dalla parte della figlia in ogni circostanza, e Ömer Karacagil, il padre, sono stati tratti in arresto all’aeroporto Sabiha Gökçen di Istanbul lunedì mattina.

I genitori di Destan sono arrivati in Turchia facendo scalo a Beirut e sono stati arrestati dopo un controllo dei passaporti in aeroporto con l’obiettivo di un’indagine relativa alla “diffusione di propaganda a favore di un’organizzazione terroristica”.

Ayşe Deniz Karacagil era stata imprigionata in Turchia dopo un fermo durante le proteste di Gezi Park. Indossava una sciarpa rossa che era stata utilizzata come base dell’accusa di terrorismo spiccata dalle autorità turche e dai giudici.

Karacagil, che in seguito è diventata famosa come “la ragazza con la sciarpa rossa”, combatteva nelle fila del Battaglione internazionale contro i miliziani dell’ISIS a Raqqa. È morta da martire, durante uno scontro con l’ISIS, la mattina del 29 maggio nell’operazione per liberare la città.

Karacagil è stata seppellita a Kobane, il 15 giugno, in un funerale di massa per cinque martiri della campagna di Raqqa. Lì erano presenti anche i suoi genitori.

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Elezioni in Francia, vince l’astensione: il 51% della popolazione non va a votare

di MICHELE PETTINATO

C’è un vincitore che sembra non avere rivali ogni volta che si va a votare. E’ l’astensionismo, fenomeno che ha caratterizzato anche le elezioni francesi per il parlamento nazionale. Ben il 51,29% della popolazione, infatti, si è astenuta dall’andare a votare. Un risultato sconcertante che pone seri interrogativi sulla effettiva validità delle elezioni e che dimostra quanto siano in crisi le istituzioni democratiche. In Francia, il parlamento finisce così nelle mani di Macrone che si aggiudica tra 400 e 440 seggi su 577 disponibili.

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Venezuela: prove di finanziamenti illeciti a terroristi dell’ opposizione

Venezuela: prove di finanziamenti illeciti a terroristi dell’ opposizione

di MADDALENA CELANO

Il 16 Giugno 2017 il giornalista Boris Castellano diffonde dul suo account Twitter,

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Situazione operativa dai fronti siriani del 14-6-2017

Situazione operativa dai fronti siriani del 14-6-2017

di STEFANO ORSI

Questo che vi apprestate a leggere, è il mio 100mo bollettino emesso sulla guerra in Siria, cominciai in concomitanza con l'intervento russo nella regione, rispondendo all'appello del presidente siriano Assad.

Fino ad allora avevo seguito prima per Volti del Donbass e poi per Saker Italia, lo scacchiere ucraino, con la guerra di occupazione delle Repubbliche secessioniste di Donetsk e di Lugansk.

È singolare che proprio in concomitanza di questa importante vetta, accadano fatti tanto significativi per il corso del conflitto in Siria.

Ieri sera anticipavo sulla mia pagina FB un aggiornamento flash, segnalando l'avanzata siriana dalle sponde del lago Assad, fino a raggiungere l'autostrada M42, dopo un balzo nel deserto.

Iniziamo ora a esaminare i vari fronti.

Provincia di Raqqa

Le Unità Tigre avanzano dalle loro posizioni lungo l'emissario del lago Al Jabboul, si gettano nel deserto dopo aver conquistato una 15na di villaggi oltre l'emissario, evidentemente le informazioni raccolte in questi assalti, forse da documenti rinvenuti, forse da dichiarazioni dei prigionieri, hanno permesso, assieme a rilevamenti dei satelliti russi e dei droni da ricognizione, di arrivare alla decisione di avanzare spediti, le difese ISIS all'interno evidentemente non erano consistenti o addirittura irrilevanti.

Le forze siriane hanno in breve raggiunto la M42, autostrada che collega Itriyah a Rusafah, e si sono immediatamente allargate verso il terminal petrolifero, dove esistono postazioni difensive che possono rinforzare ed utilizzare come comando avanzato.

Tutto attorno ricordo bene vi fossero dei capisaldi lungo la strada o poco distante, li avevano utilizzati i Falchi del deserto, quando un anno fa, si lanciarono con non poca supponenza, in una missione che definire suicida è dire poco, diciamo insensata. Ricorderete che partirono da Itriyah e percorsero la M42 combattendo di posto di blocco in posto di blocco fino al terminal petrolifero, li presero la via che porta a Tabqa, ma appena tentarono di dirigersi a nord, vennero investiti da un nugolo di auto Kamikaze, che decimò le prime linee, gli attacchi furono contemporaneamente portati anche lungo le postazioni difensive della M42 causandone il collasso, i falchi del deserto dovettero ritirarsi con tutta la velocità di cui erano capaci e riuscirono a portare in salvo la gran parte dei loro soldati ma al prezzo di abbandonare diversi mezzi corazzati sul posto. Ricorderete bene come diversi “commentatori” di guerra negassero vivamente questi fatti, alcuni arrivarono addirittura ad affermare, con totale mancanza di senso del ridicolo, che le truppe siriane avessero in realtà conquistato la base aerea di Tabqa ma che non potessero dirlo per mantenere la sicurezza...... Ecco, lo ricordo perché oggi non si capirebbe come mai le forze siriane siano tornate sui loro passi, se nessuno avesse avuto la serietà di notificarvi le sconfitte quando vi sono. Quale sia il compito di un commentatore o di un analista non sta a me indicarlo, ma svolgere un lavoro di informazione implica anche che si riportino le notizie tragiche e che non fa piacere divulgare, ma quale onore si renderebbe ai caduti e quale onore ai vincitori se si riportassero solo le notizie che appaiono positive?? Credo di aver svolto un lavoro che abbia reso il giusto tributo a chi è caduto nella sconfitta, affinché in futuro si potesse poi tornare vittoriosi.

Tornando alla situazione, vedete nella mappa come oggi i siriani si stano spostando verso est e a breve arriveranno direttamente a sud della base aerea di Tabqa, obbiettivo della loro precedente missione.

A breve si muoveranno in direzione di Itriyah in modo da stringere il corridoio di uscita dei terroristi ed invitarli a sgomberare velocemente i territori ad est della supply road. Questo comporterà una ulteriore semplificazione dei fronti e la messa in sicurezza di tutto il fianco nord della M42, la logistica ne trarrà immediati benefici in termini di tempo e costi.

Raqqa città

La città è ormai assediata da tre lati, le forze congiunte curdo americane, spingono da est e da ovest e hanno occupato tre sobborghi della periferia. Sono stati avvistati molti convogli di mezzi ISIS in uscita dalla città e nessun bombardamento su di essi. Evidentemente l'abbandono da parte terrorista è una opzione conveniente per tutti, salvo per i siriani assediati in Deir Ezzour che vedranno aumentare ulteriormente la pressione offensiva ai confini della zona libera.

Una cosa mi preme specificarla, non ritengo quella portata avanti dai curdi una vera lotta al terrorismo, se così fosse non ostacolerebbero l'autorità siriana sui territori da loro occupati, in essi vive una maggioranza di cittadini siriani e non curdi, pertanto nella mia analisi la loro azione non è volta a contrastare ISIS ed il Califfato, ma al sostituirsi ad esso occupando il territorio siriano, se ciò non cambierà e non rientreranno nei ranghi della legalità riconoscendo il legittimo governo siriano, causeranno, una volta eliminato il califfato, una prosecuzione della guerra per ripristinare la piena sovranità siriana sul suolo siriano.

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