Il SudEst

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Home Inchiesta

Venezuela: Maduro attacca Donald Trump

Venezuela: Maduro attacca Donald Trump

 


di MICHELE PETTINATO

Continuano le proteste in Venezuela contro il Governo di Nicolas Maduro.

 

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La resistenza è vita! Libertà per Ocalan e per tutte e tutti i prigionieri politici- Roma

 


Rete Kurdistan Italia

Da più di 70 giorni ci sono centinaia di militanti curdi in sciopero della Fame per chiedere la liberazione di Ocalan, di tutte le prigioniere e i prigionieri politici per difendere il Rojava e chiedere la pace in Medio Oriente. E il prossimo 16 febbraio in tante e tanti scenderemo in piazza a Roma per unirci a questo urlo di libertà che ci arriva dalle donne e dagli uomini che in Rojava combattono per costruire attraverso il confederalismo democratico un’alternativa reale al capitalismo e al potere patriarcale che in tutto il mondo produce morte sfruttamento e guerra.

Un modello alternativo di società basato prima di tutto sulla liberazione delle donne, dove le curde e i curdi insieme agli altri popoli della regione non solo hanno combattuto la minaccia globale dello Stato Islamico portandolo alla sconfitta, e pagando un prezzo elevato in termini di vite umane, ma hanno favorito nei territori liberati la diffusione di un modello amministrativo laico, democratico ed egualitario.

L’incontro di sabato 2 febbraio sarà quindi l’occasione per confrontarci ed aggiornarci su tutto questo grazie agli interventi della Rete Jin Roma, rete di solidarietà con le donne kurde, di Rete Kurdistan Roma e dell’avvocata Simonetta Crisci, componente della Delegazione Europea che si è recata a Diyarbakir nei giorni dall’11 al 14 gennaio per portare solidarietà a Leyla Guven in sciopero della fame.

Durante la serata proietteremo le interviste ai militanti in sciopero della fame a Strasburgo e leggeremo insieme alcune parole importanti di Ocalan sul senso di questi 40 anni di resistenza portati avanti dal popolo curdo, ma che hanno molto da dirci anche sulla nostra vita e sulla nostra società.

Intervengono:

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Aree di crisi nel mondo al 1-2-2019

Aree di crisi nel mondo al 1-2-2019

 


di STEFANO ORSI

Giorno 20 gennaio 2019

Crisi Turchia-Siria per nord del Paese

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Venezuela: Situazione in pieno sviluppo

 


Rete sodliarietà boliviana

Il Presidente legittimo e costituzionale della Repubblica bolivariana del Venezuela Nicolás #Maduro, in diretta a reti unificate dal Palacio de Miraflores, ha approvato una misura politicamente rilevantissima che attendevamo da tempo, ovvero la ROTTURA definitiva delle relazioni politico-diplomatiche con l'Impero USA a causa dei tentativi di destabilizzazione golpista e terrorista che negli ultimi giorni Pentagono e tutta l'amministrazione presidenziale di D.Trump hanno perpetrato contro la Patria bolivariana, volendo distruggere l'eredità rivoluzionaria del Comandante Eterno Hugo Chávez, del progetto politico che da vent'anni caratterizza il Paese latinoamericano e che l'ha condotto a camminare sulle proprie gambe mirando alla piena libertà, indipendenza, dignità, sovranità popolare, amicizia e fratellanza tra tutti i popoli in lotta antimperialista, per la costruzione di una società superiore, il socialismo.

Le FANB sono coscienti e disciplinate del momento delicatissimo, preparate ad affrontare in combattimento a morte qualsiasi invasione militare proveniente dal Nord e dai suoi lacché regionali. 
Mobilitazione permanente, massima attenzione al complotto golpista e terrorista della destra criminale, quinte colonne di Washington.


Il Paese è in allerta, pronto a qualsiasi evenienza.

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Juan Guaidò si autoproclama Presidente del Venezuela

 


di MICHELE PETTINATO

Juan Guaidò, capo delle opposizioni venezuelane e leader dell’assemblea nazionale, si è autoproclamato presidente del Venezuela ad interim fino a quando non ci saranno nuove elezioni democratiche. Il tutto è avvenuto dinanzi a migliaia di persone nella affollata “Plaza Venezuela”, nel cuore di Caracas. Poco dopo, è arrivato il riconoscimento del Presidente Americano Trump che attacca apertamente il regime di Maduro definendo illegittimo il potere. Immediata la replica di Maduro che ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Usa.

Si apre così un difficile caso diplomatico, con Trump che considera il leader dell’assemblea democratica come l’unica personalità degna di poter rappresentare il paese. Al seguito del Presidente americano, il leader canadese Tudeau e molti leader latinoamericani mentre per Maduro arriva il sostegno di Messico e Bolivia.

Maduro è al potere dal 2013 quando successe a Hugo Chavez. Proseguono nel frattempo gli scontri con la polizia, con il popolo che si è riversato nelle strade. Guaidò ha promesso che proseguirà il suo impegno di lotta fino a quando il popolo non sarà liberato.

Contro Maduro si sono espressi i quartieri operai di Caracas, ovvero chi un tempo lo sosteneva. Si moltiplicano intanto gli appelli internazionali alla calma. Le Nazioni Unite hanno hanno chiesto di fermare ogni tipo di violenza e di ristabilire ogni forma di dialogo democratico.

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La lunga mano Yankee sul sud-america

 


di STEFANO ORSI

Mercoledì 23 gennaio 2019 il presidente USA Donald “thedonald” Trump ha firmato un decreto presidenziale col quale “Los Estados Unidos” riconoscono come presidente del Venezuela l'autoproclamatosi tale oggi stesso, con un tempismo quindi non solo incredibile, ma chiaramente sospetto.

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Situazione operativa sui fronti siriani del 18-1-2019

 


di STEFANO ORSI

Torniamo come ogni settimana a esaminare la situazione del conflitto in Siria.

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Elezioni in Congo: il nuovo Presidente è Fèlix Tshisekedi

 


di MICHELE PETTINATO

Fèlix Tshisekedi è il nuovo Presidente del Congo e trionfa in occasione delle prime presidenziali che hanno avuto luogo senza incidenti e morti. La Commissione elettorale indipendente, dopo una lunga nottata, ha annunciato i risultati delle elezioni che si sono svolte lo scorso 30 Dicembre.

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Ritorna la Carovana della Libertà

 


di MADDALENA CELANO

Cuba, questo 6 gennaio 2018, alle h. 11;30, i giovani e i combattenti hanno preso d'assalto le strade intorno al parco Leoncio Vidal, in cui le strade erano piene di veicoli dotati delle bandiere Movimento 26 luglio, per evocare l'ingresso trionfale di Fidel e le forze ribelli a Santa Clara, capitale dell'ex provincia di Las Villas.

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