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I curdi non staranno a guardare in silenzio

I curdi non staranno a guardare in silenzio

Rete Kurdistan Italia

Sulla guerra della Turchia contro le forze progressiste in Siria e la necessità di solidarietà internazionale: Un colloquio con Feleknas Uca.Feleknas Uca è deputata del Halklarin Demokratik Partisi (Partito Democratico dei Popoli, HDP). Il suo distretto elettorale è la città di Amed (Diyarbakir). Contro di lei e altri deputati attualmente p un corso un procedimento di revoca dell’immunità per presunta propaganda per il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) vietato.

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I primi effetti (positivi) delle Brexit sull’economia britannica

di GIUSEPPE DIBELLO


In un articolo a firma di Tim Wallace, il quotidiano britannico "The Telegraph" analizza i primi effetti positivi sull'economia Uk dopo il referendum dello scorso 23 giugno che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

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Spagna: il travaglio di un nuovo Esecutivo

Spagna: il travaglio di un nuovo Esecutivo

 

di NICO DELFINE

Il No del PSOE rimanda Rajoy alla seconda votazione

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Attentato suicida a Dilok

Attentato suicida a Dilok

Rete Kurdistan Italia

 

Verso le 22:30, ora locale, il 20 agosto nella provincia di Dîlok (Gaziantep) è stato commesso un sanguinoso attentato suicida contro una festa di matrimonio. Il matrimonio si svolgeva nel quartiere di Dîlok, nel quale vivono in prevalenza curdi e curde. Anche il matrimonio in questione era un matrimonio curdo. Secondo le prime ipotesi l’attentato sarebbe da ascrivere all’organizzazione terroristica Stato Islamico (IS).

Testimoni oculari che poco dopo l’attacco hanno fatto dichiarazioni a canali televisivi hanno affermato che sulle strade dopo l’attentato si vedevano pezzi di corpi e molte ambulanze arrivavano dagli ospedali circostanti al luogo dell‘attentato e che c’erano molti morti e feriti. La mattina dopo l’attentato, il governatore di Dîlok ha parlato di complessivamente 51 morti.

Solo un’ora dopo l’attentato il governo turco ha emesso un blocco delle informazioni sulla zona, dopo che nazionalisti turchi hanno attaccato il quartiere al grido di Allahu ekber con bandiere turche. I nazionalisti avrebbero anche impedito alle persone di donare sangue per i feriti negli ospedali circostanti.

La provincia di Dîlok si trova al confine con la Siria ed è considerata roccaforte di IS. Così la città di Jarablus sul confine turco-siriano controllata da IS, si trova nelle dirette adiacenze della provincia di Dîlok. A Jarablus sono fuggiti molti terroristi di IS dopo che poco fa le Forze Democratiche Siriane hanno liberato la città di Minbic (Manbij).

KCK: L’AKP è responsabile di questo attacco

L’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK) oggi in una dichiarazione scritta ha attribuito la colpa per questo massacro della popolazione curda al governo dell‘AKP. Così la KCK dichiara: „Anche se IS ha eseguito questo massacro, ne è responsabile il governo dell‘AKP. Perché l’AKP ha nutrito e fatto crescere IS. Ha chiuso gli occhi e lasciato che IS si organizzasse e si rafforzasse a Dîlok. Il governo dell’AKP tramite IS ha cercato di esercitare influenza in Siria e di soffocare la rivoluzione del Rojava. Quindi non ha solo contribuito al fatto che la Siria si sia trasformata in un mare di sangue, ha anche spianato la strada per sanguinosi massacri in Europa, in Turchia e in Kurdistan.“

La dichiarazione prosegue affermando che l‘AKP attualmente usa IS sia per i propri interessi politici e che come provocatore. Così in Turchia negli ultimi giorni si discute di nuovo intensamente su quali siano le condizioni e le motivazioni per intervenire nel nord della Siria e nel Rojava. „Il capo die servizi segreti turchi, Hakan Fidan, già due anni fa aveva parlato del fatto che dalla Siria si potrebbero lanciare senza problemi due missili verso la Turchia, per creare così la legittimazione per un intervento di terra. Per questo anche ora non è da escludere che questo massacro di IS sia stato eseguito su istruzioni del servizio segreto turco MIT. Perché la Turchia con il massacro di Dilok cercherà di convincere le potenze internazionali e regionali della necessità di una zona cuscinetto per la Siria. Questo massacro, questa provocazione, devono appunto servire a quell‘obiettivo della Turchia. E mentre con la creazione di una zona cuscinetto si vuole procedere contro le conquiste delle curde e dei curdi nel Rojava, come obiettivo della provocazione che vuole legittimare questo modo di procedere, sono stati scelti sempre curde e curdi“, così la KCK.

Solo poche ore prima del massacro la KCK aveva pubblicato una dichiarazione in cui sottolineava la sua disponibilità al dialogo e per una ripresa dei negoziati di pace, non appena lo Stato turco intraprenderà dei passi credibili in questa direzione. Anche nell’ottobre dello scorso anno in occasione di una manifestazione per la pace ad Ankara c’è stato un attentato suicida di IS, poco dopo il quale la KCK aveva dichiarato la propria disponibilità a proclamare una tregua in determinate condizioni. Davanti a questo scenario si pone la domanda se anche questo attentato a Dîlok rappresenti una risposta alla dichiarazione della KCK.

Il sostegno e l’intreccio dello Stato turco con i gruppi jihadisti è un segreto aperto. Solo pochi giorni fa è venuto fuori che anche il governo federale considera la Turchia una piattaforma di azione per gruppi islamisti del Vicino e del Medio Oriente. In questo contesto è evidente che la Turchia usa i gruppi terroristici non solo all’estero, come in Siria, ma anche all’interno del Paese contro i curdi.

Lunedì il Ministro degli Esteri turco Mevlüt Cavusoglu ha dichiarato che il suo governo è estremamente preoccupato per via degli sviluppi nel nord della Siria e l’avanzata delle forze curde su Al Bab. Ha nuovamente sottolineato che questa è una linea rossa della Turchia e che le unità curde dopo la liberazione di Minbic dovrebbero ritirarsi a est dell‘Eufrate. Il governo turco ha apertamente minacciato che dopo la liberazione di Minbic si sarebbe impedito con ogni mezzo che curde e curdi controllino una zona con una continuità nel nord della Siria. Con questo si intende la preoccupazione della Turchia che le unità delle Forze Democratiche della Siria avanzino fino ad Afrin e così colleghino tra loro i tre cantoni del Rojava. Mentre i cantoni di Cizîrê e Kobanê dalla liberazione di Girê Spî (Tal Abyad) a metà giugno dello scorso anno sono collegati tra loro, i cantoni di Afrin nel nordovest della Siria è ancora isolato ed è assediato dalle forze del regime di Assad, da IS e da altri gruppi jihadisti.

Civaka Azad – Kurdisches Zentrum für Öffentlichkeitsarbeit, 21.08.2016

Turchia: uccisa attivista transgender Hande Kader, il corpo mutilato e bruciato

Turchia: uccisa attivista transgender Hande Kader, il corpo mutilato e bruciato

Gay.it

L'ultimo efferato crimine contro la comunità LGBT turca: il movente transfobico è il più accreditato al momento.

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Il Brasile si risveglia dal sogno

di NICO DELFINE

Dopo le Olimpiadi il paese sudamericano torna a fare i conti con la realtà

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Serena Shim, la giornalista uccisa nell’ottobre del 2014

Serena Shim, la giornalista uccisa nell’ottobre del 2014

Movimento Base Italia

Aveva detto: ” L’ ONU trasporta in Siria i terroristi del ISIS nascosti nei camion di rifornimenti umanitari’ !

Serena Shim, la giornalista  UCCISA dopo aver detto: L’ ONU trasporta in Siria i terroristi del ISIS nascosti nei camion di rifornimenti umanitari’ ! Era madre di due bambini e aveva solo 30 anni!

Serena Shim giornalista morì il 19 ottobre 2014

In diretta televisiva aveva affermato di avere le immagini di questi miliziani che entravano in territorio siriano, nascosti nei camion di organizzazioni umanitarie e del programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite.

Riguardo all’accusa di spionaggio, la giornalista si era difesa : “Sono molto sorpresa di questa accusa.

Ho pensato di parlare ai servizi segreti turchi per dir loro che mi limito a fare il mio lavoro. Sono abbastanza preoccupata, perchè in Turchia i giornalisti rischiano facilmente la prigione.”

Il direttore delle informazioni di Press TV, Hamid Reza Emadi, lunedì ha respinto la teoria dell’incidente d’auto : “Pensiamo che il governo turco debba essere considerato responsabile di fronte alla comunità internazionale. Si deve far luce su quanto è davvero accaduto.”

Serena Shim  giornalista, madre di due figli, ha lavorato per l’emittente dal Libano, dall’Iraq e dall’Ucraina. era una giornalista americana di origini libanesi. Lavorava per Press Tv Istanbul. E’ morta, ufficialmente, in un drammatico incidente stradale.

30 anni e madre di 2 figli, dalla Turchia la giornalista realizzava servizi sui combattimenti a Kobani, terza città per grandezza della Siria, che da giorni è teatro di scontri tra le forze militari curde e i djihadisti dello Stato islamico.

Dopo aver terminato un reportage a Suruc, una località turca vicino alla frontiera siriana che accoglie migliaia di rifugiati, la giornalista si era messa in viaggio. Un camion aveva centrato frontalmente la sua vettura e la donna era morta sul colpo. Il cameraman che l’accompagnava è rimasto ferito.

Press TV ha diffuso un messaggio della giornalista, dove questa aveva espresso, pochi giorni prima di morire, il timore di essere arrestata dai servizi segreti turchi, che l’avevano accusata di essere una spia, in quanto sosteneva che il governo di Ankara avesse legami con lo Stato islamico.

fonte attivo.tv

ÖGC: La stampa libera non farà un passo indietro

ÖGC: La stampa libera non farà un passo indietro

Rete Kurdistan Italia

 

L’Associazione dei Giornalisti Liberi (ÖGC) ha condannato la chiusura del quotidiano Özgür Gündem, il raid dell’ufficio di Istanbul e la detenzione dei giornalisti ÖGC in una sua dichiarazione intitolata “Colpo di Stato contro la Stampa Libera”ha ricordato che Özgür Gündem è stata sottoposta ad una pressione sin dal primo giorno della sua fondazione affermado: “”Eppure, il giornale non ha sospeso il suo lavoro nemmeno nei momenti più difficili.Il quotidiano non ha privato ai suoi lettori gli sviluppi e la realtà.Ha sempre scritto la verità e ha pagato un prezzo pesante per permettere ai lettori di conoscere la verità.

Decine di lavoratori del giornale sono stato arrestati e decine di altri son stati posti in detenzione. Inoltre, il giornale è stato censurato e chiuso centinaia i volte.Eppure, non ha mai rinunciato a scrivere le verità. “

ÖGC ha evidenziato che decine di membri della stampa libera sono stati incarcerati, molti sono stati assassinati e agenzie stampa sono state bloccate un certo numero di volte in linea con i più recenti concetti di guerra mentre la pressione contro la stampa libera ha raggiunto una dimensione differente durante il periodo dell’AKP.

“Il governo dell’KP ha aumentato la pressione contro la stampa dopo il tentativo di colpo di stato del 15 luglio, concentrando la repressione contro la stampa libera.Come un esempio più concreto, Il Tribunale penale di pace di Istanbul ha ordinato oggi la chiusura di Özgür Gündem con l’accusa di ‘propaganda PKK’.Le forze di polizia hanno successivamente fatto irruzione nell’ufficio del giornale, maltrattando i lavoratori del giornale ponendoli in detenzione.

Come Associazione di Giornalisti Liberi, dichiariamo che la stampa libera non farà un passo indietro davanti alle pressioni a a cui si trova di fronte finora, ne lo farà d’ora in poi.Condanniamo duramente le pressioni contro  Özgür Gündem e esprimiamo che saremo accanto ad Özgür Gündem fino alla fine.

L’Associaizone termina chiedendo a tutti giornalisti, alle masse democratiche ed ai lettori di rivendicare Özgür Gündem e di esserne la voce.

Yemen: reazione a catena

di NICO DELFINE

 

 

La leadership in Medio Oriente sullo sfondo di una nuova guerra civile nel paese arabo

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