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La Bolivia insorge contro un golpe che è stato il più duro degli ultimi anni

La Bolivia insorge contro un golpe che è stato il  più duro degli ultimi anni

 

di MADDALENA CELANO

La Bolivia significa ancora una volta aria fresca, per la sinistra latinoamericana.

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Eurodeputati chiedono di indagare sui crimini contro l’umanità della Turchia in Siria

 

Rete Kurdistan Italia

68 eurodeputati hanno chiesto la fine del sostegno turco ai gruppi jihadisti, nonché la fine dell’occupazione illegale dei territori siriani del nord e dell’est. I deputati hanno anche chiesto al presidente Sassoli di inviare una delegazione speciale nel nord e nell’est della Siria.

68 membri del Parlamento europeo hanno scritto una lettera a David Sassoli, Presidente del Parlamento, a seguito del Rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Repubblica araba siriana, presentato alla Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) il 14 agosto 2020.

I 68 eurodeputati hanno chiesto la fine del sostegno turco ai gruppi jihadisti, nonché la fine dell’occupazione illegale dei territori siriani del nord e dell’est. Gli eurodeputati hanno inoltre chiesto al presidente Sassoli di inviare una delegazione speciale nel nord e nell’est della Siria “per raccogliere ulteriori informazioni sulla situazione, avviare un dialogo con l’organismo politico dell’AANES e avviare colloqui con le popolazioni che sono fuggite dalle aree contese sotto il regime turco di occupazione.”

Il testo completo della lettera è il seguente:

“Sig. Sassoli, Noi, membri del Parlamento europeo, prendiamo atto del recente Rapporto delle Nazioni Unite della Commissione internazionale di inchiesta indipendente sulla Repubblica araba siriana, presentato alla Commisione dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) il 14 agosto 2020.

Il rapporto afferma che vi sono evidenti violazioni dei diritti umani nella Siria settentrionale. Queste violazioni sono (tra le altre) condotte dalle forze ausiliarie turche come “la Brigata Suleiman Shah”, “la Brigata Hamza” o “la Brigata Sultan Murad”.

Questi gruppi detengono il potere nella regione di Afrin-Al Bab così come nella regione di Tal Abyad-Serekaniye. Le vittime di queste violazioni lamentano varie atrocità che vanno dallo stupro e dalla violenza sessuale ai rapimenti e alle uccisioni extragiudiziali, ecc.

Le vittime, per lo più curde, che potrebbero fuggire da queste atrocità si trovano attualmente nelle regioni dell’Amministrazione Autonoma della Siria Nord-Orientale (AANES).

Chiediamo che il governo turco cessi il suo sostegno politico, economico e militare a tutti i gruppi che sono parte di queste violazioni sistematiche dei diritti umani.

Chiediamo alle forze armate turche e alle loro forze ausiliarie di porre fine alla loro occupazione illegale nel nord della Siria e di ritirarsi dalla regione. Pertanto, chiediamo al Presidente del Parlamento europeo di formare una delegazione speciale di parlamentari eletti per recarsi nelle regioni dell’amministrazione autonoma della Siria nord-orientale non appena le restrizioni di viaggio legate alla pandemia di Covid saranno cessate e le preoccupazioni per la salute durante i viaggii non esistano più.

L’obiettivo di inviare una delegazione sul posto è quello di raccogliere ulteriori informazioni sulla situazione, avviare un dialogo con l’organismo politico dell’AANES e avviare colloqui con le popolazioni che sono fuggite dalle aree contese sotto occupazione turca.

Ciò consentirebbe di indagare sui rapporti dell’UNHRC e di identificare possibili figure responsabili di queste atrocità, di avviare procedimenti penali nell’ambito della Corte penale internazionale.

ALFONSI François (Greens/EFA)

ANDREWS Barry (Renew)

ARENA Maria (S&D)

AUKEN Margrete (Greens/EFA)

BARRENA Pernando (GUE/NGL)

BELLAMY Francois-Xavier (EPP)

BENIFEI Brando (S&D)

BITEAU Benoit (Greens/EFA)

BJÖRK Malin (GUE/NGL)

BOMPARD Manuel (GUE/NGL)

BRGLEZ Milan (S&D)

BULLMANN Udo (S&D)

CAREME Damien (Greens/EFA)

CASTALDO Fabio Massimo (NI)

CHAIBI Leila (GUE/NGL)

CHRISTOFOROU Lefteris (EPP)

CIUHODARU Tudor (S&D)

COMIN I OLIVERES Antoni (NI)

CORMAND David (Greens/EFA)

DELBOS-CORFIELD Gwendoline (Greens/EFA)

DELLI Karima (Greens/EFA)

GEUKING Helmut (ECR)

GRUFFAT Claude (Greens/EFA)

GUSMÃO José (GUE/NGL)

HAUTALA Heidi (Greens/EFA)

HEIDE Hannes (S&D)

INCIR Evin (S&D)

JADOT Yannick (Greens/EFA)

KAILI Eva (S&D)

KANKO Assita (ECR)

KIZILYÜREK Niyazi (GUE/NGL)

KOKKALIS Petros (GUE/NGL)

KONEČNÁ Kateřina (GUE/NGL)

KÖSTER Dietmar (S&D)

MANDL Lukas (PPE)

MARQUARDT Erik (Greens/EFA)

MATIAS Marisa (GUE/NGL)

MAVRIDES Costas (S&D)

MICHELS Martina (GUE/NGL)

MODIG Silvia (GUE/NGL)

PAPADAKIS Demetris (S&D)

PAPADIMOULIS Dimitrios (GUE/NGL)

PINEDA Manu (GUE/NGL)

PONSATI Clara (NI)

PUIGDEMONT Carles (NI)

REGO Sira (GUE/NGL)

RIBA I GINER Diana (Greens/EFA)

RIVASI Michèle (Greens/EFA)

RODRÍGUEZ PALOP Eugenia (GUE/NGL)

ROOKMAKER Dorien (NI)

ROOSE Caroline (Greens/EFA)

SANTOS Isabel (S&D)

SATOURI Mounir (Greens/EFA)

SCHIEDER Andreas (S&D)

SCHOLZ Helmut (GUE/NGL)

SIDL Guenther (S&D)

SINČIĆ Ivan Vilibor (NI)

SMERIGLIO Massimiliano (S&D)

SONNEBORN Martin (NI)

STRIK Tineke (Greens/EFA)

TOUSSAINT Marie (Greens/EFA)

URBAN CRESPO Miguel (GUE/NGL)

VANA Monika (Greens/EFA)

VILLUMSEN Nikolaj (GUE/NGL)

VOLLATH Bettina (S&D)

YENBOU Salima (Greens/EFA)

ŽDANOKA Tatjana (Greens/EFA)

ZVER Milan (PPE)

Aree di crisi nel mondo n. 61 del 22-10-2020

 

di STEFANO ORSI

Torniamo sulle zone calde del mondo per seguire l'evolversi delle vicende.

Innanzitutto dobbiamo parlare della guerra cruenta in atto nel Nagorno Karabakh, anche noto come Artsakh.

Stepanakert

Ho trattato questo argomento, con molti particolari e attenzione all'evoluzione degli eventi,  in un video realizzato con Sascha di SakerItalia.

https://www.youtube.com/watch?v=n5o-8YKcs44&t=10s

Nel video trovate tutte le mappe spiegate dal primo di ottobre.

Ma cosa sta succedendo nell'ultima settimana?

Il giorno 18 ho pubblicato questo aggiornamento sulle mie pagine social:

“Aggiornamento sul conflitto in Nagorno Karabakh Artsakh del 18-10-2020

Stepanakerth
Le forze azere stanno ormai dilagando nell'Artsakh, dopo Hadrut è stata la volta di Fizuli, raggiunta ed occupata ieri dalle forze azere.
Oggi la sua completa conquista è stata ufficializzata dai comandi azeri.
Le truppe armene non riescono più ad opporti alle armate di Baku.
Stanno ritirandosi sistematicamente di fronte ai mezzi preponderanti degli Azeri, costantemente appoggiati dai droni di attacco e con maggiore disponibilità di mezzi a disposizione.
La strategia di combattere secondo una dottrina ormai sorpassata, è costata un numero di perdite tali agli Armeni che ora non sono più in grado di reintegrarle e non reggono più, senza cannoni non si tiene un fronte, senza carri non si avanza, con meno soldati non si regge in una guerra di usura.
i numeri hanno prevalso, gli azeri sono di più e meglio equipaggiati, hanno investito nel controllo dei cieli, il progresso tecnico nei droni da battaglia garantisce loro di attaccare e causare molte perdite ai nemici subendone meno, e questo alla lunga garantisce il cedimento degli avversare, cosa che puntualmente sta accadendo.
Arrivati a questo punto gli Armeni hanno dovuto abbandonare i fronti traballanti forse avranno ancora la forza di ristabilire una linea di difesa ma ne dubito, il cessate il fuoco che avrebbe dovuto partire non credo ci possa essere ancora, il nemico in difficoltà va incalzato fino alla sua sconfitta.
Il governo armeno, preoccupato più di ricercare il compiacimento USA, che di rafforzare il suo legame con la Russia, ha trascurato troppo i preparativi azeri e il loro appoggio da parte dei Turchi .
Vi faccio presente solo un particolare ricavato dalla visione dei video azeri, i loro droni in questi giorni , non trovando più o quasi, camion, cannoni, o carri armati, si sono particolarmente concentrati sui soldati al fronte ,colpendo le loro trincee, le loro buche, le postazioni fortificate, hanno fatto una strage a cui gli Armeni non potevano rispondere.
Le uniche risposte si sono avute con i missili lanciati sulle città sia dagli uni che dagli altri rinunciando anche al poco onore che rimaneva presente tra soldati.”

https://www.facebook.com/stefano.orsi.376/posts/2042538525880350

Le truppe azere dopo aver catturato Hadrut, hanno catturato Fizuli, dopo non si sono fermate.

Hanno proseguito lungo il confine con l'Iran, procedendo lungo la vallata.

Ieri erano arrivate a soli 7 Km dal confine con l'Armenia, ed oggi hanno completato l'opera prendendo per intero il controllo del confine tra Artsakh e Iran.

Doveva attivarsi un nuovo cessate il fuoco ma anche questo , dopo quello del 10, è stato del tutto ignorato.

La diplomazia russa non demorde, Mosca sta alacremente lavorando per un vertice nella capitale tra il Primo Ministro armeno Pashinyan ed il presidente azero Aliyev.

Il presidente Putin, nell'odierno appuntamento con il grande forum economico di Valdai: “Sul Nagorno Karabakh le nostre posizioni ( parla di Erdogan...) non coincidono: noi crediamo che il mancato accordo per 30 anni non sia un motivo sufficiente per iniziare a sparare”

La Russia sta mantenendo una posizione estremamente equidistante dalle due parti quasi in conflitto, ufficialmente l'Azerbaigian combatte per riconquistare dei territori persi nel 94.

Probabile che riuscirà a ricavare lo spazio sufficiente per arrivare ad un vertice in cui si trovi il tanto atteso accordo per una pace duratura, non un cessate il fuoco temporaneo o addirittura ignorato.

Trattato START

Forse si arriverà ad un accordo per la proroga del trattato START, ricordiamo che si tratta di un accordo teso a limitare e a diminuire il numero di testate nucleari e di missili ICBM.

La prima firma del trattato START avvenne nel 1991 tra Stati Uniti ed URSS, con la successiva firma dello START 2, avvenuta nel 93 ma tra il Presidente UA e quello russo, l'URSS si era dissolta, il primo START venne rinominato aggiungendo l'1.

Seguirono altri accordi discussi come lo START 3 mai firmato, il SORT, siglato a Mosca nel 2002 e infine il New START, che sostituisce tutti i precedenti ma sempre firmato da Russia ed USA, firmato dai Presidenti Medvedev e Obama.

Proprio quest'ultimo scade e deve essere rinnovato.

Su altri fatti di interesse è incentrata la seconda parte del video Sitrep, qui il link per la visione.

https://www.youtube.com/watch?v=2kVPEFbjA5Y&t=531s

Bolivia

Ricorderete bene il colpo di stato seguito alle proteste seguite alla vittoria di Evo Morales alle elezioni presidenziali del 20 ottobre 2019, dal golpe venne insediata la burattina degli USA Jeanine Anez, che si autoproclamò presidente e chiese alle forze armate di arrestare il legittimo presidente Morales che riparò all'estero.

Seguirono violenze sanguinarie contro la popolazione in maggioranza indios che protestavano per il colpo di stato. Ad El Alto un massacro con 10 morti e 500 feriti, la presidente Anez diede la totale immunità all'esercito e alle forze di polizia nel mantenere l'ordine pubblico, non voleva rischiare quello che loro avevano fatto a Morales, con l'atto di firma al decreto 4078, la Anez pensò di aver legittimato i crimini contro l'umanità, ma non è così.

I crimini restano e la popolazione non ha dimenticato.

Dopo un anno le elezioni finalmente giunte, hanno certificato il voto legittimo di un anno fa, permettendo al MAS, Movimiento al Socialismo, una trionfale vitoria al primo turno, al momento le percentuali sono del 54,28 per Luis Arce, candidato socialista e distante 25 punti il suo rivale filoamericano Carlos Mesa.

Jeanine Anez non si presentò nemmeno.

Ora un duro compito spetta al nuovo presidente, riportare il Paese alla normalità democratica devastata in un anno di dittatura golpista.

Riuscire a falcidiare i vertici militari non sarà semplice ma andrà fatto, per non ripetere gli errori di un troppo ingenuo Morales che pensò di non assicurarsi una riforma dell'esercito sull'esempio del Venezuela di Chavez, riforme che hanno garantito al Paese socialista bolivariano di resistere ad un feroce embargo e blocco economico imposto dagli USA e a ripetuti tentativi di colpo di stato sponsorizzati dalla CIA.

Dalle prime battute del prossimo governo boliviano capiremo se Arce sarà un nuovo Chavez o piuttosto un Lenin Moreno...

Teheran

È scaduto l'embargo ONU alle vendite di armi per l'Iran.

Ora Russia e Cina potranno rafforzare le difese del Paese, già oggi molto ben attrezzate.

Non è escluso che anche l'Iran sia interessato all'acquisto di batterie di S400 moderni, per integrare i suoi S300 e i missili di produzione nazionale come i Bavar 373, di produzione iraniana ma derivati dagli S300 russi, o i Khordad 15 missili a medio raggio che pare stiano dando ottima prova nei recenti test della difesa integrata.

L'S400 con i suoi moduli comando e radar dalle particolari caratteristiche, gestione bersagli e rilevamento a distanza anche di velivoli moderni e a bassa rilevabilità, potrebbe garantire loro un salto di qualità necessario per la sicurezza del Paese.

USA

entra nel vivo la corsa alle presidenziali di novembre, con le ultime due settimane a disposizione dei candidati.

Lo scandalo che sta travolgendo Biden con le rivelazioni sul figlio Hunter, rischiano davvero di travolgerne ogni aspirazione di vittoria.

Si sa che gli americani sono molto sensibili alla gestione della cosa pubblica e ciò che emerge dalla famiglia Biden lascia sospettare una diffusa corruzione.

Il silenzio col quale i Media mainstream USA stanno cercando di mettere a tacere i fatti, non basta a impedire che gli elettori ne vengano a conoscenza.

Il tentativo democratico di cercare di rispolverare il complotto russo sulla vicenda ha causato moti i ilarità nei lettori.

Purtroppo già questa primavera abbiamo avuto modo di scrivere come la scelta di Biden avrebbe portato alla rielezione di Trump, e purtroppo non ci siamo sbagliati, a rischio di chiedere venia in seguito temo che anche i sondaggi che danno il Tycoon indietro di 8 punti, come ai tempi di Hillary, siano, alla luce del voto stato per stato, sufficienti a garantire la vittoria di misura per Trump, portando dalla sua alcuni stati chiave dati finora in bilico benché tradizionalmente repubblicani.

L'inchiesta partita dagli articoli pubblicati dal New York Post, che dimostrerebbe l'interesse dell'allora vicepresidente Biden per far ottenere al figlio incarichi molto ben remunerati in Ucraina sfruttando la sua posizione ed incarico pubblico, sarà probabilmente ricordata come la pietra miliare delle elezioni 2020.

Tra circa due ore ci sarà il dibattito finale tra i due candidati presidenti, Kristen Welker sarà la moderatrice con regole ferree per contenere le interruzioni di cui si sono resi responsabili i due nei precedenti incontri.

Vedremo domani come sarà andata la serata per Biden e Trump.

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Usa-Russia: ci sarà una nuova intesa per ridurre le armi nucleari?

 

di MICHELE PETTINATO

La questione relativa alla riduzione degli armamenti nucleare torna preminente nei rapporti tra Stati Uniti e Russia.

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Aree di crisi nel mondo n. 60 del 16-10-2020

 

di STEFANO ORSI

Conflitto in Nagorno Karabakh

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Rapporto Onu: Aumentano gli sfollati per le inondazioni in Africa

 

di MICHELE PETTINATO

E’ drammatico il bilancio fornito dall’Onu sulle inondazioni stagionali in Africa. Secondo il rapporto, il numero delle persone colpite dalle inondazioni è aumentato di sei volte negli ultimi cinque anni con circa 1,5 milioni di sfollati.

In alcune parti della regione si starebbero verificando le piogge più torrenziali del secolo. In tal senso, l’ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha illustrato i dati che mettono in luce la drammaticità dell’emergenza.

Un dato in costante crescita negli ultimi anni. Già dal 2016, più di un milione di persone è stato colpito dalle inondazioni, con abitazioni e attività danneggiate e l’obbligo di cercare un rifugio. Tale cifra, nel 2019 è salita a quattro milioni.

Le alluvioni portano tanta miseria a milioni di sfollati. In tanti Stati del Sudan, si registrano inondazioni record da Luglio e la stessa cosa accade in Etiopia e Sud Sudan. Secondo gli scienziati, l’aumento delle precipitazioni è causato dal riscaldamento dell’Oceano Indiano. Uno studio dell’Università del Texas prevede che il volume delle piogge potrebbe raddoppiare entro la fine di questo secolo.

Fonte foto: Africarivista.it

 

Aree di crisi nel mondo n. 59 del 9-10-2020

 

di STEFANO ORSI

La guerra Azero-Armena del 2020

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Donne di HDP: rovesciamo il governo AKP-MHP

 

Rete Kurdistan Italia

La repressione contro HDP ha lo scopo di inviare un messaggio alle donne che non dovrebbero difendersi o combattere, lo ha affermato il Consiglio delle donne di HDP e ha annunciato che continuerà la sua lotta fino alla caduta del governo turco.

Il Consiglio delle donne del Partito democratico dei popoli (HDP) ha espresso le sue opinioni sulla campagna politica di annientamento del governo turco contro l’opposizione. Ayşe Acar Başaran, la portavoce del Consiglio delle donne HDP è intervenuta alla conferenza stampa presso la sede di HDP ad Ankara e ha affermato quanto segue:

“Cinque giorni fa venti dei nostri colleghi sono stati arrestati a causa delle proteste di Kobanê di sei anni fa. Otto degli arrestati sono donne. Sono ecologiste, accademiche, femministe, alevite e attiviste del movimento femminile e giovanile curdo, in altre parole donne che rappresentano il pluralismo di HDP.

Sei anni fa Kobanê è stata attaccata dai barbari dell’ISIS. I nostri fratelli e sorelle erano state minacciate da un massacro. Il governo dell’AKP aveva insistito nel guardare. Mentre il governo, che ci ritiene oggi responsabili, aveva aperto le frontiere a ISIS e aveva impedito ogni sostegno a Kobane ignorando il dramma dall’altra parte del confine, l’attuale presidente aveva dichiarato che Kobane stava per cadere.

Ora è in corso un’operazione di vendetta contro HDP perché l’ISIS non è riuscita a prendere Kobanê. HDP denuncia tutti i crimini del governo: la sua politica di guerra, la sua misoginia, la sua politica di profitto e distruzione ambientale. Ma HDP non si accontenta di questo; contemporaneamente crea alternative e costruisce una nuova vita. Il governo si sta vendicando dei successi elettorali di HDP negli ultimi anni.

L’attacco a HDP è anche un attacco alla volontà delle donne. Gli attacchi degli ultimi cinque anni sono diretti contro la solidarietà organizzata tra le donne e la lotta di liberazione delle donne, che stiamo conducendo con grande impegno.

Dall’inizio della campagna politica di annientamento, le donne e le forze democratiche hanno protestato contro di essa. Se ne sentono colpiti e alzano la voce per HDP, che si vuole mettere a tacere.Vedono questa operazione come un attacco alle donne che resistono in Rojava, che difendono la Convenzione di Istanbul contro la violenza contro le donne e per la pari rappresentanza, e che si oppongono all’abolizione del sistema di co-presidenza attraverso gli amministratori.

Questi attacchi hanno lo scopo di trasmettere il messaggio che le donne non dovrebbero resistere e lottare. Come HDP, tuttavia, siamo ancora nelle strade e in parlamento, e le femministe e i curdi continuano la loro lotta ovunque. Abbiamo capito il messaggio, ma continueremo a combattere fino a quando questo governo non sarà rovesciato “.

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Aree di crisi nel mondo n. 58 del 2.10.2020

Aree di crisi nel mondo n. 58 del 2.10.2020

 

di STEFANO ORSI

Questa settimana ci occuperemo esclusivamente della guerra in corso tra Azerbaigian e la Repubblica del Artsakh (non riconosciuta) territorio secessionista dall'Azerbaigian secondo il diritto previsto nella URSS di cui facevano parte entrambi, legata all'Artsakh c'è l'Armenia che difende la repubblica secessionista in quanto abitata in gran parte da armeni.

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