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Scalpore per una nuova dichiarazione della ministra delle donne brasiliana

Scalpore per una nuova dichiarazione della ministra delle donne brasiliana

Rete Solidarietà Boliviana

#Brasile Una nuova dichiarazione della ministra delle donne brasiliana, Damares Alves, ha suscitato ancora una volta scalpore. Questa volta, il capo del Ministero delle donne, della Famiglia e dei Diritti Umani ha affermato che "all'interno della concezione cristiana" le donne devono essere sottomesse agli uomini nel matrimonio.

"Nella mia concezione cristiana, la donna, nel matrimonio è sottomessa all'uomo e questa è una questione di fede", è stata la dichiarazione del ministro alla Camera dei Deputati.

Interrogata da una deputata sul fatto che le donne dovrebbero essere sottomesse agli uomini, Aves, che è anche pastore evangelico, ha spiegato che "nella dottrina cristiana, nella Chiesa" si intende che nel matrimonio "l'uomo è il lider."

"Ciò non significa che tutte le donne devono essere sottomesse e abbassare la testa di fronte ai modelli (di comportamento), all'aggressore e agli uomini che sono lì", ha detto.

Indignazione nelle reti sociali

Gli utenti già espressero la loro indignazione per le dichiarazioni della ministra nel febbraio scorso che occuparono le prime pagine della stampa nazionale in cui dichiarava che per il Brasile si apriva una "nuova era" in cui "i maschietto si sarebbero vestiti di azzurro e le femminucce di rosa".

Il ministro risponde

Di fronte alle critiche, il ministro si è difeso in un tweet. "È una questione di libertà religiosa, garantita dalla Costituzione, non credere alle bugie dette riguardo a questo tema. La donna vittima della violenza non dovrebbe mai essere sottomessa, dovrebbe denunciare il suo aggressore", ha detto.

Da quando ha ricoperto l'incarico, Aves è stata protagonista di numerosi scandali. All'inizio di febbraio uno dei media l'ha accusata di aver rapito la figlia adottiva e, un altro, di mentire sui suoi titoli accademici.

https://actualidad.rt.com/…/312042-ministra-brasil-mujeres-…


 

 

Bollettino n. 162 del 18-4-2019

 


di STEFANO ORSI

Situazione operativa sui fronti siriani del 18-4-2019

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Dichiarazione per la stampa delle e degli internazionalisti in sciopero della fame

 


Rete Kurdistan Italia

Per iniziare vogliamo cogliere l’occasione per rivolgere qualche parola a coloro che sono in sciopero della fame nelle carceri della tortura turche, a Leyla Güven, Nasır Yağız, Yüksel Koç, Selma Irmak, Şiyar Xeli e tutte e tutti gli altri. Avete alzato la vostra voce nella resistenza e noi vi abbiamo ascoltati. Oggi ci troviamo qui con profonda solidarietà e rispetto. La vostra lotta è anche la nostra e siamo al vostro fianco.

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Felicità per il ritrovamento attraverso il DNA della 129esima figlia di desaparecidos

Rete Solidarietà Boliviana

Lei potrà incontrare suo padre e i suoi fratelli


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IHD: Ci sono 743 bambini con le loro madri in carcere

 


Rete Kurdistan Italia

La Commmisione minori di IHD di Diyarbakir ha sottolineato che lo Stato turco ha violato i trattati internazionali e ha affermato: “ Ci sono almeno 743 bambini con le loro madri in carcere”.

La Commissione minori dell’Asociazione dei diritti umani (IHD) di Diyarbak ha rilasciato una dichiarazione scritta sui bambini costretti a vivere in carcere con le loro madri. La dichiarazione afferma che lo Stato di Emergenza è ufficialmente finito, ma continua a tutti gli effetti, e che sta lasciando segni profondi sulla vita dei bambini che saranno molto difficili da recuperare.

“ Ci sono almeno 743 bambini determinati ad oggi in Turchia che sono stati costretti a vivere dentro le carceri con le loro madri”, afferma la dichiarazione che prosegue:

L’AKP non riconosce gli ordini dei tribunali

“Una donna di nome Sukran Irge, che si trova nel carcere chiuso di tipo E di Diyarbakir insieme ai suoi due bambini, aveva fatto ricorso alla Corte Costituzionale che aveva accettato l’appello della madre il 28.06.2016, e aveva dato un messaggio al governo che doveva adottare provvedimenti legali in materia. Ma decine di bambini continuano a vivere in carcere in condizioni malsane insieme alle loro madri.”

La bambina malata Avasin Usanmaz in carcere

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Situazione operativa sui fronti libici del 12-4-2019

 


di STEFANO ORSI

Propongo in questo articolo, tutti i passaggi della crisi libica a partire dal 4 giorno in cui ho iniziato a seguire questa offensiva ancora in corso.

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Chicago: Lori Lighfoot è la prima donna sindaca afroamericana

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A Chigago, arriva il primo sindaco donna afroamericana e gay. Lori Lighfoot si appresta a diventare Sindaca della terza città più popolosa d’America.

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Le Mni della Cia nella mancanza del servizio elettrico in Venezuela

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Un memorandum filtrato da WikiLeaks nel settembre del 2010 pone in evidenza le impronte della CIA nella mancanza del servizio elettrico nazionale del Venezuela.

 

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