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Home Inchiesta Inchiesta Situazione operativa sui fronti siriani del 27-10-2017

Situazione operativa sui fronti siriani del 27-10-2017

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di STEFANO ORSI

Appuntamento settimanale per fare il punto sulla situazione dei fronti siriani dopo i fatti descritti nella sitrep del 20 C.M. Ora vediamo nel dettaglio i fronti attivi al momento, non disdegnando di allargare lo sguardo al vicino Iraq.


Aggiornamento flash dai fronti siriani del 22-10-2017

Se ancora qualche sprovveduto avesse nutrito qualche dubbio su quale fosse la reale natura e compito delle SDF-YPG in Siria , oggi ne riceverebbe l'ultimo tassello mancante al puzzle delle mosse che passo dopo passo hanno potuto chiarire a cosa servano realmente e quale sia il loro compito in Siria.
Poche ore fa le SDF hanno annunciato che, a seguito dell'accordo di resa e trasferimento delle milizie tribali che avevano in custodia le installazioni petrolifere siriane di OMAR, che da sole contano l'80% delle estrazioni in Siria, sotto la bandiera delle SDF, come già altre hanno fatto passando dall'ISIS direttamente e apertamente a combattere con e per gli Statunitensi, ora anche queste ultime passano armi e bagagli sotto il comando americano, dico direttamente perché , come abbiamo ampiamente evidenziato, moltissime scelte dei comandi ISIS manifestavano in maniera inequivocabile che esistessero solo in funzione anti siriana e non a favore e per un reale Califfato, la genesi e la crescita di ISIS sembrano intrinsecamente legate agli interessi della politica statunitense in medio Oriente e il passaggio che si è consumato tra ieri ed oggi non è che l'ultimo passaggio che ancora mancava a completare questo disegno.

Dopo la conquista di Mayadin , il passaggio di una testa di ponte siriana oltre l'Eufrate in attesa del ripristino del ponte sul fiume, ecco che di colpo, dopo aver finto di prendere in considerazione una restituzione dei campi di estrazione del gas , mossa consumata pochi giorni fa ricevendo una delegazione russo siriana che ne ha ispezionato la struttura, oggi senza colpo ferire, come già hanno fatto in precedenza in occasione di ogni avanzata YPG-SDF, le milizie del califfato, non solo non combattono, non solo non si ritirano, ma si trasferiscono direttamente sotto il loro controllo cambiando semplicemente la bandiera sui loro mezzi, sostituendo il drappo nero del Levante e dell'Oriente con la bandiera giallo verde dei curdi e delle SDF a formare un color vomito che provoca conati in ogni persona che ne comprenda la reale infima natura, ci troviamo di fronte ad una manifestazione del male assoluto, una manifestazione di quel "Patto col Diavolo" che tanto bene ha descritto Fulvio Scaglione nel suo libro ( consiglio sempre a tutti di leggerlo in quanto prezioso documento di ricostruzione storica e documentale della attuale situazione in medio oriente), Purtroppo oggi, l'atto di occupazione di questi pozzi petroliferi, è da leggere come una Dichiarazione di guerra delle SDF-YPG alla Siria, e non potrà che essere seguita forse ora, forse in seguito alla distruzione totale del Califfato residuale, i combattenti stranieri, infatti non seguono le mosse delle tribù locali, essi hanno seguito il martirio a Mosul, e a Raqqa si sono arruolati bevendosi in toto la propaganda permessa e consentita dai servizi occidentali per anni, poco importa che poi commettano attentati nei Paesi di provenienza, poco importa ai burattinai se cittadini inermi finiscano massacrati dai loro sgherri, è ben poca cosa nei loro disegni e rispetto all'importanza che danno alla realizzazione dei loro piani.", a breve la Siria dovrà combattere un nemico più pericoloso dell'ISIS, non perché meglio armato o addestrato, no, ma perché supportato da una finta immagine di forza di pace, immagine imposta dai media occidentali attraverso uno spietato marketing, che ci ha propinato le foto delle soldatesse, sempre carine e ben truccate anche in quella che ci mostravano come prima linea di combattimento, pericoloso perché nuovamente coperto dai media e nascosto nella sua reale natura criminale e terroristica, esattamente come lo fu l'ISIS della prima ora, o in parte la stessa Al Qaeda ancora oggi. Pericoloso e mortale in quanto vedrà il pieno supporto della coalizione occidentale, che è riuscita e rigenerare gli orchetti ISIS e spostarli sotto un altro "brand" per poter proseguire la sua missione di demolizione della Siria e del Medio Oriente.

Questo non potrà essere ne tollerato ne accettato. La guerra ormai è certo, proseguirà nei prossimi mesi ed anni, e prenderà nuovamente una piega incerta tutta la regione, proprio ora che poteva essere vicina al ripristino della pace e della sovranità della Siria sul suo territorio.
Le forze esterne che agiscono per tramite dei terroristi ancora non sono sazie di morte e distruzione, vogliono ancora sangue e purtroppo lo avranno.

Che i martiri per la pace in Siria possano dare la forza e la saggezza all'Esercito Arabo Siriano di vincere questa difficile guerra che nuovamente si presenta alle porte di Deir Ezzour, e possa la vittoria sorridergli sempre.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 23_10-2017


Saliente desertico di Suknah

La base T2 risulta essere sotto controllo di fuoco dell'esercito siriano , si spera che finalmente si siano decisi a conquistarla dopo tanto tergiversare inutile.

Prendere la stazione T2 significa aprirsi la via del deserto verso Abu Kamal.Dal lato iracheno, dovrebbero avanzare in maniera coordinata le forze irachene che hanno raggiunto la linea di quelle siriane lungo il confine.

Fronte di Mayadin

Le truppe siriane proseguono la loro avanzata lungo il fiume Eufrate in direzione sud da ambo le sponde del fiume. Al Momento non si stanno occupando delle truppe SDF-YPG che hanno occupato ieri, senza colpo ferire una parte dei pozzi di petrolio Omar, si la notizia era corretta.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 26-10-2017

Fronti siriano ed iracheno


Come avevamo annunciato nella sitrep ultima scorsa, sta avvenendo l'attacco parallelo sui fronti siriano e iracheno contemporaneamente.

Il fronte iracheno sta collassando a sud di Al Qaim roccaforte sunnita dell'ISIS, e l'esercito siriano è finalmente riuscito a liberare la stazione T2 ora può avanzare nel deserto verso Al Abukamal, nel farlo , come potete osservare in mappa, troverà il fianco destro coperto dall'avanzata degli iracheni e potrà avvicinarsi con decisione alla roccaforte ISIS pesantemente difesa di Al Abukamal, ultimo baluardo ISIS in Siria, attualmente, capitale del Califfato.

Questa manovra a tenaglia, impedisce all'ISIS di movimentare truppe tra i due fronti in quanto impegnati su tutti a tempo, inoltre dovrebbe provocare l'immediato collasso del saliente di Al Suknah, in quanto le truppe residuali ISIS dovrebbero essere immediatamente richiamate al fine di potenziare le difese della capitale. Vedremo se invece i comandi Daesh riusciranno ad inventarsi qualcos'altro per impedire l'avanzata delle truppe siriane a vantaggio dei curdi e delle SDF.

Non è da escludere che siano iniziate pesanti defezioni tra le milizie del Daesh.
Fronte di Deir Ezzour

Tra ieri ed oggi l'esercito siriano, guidato dalle Unità Tigre, ha conquistato diverse posizioni all'interno della città occupata dall'ISiS diversi quartieri sono stati liberati e tutta la Saker-island è stata occupata dalle forze siriane. L'offensiva è ancora in corso e credo che terminerà solo con la completa liberazione della città martire. Manu militari, o con la resa dei miliziani.

https://www.youtube.com/watch?v=s5bGsgP6dXo

https://www.youtube.com/watch?v=zXp_FJzvgz0

27-10-2017

Fronte di Itriyah

Le forze armate siriane stanno portando avanti un'offensiva che sta costringendo all'arretramento sia ISIS che Al Qaeda, nelle settimane scorse avevamo osservato la disintegrazione della sacca di Hama-Homs e la fuoriuscita di miliziani attraverso un varco verso un settore a sud di Itriyah, dove c'è una imporante arteria per i rifornimeni di Aleppo, sebbene ora non più vitale. I miliziani ISIS da queste posizioni hanno attaccato Al Qaeda, nelle vicina sacca di Idlib, dove contavano di trovare basi e materiale per proseguire la lotta o almeno assicurarsi la sopravvivenza. Non è andata così. Dapprima la loro azione ha colto impreparate le schiere numerose delle milizie qaediste, poi si sono riorganizzate e sono arrivati rinforzi per la controffensiva, che ha subito messo in difficoltà ciò che restava del Daesh in questo settore. Da due giorni invece l'esercito siriano ha attaccato, dapprima è stata eliminata ogni traccia di miliziani a sud di Itriyah, poi hanno attaccato direttamente la sacca di Idlib.

La 3° Divisione guida l'offensiva e diversi villaggi sono già stati liberati, scopo di questa iniziativa, mettere in maggiore sicurezza la strada ed iniziare a contrarre il territorio in mano di Al Qaeda.

Fronte di Omar, i pozzi della discordia

Nella videositrep precedente purtroppo, ci sbagliammo per ottimismo, ritenendo credibili le notizie di ispezioni russo siriane nei campi di estrazione gas vicini a Deir Ezzour, purtroppo come avete potuto leggere i curdi YPG affiancati dalle truppe mercenarie SDF, si sono impadronite senza colpo ferire dei campi di estrazione petrolifera di Omar che costituiscono l'80% delle risorse di idrocarburi siriane. Questa situazione si sta ulteriormente sviluppando, infatti man mano che le truppe siriane si muovono in direzione di Abukamal, le forze YPG-SDF , senpre senza alcuna notizia di battaglie, occupa altro territorio siriano ad est del fiume Eufrate, come ha fatto oggi. Purtroppo tutto ciò preclude a pessimi scenari per il futuro. Non possiamo ormai parlare di liberazione, quando diamo la notizia di nuovi territori sottratti ad ISIS da queste milizie, ma molto semplicemente , dovremo indicarle come nuova OCCUPAZIONE. Raqqa in questo senso , non diremo più che sia stata liberata, ma distrutta ed occupata da nuove forze nemiche della Siria e che purtroppo al termine della campagna contro ISIS, dovranno essere trattate come tale, dapprima con contatti diplomatici per chiederne l'immediato ritiro dai territori occupati ed il riconoscimento su di essi, da parte loro, della piena sovranità siriana, se tutto ciò non troverà immediato riscontro positivo, la guerrà proseguirà contro questo nemico che gode non solo degli aiuti militari certi e dichiarati della coalizione occidentale, ma anche del pieno appoggio di tutti i media occidentali, cosa che garantirà il necessario supporto mediatico ai nuovi begnamini per gli orfani dei terroristi del Daesh, una volta visti come ribelli contro il "regime" di Assad, poi ma solo dopo evidenti ed abnormi massacri, come terroristi, e orfani anche di Al Qaeda, ormai sempre più scopertamente sanguinaria e terrorista, nonostante il loro elaborato alter ego mediatico noto come White Helmets tanto idolatrati in occidente. A supporto di quanto affermo, basta vedere come sia stato trattato il combattente italiano aggregato alle YPG-SDF che è rientrato in italia, trattato come eroe, mentre i combattenti italiani che hanno militato tra i partigiani del Dombass vengano additati come mercenari e terroristi, trattamento simile a quello delle due ragazze Vanessa e Greta, sostenitrici di Al Qaeda che invece di essere processate, vennero accolte come eroine. Dopo pochi anni invece ben differente sorte toccò a Lara Bombonati, accusata di terrorismo ed arrestata, i media dissero che fosse legata ad al Califfato, mentre si scoprì che fosse legata proprio alla medesima Al Qaeda presso cui soggiornavano Greta e Vanessa che poi ne sarebbero state rapite. Strani destini i loro secondo i media nostrani , una persona può divenire eroe o terrorista a seconda della convenienza mediatica del momento pur trovandosi nelle medesime condizioni.