Il SudEst

Monday
Nov 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Inchiesta Inchiesta Caso Regeni: I silenzi e le omissioni della Professoressa di Cambridge

Caso Regeni: I silenzi e le omissioni della Professoressa di Cambridge

Email Stampa PDF

di MICHELE PETTINATO

La vicenda di Giulio Regeni si arricchisce di un nuovo e triste capitolo.

 

La procura di Roma, infatti, ha inoltrato la richiesta di rogatoria alle autorità inglesi chiedendo di interrogare Maha Abdel Rahman, la professoressa che sapeva dei rischi che Regeni stava correndo con la sua ricerca.

Secondo un’inchiesta di “Repubblica”, la professoressa avrebbe omesso diverse circostanze sul suo rapporto con Giulio Regeni. Tutto questo, grazie indagini approfondite su conversazioni Skype ed email. Gli inquirenti stanno indagando sui silenzi dell’Università di Cambridge chiedendo che la professoressa venga interrogata. La docente, già ascoltata all’indomani dell’uccisione di Regeni, aveva omesso di aver incontrato lo studente al Cairo dopo Natale. Più in particolare, la professoressa, netta oppositrice del regime militare, avrebbe proposto a Regeni una ricerca sul sindacato dei venditori ambulanti, invaso da informatori dei servizi di sicurezza. Le accuse per lei sono quelle di non aver preso nessuna contromisura a difesa del ragazzo, iniziative che avrebbero potuto prendere forma in un rientro, con la sospensione temporanea della ricerca o con una segnalazione al consolato.

Contro di lei, le accuse del generale Mario Mori, ex comandante dei Ros e direttore del Sisde, che accusa la docente di aver mandato allo sbaraglio il ricercatore in un contesto pericolosissimo. Regeni, infatti, svolgeva un compito assegnato dall’Università ed era in perfetta buona fede ma la sua docente, certamente ostile al regime attualmente operante in Egitto avrebbe avuto tutto l’interesse a scandagliare la situazione egiziana. Pur consapevoli dei rischi che il giovane italiano avrebbe potuto incontrare, non lo hanno convinto a ritornare immediatamente a Cambridge.

L’accusa coinvolge anche i servizi inglesi per il fatto di aver utilizzato delle tecniche  proprie dell’intelligence inglese, che si avvale di questi ricercatori, imprenditori, industriali, turisti, per svolgere attività di ricerca all’estero, tutto sommato, praticamente a costo zero.