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di MICHELE PETTINATO

In Iran venga salvaguardato il diritto a protestare pacificamente


Continuano senza sosta le proteste in Iran contro il carovita e contro le autorità. Anche nella notte scorsa, si sono verificate violenze che hanno causato la morte di altri nove manifestanti, e con il numero delle vittime arrivato a 23.

A dare forza alle proteste, secondo la Guida suprema ayatollah Ali Khamenei che è intervenuto per la prima volta dall'inizio delle manifestazioni, sono i "nemici dell'Iran, che hanno rafforzato l'alleanza per colpire le istituzioni" della Repubblica islamica. “Il loro obiettivo è quello di usare strumenti come, denaro, armi, politica e spionaggio per creare disordini", ha affermato Khamenei pur senza citare alcun Paese straniero in particolare. Il vicegovernatore per la sicurezza a Teheran ha comunicato che sono 450 le persone arrestate negli ultimi tre giorni. L’UE intanto esprime preoccupazione. “Stiamo seguendo da vicino le dimostrazioni in corso in Iran” ha ribadito l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, mettendo in luce bisogna salvaguardare il diritto a manifestare pacificamente in quanto si tratta  di diritti fondamentali che si applicano a ogni Paese, e l'Iran non fa eccezione". "Ci si astenga dalla violenza anche perché l’UE continuerà a monitorare la situazione".

Anche Donald Trump si è espresso contro il regime iraniano. Immediata la risposta del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghassemi secondo cui Trump dovrebbe concentrarsi sugli omicidi quotidiani in scontri armati negli Usa, sui milioni di senzatetto e di gente affamata nel suo Paese". Gli Stati Uniti, che stanno inoltre pensando a sanzioni per colpire direttamente i Pasdaran, hanno intimato al governo iraniano di mettere fine al blocco di Instagram e di altri popolari social media. E si apprestano a chiedere una riunione d'emergenza alle Nazioni Unite.