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Corea: dallo sport, un contributo alla distensione

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di FABRIZIO MANETTI

Correva l'anno 1971 e la Nazionale Statunitense di tennis da tavolo, impegnata in un torneo in Giappone, riceve l'invito dell'omologa formazione Cinese l'invito a recarsi in Cina per un giro d'incontri e per visitare il Paese.

 

La cosa può sembrare banale se non che le relazioni diplomatiche fra i due Stati erano bloccate da anni.

L'invito venne accolto ed un anno dopo, nel 1972 è l'anno della svolta con una delegazione comprendente il Presidente allora in carica Richard Nixon che rompendo il ghiaccio si reca in  Cina accolta con tutti gli onori dal Presidente Mao. Visto l'antefatto tutti nel mondo parlarono di politica del "ping pong".

Sono passati quarantasette anni e l'aiuto dello sport alla politica internazionale conosce proprio in questi giorni, una nuova pagina che si spera dia risultati positivi.

Lo scenario di questo nuovo intreccio sport politica non è molto distante dalla Cina.

Si tratta infatti della Corea o meglio delle due Coree che tanto hanno fatto tremare il mondo per tutto il decorso anno 2017.

Ma andiamo per ordine.

La Corea è una penisola che si estende ad oriente per circa 220.750 kmq. Conquistata dai Giapponesi nel 1910 dopo la sconfitta del Giappone nel 1945 venne divisa in due zone d'influenza ed occupazione: a nord del 38 parallelo dai sovietici Ad a sud del 38 parallelo dagli Stati Uniti dando vita nel 1948 a due nazioni distinte e separate con sistemi politici ed economici contrapposti.

Le tensioni mai sopite con la divisione emersero in tutta la loro tragicità nel 1950 con lo scoppio di una guerra che ebbe fine solo nel 1953 con il riconoscimento del 38 parallelo come confine fra due Repubbliche divise fra l'influenza degli Stati Uniti (sud) e dell'Unione Sovietica (nord) secondo i canoni della guerra fredda e con l'istituzione di una dittatura di tipo comunista nel nord ed una repubblica di tipo capitalista nel sud.

Anche con questa ufficializzazione della divisione le tensioni non si allentarono sino a giungere a quelle dei nostri giorni con un crescendo che ha i suoi albori nel 2013 quando il dittatore nord coreano Kim Jong-un ha proclamato lo stato di guerra con la Corea del Sud e palesato propositi bellici contro gli stessi Stati Uniti.

La situazione peggiora nel corso del 2017 con l'elezione di Trump alla Casa Bianca.

Il neo eletto Presidente dà infatti vita ad un duello verbale e psicologico con l'omologo nord coreano Kim ad un duello che sale di tono di giorno in giorno tanto che lo stesso Pontefice deve confessare la sua preoccupazione per quanto sta avvenendo nella regione asiatica nel corso di un suo intervento domenicale.

Tutto sembra volgere per il peggio quando nei primi giorni di questo mese arriva la schiarita grazie allo sport.

Infatti viene annunciato che il prossimo 9 Febbraio le due Coree sfileranno sotto un'unica bandiera alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali in programma in Corea del Sud dal 9 al 25 Febbraio 2018.

Non so se la montagna partorirà il topolino, ma è certo che questo episodio potrebbe aprire degli scenari di pace inattesi quanto sperati dal mondo intero.