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Situazione operativa sui fronti siriani del 9-2-2018

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di STEFANO ORSI

Terminato il Congresso per la pace in Siria procede la situazione di grande confusione sotto i cieli di Damasco.


L'intervento turco di cui ancora non si comprendono le reali mire, la difficoltà crescente delle forze curde nel contenere le milizie jihadiste, l'arrivo in zona Idlib di colonne di militari  turchi, l'atteggiamento aggressivo degli USA nell'est della Siria che aggrediscono le truppe siriane impegnate nel combattere l'ISIS, fatto accaduto già in passato, i continui attacchi con missili da parte di Israele, lasciano presumere che quello che appariva come un momento favorevole per la conclusione del conflitto, si sta rivelando per ciò che temendolo, avevamo denunciato già a partire da questa estate anche nelle nostre video sitrep che potete trovare a questo indirizzo: https://www.youtube.com/channel/UClUH-0YUMxi9PqB88eSHv8Q

Vi segnalo subito lo scambio di idee con la giornalista di Pandora Tv Leni Remedios a questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=wcvC3_pvcSI

in cui parliamo delle prospettive in evoluzione in Siria e intorno, nel Medio Oriente.

Oggi, come siamo soliti fare, inserirò gli aggiornamenti già pubblicati sulla pagina social media e in seguito  affronteremo gli ultimi aggiornamenti, abbattimento Su25 russo, turchi in Afrin,sacca ISIS e Attacco USA contro forze siriane a Deir Ezzour.

Iniziamo con gli aggiornamenti dei giorni scorsi.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 6-2-2018

Nord est di Hama
sacca ISIS
Procede spedita l'offensiva siriana dedicata all'eliminazione della sacca ISIS formata dai fuoriusciti della fu sacca di Hama-Homs.
L'attacco partito due giorni fa da tre direzioni, sta dando immediatamente frutti tangibili.
Come potete osservare, da stamattina sono già evidenti i progressi, tra la fase uno e la due è passato un solo giorno ma evidenzia come le Unità Tigre stiano conducendo al meglio questa campagna di semplificazione dei fronti.
Per poter procedere nella provincia di Idlib, le forze armate siriane SAA devono infatti mettere al sicuro le retrovie, e al contempo liberare tutte le truppe che si possono liberare, imperativo dunque togliere di mezzo ogni sacca di resistenza dalle retrovie,che distoglierebbe truppe e risorse di mezzi dalla prima linea.
Abbattimento SU-25 russo
Abbattuto, durante una missione di attacco contro le milizie jihadiste, un caccia russo SU25.
Sono passati ormai tre giorni dall'abbattimento ed il corpo è già stato restituito, Faylaq al sham, la milizia che avrebbe abbattuto il caccia bombardiere con un missile Manpad,probabilmente un IGLA, ha consegnato il corpo alle forze armate turche più vicine che lo hanno fatto rimpatriare in Russia, un evidente segno di intervento diretto da parte turca per mediare, un atto nobile in una guerra sporca.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 7-2-2018

Procedono i combattimenti su diversi fronti.
I principali al momento sono quelli del settore di Afrin e due distinti a cavallo delle province di Idlib-Hama e Aleppo.

Iniziamo oggi parlando di Afrin
Come da programma, nonostante una resistenza coraggiosa e tenace, da parte curda, le truppe a guida turca, formazioni jihadiste, affiancate da esercito turco ed aviazione, avanzano ogni giorno un po', non sembrano ancora sicuri delle loro manovre ed in grado di sfruttare al meglio il maggior potere di fuoco a loro disposizione, questo per la poca esperienza sul campo dei comandi turchi , raramente impiegati in maniera diretta nei combattimenti, inoltre col tempo le motivazioni dei miliziani pare siano calate, comunque si stanno adattando alla guerra difensiva dell'YPG che non si lancia quasi mai in attacchi limitandosi a contenere e talvolta a punzecchiare.
Oggi ad esempio l'esercito turco con milizie di terra, ha conquistato tre cime e altri tre villaggi sono passati di mano.
L'aviazione procede nel suo lavoro e con le settimane questo lavoro costante darà i suoi frutti.
Interessante notare come le forze jihadiste, messe in difficoltà dalla resistenza curda, abbiano denunciato attacchi chimici da parte curda mediante granate come vettori del gas, ancora più interessante notare come nessun organo di stampa mainstream abbia ricevuto ordine di far partire una campagna di denuncia per tale presunto uso, quando capitato durante degli scontri con l'esercito siriano non mi pare vi sia stato tale disinteresse....

Idlib
Ancora protagonisti i Turchi che si stanno insediando nella provincia di Idlib quasi a volersi frapporre tra le forze siriane e i territori degli jihadisti che loro stessi hanno chiamato a combattere nel nord.
Stanno occupando, al momento una importante base militare, per elicotteri dell'SAA che gli jihadisti occuparono 4 anni fa, la base di Taftanaz ad est di Idlib e a ridosso della sacca assediata di Fuah.
Ricordiamo che un contingente si è anche insediato nei pressi di El Eiss a ridosso della linea di contatto del sud di Aleppo, dove oggi non sono mancati scontri a fuoco e tiri di artiglieria.
Più a sud ha avuto luogo una importante offensiva jihadista, tesa a raggiungere Abu ad Duhur,l'offensiva si è svolta lungo una delle strade principali che portano in città dalle linee dei terroristi di Al Qaeda.
l'esercito siriano ha risposto per le rime infliggendo pesanti perdite ai terroristi, sia in materiali che in miliziani.
Dobbiamo notare un cambiamento nella conduzione di questa offensiva che dura ormai da due giorni, avviene infatti su un settore di territorio vasto, e gli attacchi si alternano in luoghi differenti , questo fatto significa che , a differenza di prima, gli jihadisti non si pongano un obbiettivo chiaro a tutti e attacchino in massa fino al suo ottenimento , come ad Aleppo per esempio. Qui l'impressione è che , al contrario, non abbiano altro obbiettivo che la ricerca di un punto debole nello schieramento siriano per individuarlo e farvi breccia, significativo cambiamento, non hanno più le risorse di un anno o due fa, e devono modificare le loro tattiche di conseguenza.

Sacca ISIS a nord est di Hama

Procede a vele spiegate la demolizione di questa sacca, credo sarebbe bastato loro starsene tranquilli e non andare ad infastidire le operazioni SAA, invece settimane or sono tentarono di occupare alcuni villaggi liberati già dalle SAA, come Saraa, ad esempio, per cui ora le attenzioni dell'esercito , guidato dalle Unità Tigre sta facilmente avendo la meglio di questi 800-1000 jihadisti ISIS chiusi in una sacca desertica che nulla offre per difendersi.
Nelle mappe potete apprezzare l'avanzata da ieri ( postate le mappe nell'aggiornamento di ieri )

9-2-2018

Sacca ISIS ad nord est di Hama

Le forze armate siriane hanno completato l'eliminazione della sacca formatasi tempo fa dolo la distruzione di quella di Hama-Homs sita poco più a sud, in quella occasione circa 1000 miliziani erano fuggiti a nord formando la suddetta sacca, anche ora questi sguscianti jihadisti hanno eluso le maglie dell'assedio e si sono proiettati tra le linee di Al Qaeda, colpendo gli altri terroristi antagonisti, con mirabile violenza tanto da provocarne la fuga dalle prime postazioni difensive.

I villaggi di cui hanno preso l controllo per ora sono Luwaibidah, Mushayrifah e Umm al Khalakil, anche qui ricercheranno risorse e mezzi per garantirsi la sopravvivenza e capacità di combattere come fatto in precedenza.

Forze turche in Siria,

Afrin procede la violenta campagna turca nella enclave dei curdi in Siria, oggi hanno conquistato diversi villaggi e montagne strategiche, e questo lo hanno fatto non su un solo fronte dei 7 dei 9 fronti attivi nella avanzata , segno che stiano prendendo le misure delle difese curde, che passate le prime linee difensive, come anche per i terroristi in Idlib , analizzati in precedenza, le linee secondarie siano meno difendibili rispetto alle fortificazioni del primo fronte difensivo, i bombardamenti aerei dell'aviazione turca sono ripresi oggi su tutto il settore , dopo due giorni di sosta.

Le perdite di mezzi turche ci sono , i curdi sono armati con numerosi sistemi anticarro e li sanno usare, ma i turchi hanno tali disponibilità di mezzi da poter ben reggerne la perdita.

La partita si fa via via più difficile per i curdi che ancora sperano in qualche miracolo invece di riconoscere , in tutto il paese, di essere stati ingannati da false promesse da parte americana e che il loro futuro di pace si può avere solamente nella democratica Siria di Assad e della Costituzione repubblicana che riconosce e tutela tutte le minoranze etniche presenti nel Paese.

Contemporaneamente è in atto un ridispiegamento delle forze turche lungo la linea di contatto del fronte. Unità turche sono state segnalate a Tel Eiss, presso la base di Taftanaz nei pressi di Idlib, e ora anche a Tel Sultan, località che avevamo più volte indicato come strategica per proseguire alla volta di Saraqib, e la loro presenza qui ci da implicitamente ragione.

Chiaramente lo schieramento turco indica una contropartita in cambio del grande supporto che gli jihadisti stanno garantendo in funzione anti-curda, con buona pace dei radical-chic italici che si ostinano a dipingerli come forze democratiche in Siria, allucinante che ancora si dia spazio e credito anche agli Elmetti bianchi, “white Helmets”, che mille indizi dimostrano essere legati ad Al qaeda.

Forze USA occupanti parte della Siria.

L'altro ieri è avvenuto un altro attacco contro le truppe siriane nella provincia di Deir Ezzour.

Il luogo è la riva est del fiume dove le forze siriane sono a diretto contatto con i tagliagole delle SDF al soldo americano, qui è nato uno scontro a fuoco molto violento, forse per un maldestro tentativo delle milizie siriane di prendere il controllo di una installazione petrolifera.

Qui erano illegalmente presenti unità statunitensi che hanno immediatamente richiesto l'intervento dell'aviazione, che è arrivata.

Ho letto che abbiano partecipato diversi caccia bombardieri , una cannoniera volante C-130 e un paio di elicotteri apache, non abbiamo purtroppo conferme certe delle vittime stimate tra le 25 e le 100 a seconda delle fonti.

Il fatto però ci dice due cose, il primo è che si sia trattato non di un incidente ma di uno scontro ricercato per provocare una risposta USA, risposta che è arrivata fornendo molteplici dati, unità utilizzate, mezzi impiegati, basi di provenienza,tempi di reazione, presenza di forze usa sul terreno, entità di fuoco della risposta, e capacità di interdizione. Dati preziosi sia per i siriani che ancora di più per i russi.

Seconda cosa, le modalità della risposta USA ci fanno capire come abbiano voluto dare una prova di forza, prova che si rende necessaria quando in realtà si sappia di essere in difficoltà , per motivi che non conosciamo, ma che possiamo immaginare, gli USA temono di perdere il credito presso i loro alleati in Siria.

In realtà hanno sbagliato, i siriani credo abbiano dimostrato, principalmente ai curdi, che gli USA difendano e siano pronti a difendere soltanto se stessi ed i loro diretti interessi, e lasceranno i Curdi al loro destino se chiamati a scegliere tra loro e gli interessi USA, parlo della Turchia ovviamente.

Non credo che i curdi, i loro capi, riusciranno ancora a lungo a mascherare questo evidente fattore, la moria di miliziani curdi in Afrin supera ormai il migliaio di caduti ed è destinato ad aumentare notevolmente, perché la forza dimostrata nella resistenza indica che i timori turchi fossero fondati e che gli USA avessero veramente fornito loro armi e addestramento ritenuti pericolosi per la Turchia, il dado è stato tratto e la guerra evolve velocemente verso una nuova fase di cui stiamo solo osservando gli albori.