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Situazione operativa sui fronti siriani del 8-3-2018

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di STEFANO ORSI

Bollettino n. 139 del 8-3-2018

Ci troviamo ad un punto cruciale di queste settimane di guerra in Siria,la battaglia per Afrin sta mostrando un triste epilogo per le milizie curde, che rifiutando l'aiuto siriano, non accettarono infatti le buone condizioni offerte subito dal governo, per tornare sotto la bandiera Siria, consegna delle armi , inquadramento sotto comando siriano delle milizie YPG, trasformandole in NDF, riservisti sotto comando siriano, e passaggio del governo locale alle autorità siriane, il tutto per togliere ogni alibi ai turchi e portarli ad una desistenza dalla guerra.

In questi giorni abbiamo visto molti miliziani siriani correre in aiuto delle forze curde, con le bandiere siriane sono stati accolti come eroi in Afrin, si sono portati presso cittadine che rischiavano di cadere, hanno combattuto e sono morti al fianco dei fratelli curdi-siriani, ci chiediamo cosa abbia spinto i comandi curdi nella loro ottusa testardaggine, che tante vite è costata, le cittadine periferiche sono cadute una dopo l'altra, l'ultima oggi, Jandaris, momenti fa è stata completamente occupata dalle FSA forze terroristiche composte da miliziani jihadisti, al soldo della Turchia, le stesse che occupavano Aleppo est, e che occupano ancora diverse città nella sacca del Ghouta est.

Ora le forze filoturche si trovano, da nord a meno di 5 Km dalla periferia di Afrin, da sud invece a circa 8 Km dalla periferia di Afrin.

La popolazione sta fuggendo in massa, le strade sono intasate di vetture e cittadini che con mezzi di fortuna cercano di raggiungere i territori più vicini difesi dall'esercito siriano.

Ecco fino a questo punto i telegiornali occidentali, o almeno italiani, ci arrivano, ci fanno vedere i civili in fuga, ma al momento di dirci dove stiano andando, ecco che qualcosa nella loro testa si inceppa e va in tilt,per loro ammettere che i siriani si sentano difesi dall'esercito siriano è un concetto troppo complesso e inaccettabile, dopo aver passato anni a dipingere l'esercito come “milizie fedeli ad Assad” odiate dalla popolazione, ecco ora è davvero troppo per loro dover ammettere tanti errori d loro commessi e si tacciono, questa gente disperata, fugge verso il nulla.

Ghouta est

Questa notte le Unità Tigre hanno tentato di forzare le ultime difese che li separavano dal fronte occidentale a sud di Harasta, una volta presa Beit Sawa, si sono lanciate in avanti , aggirando da sud  Madyara, ma probabilmente si sono accorti di rischiare il fuoco incrociato delle postazioni jihadiste e hanno desistito. Oggi potrebbe rivelarsi il giorno decisivo per spezzare in due la sacca.

Vi rimando ora agli aggiornamenti dei giorni scorsi in modo che possiate vedere come i progressi siano stati davvero notevoli.

Vi posto anche il video del commento parlato della situazione in Siria in modo che possiate vedere le tante mappe che prepariamo.

https://www.youtube.com/watch?v=d9dd-81yRoM

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 3-3-2018 ore 23.40

Sacca del Ghouta est

Grande giornata per l'esercito siriano.
Dopo giorni di continua pressione offensiva, ad elevata intensità di fuoco, le forze siriane si erano portate ieri sulla base di Mensola 274, base strategicamente importante, sia come simbolo, sia perché ultima linea di difesa fortificata delle forze jihadiste.
Presa la base infatti oggi sono crollate di botto le difese interne, che non avendo più posizioni fortificate e trincerate da opporre, si ritirano di fronte all'avanzata guidata dalle Unità Tigre, forze speciali siriane.
Al momento le postazioni avanzate si sono attestate con combattimenti sostenuti, presso Ar Raynah, già liberata per metà, Al Shaffoniyah, le avanguardie stanno ora combattendo di fronte alle cittadine di Beit Sawa e Mesraba, una avanzata davvero imperiosa ed inattesa.
Appare quindi chiaramente la strategia siriana, vogliono separare in due la sacca del Ghouta, avanzando verso la base a sud-est di Harasta raggiungendo il saliente difeso da truppe siriane.
Il crollo di queste linee interne ha indebolito fortemente la resistenza degli jihadisti all'interno di Nusarabiyah, che si sono dovute ritirare non appena attaccate in forze dall'esercito siriano 8 ore fa. 
Caduta Nusarabiyah anche i difensori di Utaya hanno ceduto ai siriani il controllo di questa cittadina, con una avanzata che non ha precedenti nel Ghouta est, sacca dove si combatte da anni.
Ognuno di questi attacchi ha ricevuto adeguato supporto da arte delle aviazioni sia siriana che naturalmente russa.
Proseguono i violentissimi scontri a fuoco nel tremendo scenario casa per casa di Harasta dove la 4° divisione sta combattendo tenacemente guadagnando metro dopo metro in uno scontro davvero sanguinoso.
Son segnalati diversi scontri a fuoco interni tra le milizie jihadiste che occupano con violenza queste città da anni e le popolazioni locali che sentono vicina la liberazione e si rivoltano armi alla mano contro i loro aguzzini.
Speriamo che domani ci attendano altre ottime notizia.
Nel frattempo vi rimando alle sitrep scritta del 2-marzo-2018 per leggere come si sia evoluta la situazione su altri fronti e in particolare del pericolo di una simulazione di attacco chimico.
http://sakeritalia.it/…/situazione-operativa-sui-fronti-si…/

e vi segnalalo anche la video analisi della guerra registrata questa mattina, poco prima che iniziasse questa grande offensiva.
https://www.youtube.com/watch?v=d9dd-81yRoM

Vi segnalo anche i violentissimi bombardamenti delle aviazioni siriana e russa sulla sacca di Idlib, nel settore a nord di Hama, colpite Kafr Zita e Ltamenah, preludio forse di un attacco siriano su questo settore, è stato colpito in Kafr Zita un deposito di munizioni sotterraneo, ad opera dei caccia russi precisissimi.

Nel settore di Afrin segnalo invece la caduta di Rajo, che era difesa anche da truppe siriane NDF, la prossima offensiva turca su Jandaris che in parte è già circondata.

Per oggi è tutto, domani sarò impegnato tutto il giorno nelle operazioni dei seggi elettorali, vi auguro una buona domenica e un buon voto.

aggiornamento flash dai fronti siriani del 6-3-2018

Cantone di Afrin
Momenti fa è arrivata la notizia che le truppe FSA , affiancate da forze speciali turche, si appresterebbero ad entrare nella cittadina curda di Jandaris, località strategica ormai semi circondata ed indifendibile.
Speriamo che le difese tengano o che almeno riescano ad evacuarle per formare una nuova linea di difesa verso Afrin.
Al momento proseguono sulle difese curde, affiancate da milizie NDF siriane, i bombardamenti preparatori da parte dell'aviazione turca.
Dopo la caduta di Rajo, Jandaris sarebbe la seconda cittadina a cadere, ma aprirebbe la strada per Afrin dal sud del cantone.
Anche Sheik al Hadid è stata catturata dall'esercito turco, in questo modo tutti i confini turco-siriani, sono stati conquistati e il primo obbiettivo turco può dirsi completato.

Ghouta est
L'avanzata siriana è proseguita decisa per tutta la giornata di ieri, la strategia appare chiaramente quella immaginata di tagliare in due o forse in tre la sacca, separando anche Harasta da Duma e Jobar.
Al momento attendiamo il prossimo colpo e spallata alle difese, per arrivare a ridosso di Mesraba, dove proseguono gli scontri tra alcune fazioni di jihadisti, possibile che alcune ricerchino un accordo immediato con i siriani e le altre no.

Manbij
Segnalati movimenti di ingenti truppe curde YPG che dalle regioni occupate della Siria orientale, stiano abbandonando i fronti difesi ormai dalle SDF filoamericane e dalle truppe speciali USA.
Da informazioni trapelate, sembra si stano riposizionando sia su Manbij e anche verso Afrin per rinforzare le difese curde e per procedere, a quanto pare, ad un vero e proprio attacco contro le forze FSA affiancate dalle truppe turche.
La colonna in marcia dai territori siriani occupati verso Afrin sarebbe composta da almeno 1200 combattenti secondo fonti siriane militari.
Proseguiamo nel monitoraggio.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 6-3-2018 ore 20,30

Goutha est
Ancora nuove zone della sacca sono state liberate grazie all'offensiva condotta dalle truppe siriane che sono ora più vicine a Jisree, La notizia più importante riguarda ancora Mesraba, dove le fazioni la cittadinanza è in lotta contro gli jihadisti, ha esposto su palazzi e moschee le bandiere siriane e contattato i comandi dell'esercito siriano perché entrino velocemente in città liberandola.
Poco più a sud a Hamouriyah e Saqbah, bandiere siriane sventolano sulle piazze principali, su diversi palazzi e moschee, segno che la popolazione accoglie l'esercito ed è in scontro aperto con i terroristi al loro interno.
Questo fatto potrebbe anche allontanare i rischi di vedere ripetuto lo scenario di un attacco chimico scatenato dai terroristi per causare l'intervento armato delle potenze occidentali contro l'esercito siriano.
nel video le forze siriane impegnate nei combattimenti nella sacca.

https://www.youtube.com/watch?v=X3Qw9l-lxyE

Afrin
Prendono corpo le notizie della smobilitazione di molte truppe dalle zone occupate dell'est della Siria, oggi abbiamo dato notizia della partenza di una prima colonna di rinforzo , ora arrivano notizie di altre in preparazione con migliaia di miliziani.
La prima da 1200 miliziani sarebbe composta non da Curdi ma da arabi della fazione armata che risponde al nome di Jaish al Thuwar, fonti americane , del pentagono, hanno diffuso un comunicato in cui annunciano che le forze curde schierate lungo la valle del fiume Eufrate, impegnate nella lotta contro ISIS , abbandoneranno la zona ritirandosi verso Manbij o Afrin e partecipare alla difesa dei cantoni.
Lo scenario che avevamo ipotizzato con il crescente malcontento curdo per l'immobilismo e prepotenza USA, che da un lato non difendeva i curdi di Afrin e dall'altro minacciava i miliziani YPG che volevano invece difendere i loro fratelli, trova la naturale evoluzione nel distacco dei curdi dai padroni a stelle e strisce, scelgono di combattere quindi contro le milizie FSA appoggiate dai turchi.
Vedremo come gli USA copriranno la zona ora, la coperta è sempre più corta.
Inoltre pochi giorni fa leggevo della presentazione di una milizia araba che si sta organizzando nella Siria occupata dagli USA per combattere gli invasori.
Bei video potete vedere le FSA che combattono contro le milizie curde, in uno si trovano a ridosso di Jandaris, nell'altro, sempre di oggi, sono a meno di dieci Km da Afrin.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=tEQJdzCvdBo

https://www.youtube.com/watch?v=-NE46Tv8E_E

aggiornamento flash dai fronti siriani del 7-3-2018, pomeriggio

Ghouta est

Procede inarrestabile la marcia delle forze armate siriane, stanno liberando ormai metà della fu sacca del Ghouta, oggi hanno compiuto uno sforzo extra attaccando le postazioni dei miliziani jihadisti di Beit Sawa, che s erano attestati sul limitare della cerchia urbana, ma le forze siriane hanno avuto in breve tempo ragione della resistenza delle milizie di Jaish al Islam e Faylaq al Rahman che viste superate le loro difese, si sono dati alla fuga abbandonando la città.
Bene perché così facendo hanno permesso di risparmiare molte vite innocenti.
Nei giorni scorsi è però emerso sempre più come la popolazione locale stia ostacolando le milizie jihadiste ed in molte occasioni si siano anche ribellate alle loro angherie.
Notizia di ieri che le organizzazioni umanitarie che hanno portato gli aiuti a Duma, abbiano denunciato come degli aiuti si siano impadroniti i miliziani e che la popolazione avesse ricevuto ordine di restare chiusa nelle case.
Scene come questa preludono la vendita di questi aiuti a chi possa pagarli a caro prezzo.
Occorre che la liberazione di Duma e delle altre città avvenga nel più breve tempo possibile e che questi cittadini siriani recuperino la loro libertà sotto la bandiera di Damasco.
Al momento la chiusura con il fronte siriano da ovest dista pochissimo, 800 metri circa, poi la sacca sarà divisa in due con Duma e Harasta a nord e Jobar ed Ein Tarma a sud.
In diverse cittadine del sud della sacca, stanno esplodendo numerose manifestazioni di rabbia dei cittadini contro i miliziani.
Gli abitanti vogliono che se ne vadano dalle loro città, che si arrendano, loro e gli odiati caschi bianchi, che ormai tutti conoscono come degli attori che si guadagnano da vivere girando finti salvataggi che terminano sempre con una corsa di almeno 400 metri,ormai non hanno nemmeno la fantasia di cambiare un po' il copione.
Anche a Amoriyah e Saqbah sono i corso manifestazioni e in diverse piazze, palazzi e moschee sventolano le bandiere siriane in aperta sfida contro i miliziani.
, Manca poco e tutte queste città verranno liberate definitivamente dai terroristi integralisti finanziati e protetti per anni da potenze straniere anche occidentali.

Afrin
Se dal lato del Ghouta le notizie buone abbondano, presso Afrin invece le cose precipitano. 
Oggi le milizie FSA, terroristi di diverse fazioni sanguinarie ed integraliste, nascoste sotto una bandiera difesa ed esposta in tutta Europa come fosse una bandiera di libertà e non di morte e sofferenza per la popolazione siriana, hanno attaccato diverse cittadine, Katma, Kafr Jana, Metina, la diga del lago Maydanki, Hilubiyè, Al Ciya sono cadute sotto il controllo turco, come avevamo spiegato, raggiungendo il falsopiano, e lasciando le montagne impervie alle spalle, le forze guidate dalla Turchia non trovano ostacoli alla loro marcia e travolgono ogni postazione difensiva dei Curdi.
A Kafr Jana sono morte diverse decine di combattenti delle NDF siriane, combattendo fianco a fianco con le milizie curde, si erano aiutati a vicenda anche anni fa e nessuno di loro lo ha dimenticato.
Ormai temo sia davvero tardi per rinforzi curdi anche consistenti, Afrin dista circa 6 Km dalla linea di fronte in rapida avanzata, e già domani potrebbe essere in vista, anche da sud le forze filoturche avanzano, Jandaris ha le ore contate, l'assalto, come anticipato ieri, è partito stamane e le truppe di Ankara sono ora dentro la cerchia urbana.
Per ora è tutto

aggiornamento flash dai fronti siriani
8-3-2018

Ghouta est

Dopo la liberazione di Beit Sawa, le forze siriane stanno tentando di aggirare Madyara da sud per ricongiungersi entro domattina col fronte a sud di Harasta e tagliare in due la sacca del Ghouta est.
La manovra è guidata dalle Unità tigre, cui si sono uniti i cacciatori dell'ISIS "ISIS Hunters" per dare quel di più che serve in questi frangenti.
Sarebbe un colpo durissimo per le scoraggiate milizie jihadiste.