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Home Inchiesta Inchiesta Situazione operativa sui fronti siriani del 17-5-2018

Situazione operativa sui fronti siriani del 17-5-2018

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di STEFANO ORSI

Sacca di Rastan, oggi LIBERA

nei giorni scorsi, con progressione e molto ordine, ha avuto corso l'evacuazione dei miliziani jihadisti che non hanno accolto la riconciliazione con il governo siriano, le forze russa del gruppo di contatto, hanno organizzato ed accompagnato le fasi del trasferimento.


In questi giorni , partendo da est , l'esercito siriano ha preso il controllo di villaggi e città, stamattina è arrivato a Rastan, la città più importante di questo settore ed ecco nel video la popolazione che è scesa in strada salutando con gioia l'arrivo dell'esercito ed il ritorno dello stato siriano nelle loro vite.

A coloro che si domandassero come abbia potuto resistere in questi anni la Siria, schiacciata da tante potenze e dai loro mercenari venduti come “ribelli”, la risposta è solo questa, il Presidente Assad ha rappresentato per i siriani l'unica speranza di arginare il terrorismo e sconfiggere le potenze straniere che gettarono 7 anni fa la Siria nel caos più totale.

Dopo centinaia di migliaia di morti, questa guerra sta terminando all'interno della Siria densamente abitata, le sacche interne, con la caduta di questa, Rastan, e la prossima Yarmouk, ormai stretta in pochi isolati di rovine, saranno esaurite, restano aree occupate da nemici, gli Usa ad esempio, e altre

potenze come la Francia, la Turchia, e altre fazioni legate all'Arabia che occupano il sud.

Gli Usa hanno sottratto alla Siria le risorse energetiche per proseguire nello strozzare economicamente il Paese, affamare e sterminare la popolazione, come hanno fatto a Raqqa, distruggendola nonostante vi fossero decine di migliaia di civili, o a Mosul in Iraq dove le autorità hanno calcolato in circa 10.000 i civili morti sotto le bombe USA per arrivare alla sua liberazione.

La guerra non si ferma, sta ancora mutando, dopo la sostituzione dell'ISIS nell'occupazione della Siria con le SDF, gli Usa ora mirano all'occuparla direttamente,  i lavori per una base nella provincia  di Deir Ezzour non si fermano.

Sacche Isis ad est

Entrambe le sacche dell'Isis sia quella ad est che quella ad ovest del fiume Eufrate, si trovano sotto attacco, forze Usa, Sdf e irachene, attaccano contemporaneamente i superstiti all'interno del settore della valle del fiume, con difficoltà avanzano, lentamente, quale enorme differenza dalle cavalcate di mesi fa con cui, senza colpo ferire, occupavano decine di Km al giorno, segno evidente che laddove i terroristi non cambino bandiera, è molto difficile guadagnare terreno, anche per gli stessi corpi speciali Usa. Prioritario per loro pare sia stato chiudere la via verso l'Iraq, ma ancora no premono sulla zona desertica.

Al Sukhnah, qui invece i siriani stanno serrando la morsa sui terroristi, in questi mesi i combattimenti non si potrebbero dire mai cessati, piccole scaramucce fino al mese scorso , quando l'Isis ha deciso di giocarsi il tutto per tutto cercando di riprendere la base T2, e poi Al Abukamal, chiaramente senza riuscirci, ora invece hanno perso terreno e i siriani hanno ripreso il centro della loro sacca con la conquista di Faydan Bin Muwaynah e della strada che collega la T2 ad Al Mayadin.

Presto avverrà lo scontro finale che provocherà il crollo delle ultime difese.

Si sospetta comunque che parte delle milizie Isis siano passate attraverso le difese siriane , nel deserto non ci sono trincee o fronti ben definiti, e abbiano raggiunto o la base americana per arruolarsi nelle NSA o si siano dileguate all'interno per poi uscire dalla Siria e magari far ritorno nei Paesi d'origine.

Yarmouk

Le forze siriane, Saa e Guardia Repubblicana sono affiancate su questo fronte dalle milizie palestinesi , già la volta scorsa abbiamo accennato al rallentamento dell'offensiva, eliminato il grosso delle difese, ora mirano a ultimare il lavoro limitando le perdite umane e di mezzi, individuati gli edifici con cecchini o nidi di resistenza, viene fatto intervenire un mezzo per lo sminamento, l' UR-77 Meteorit, che lancia un missile ancorato, che trascina con se una potente carica di esplosivo che ricade sugli edifici mirati per poi deflagrare distruggendoli con i miliziani al loro interno.

https://www.youtube.com/edit?video_referrer=watch&video_id=12eLj8fSshk

I carri modificati per il CQB, stanno resistendo molto bene ad ogni attacco con Rpg, non ho visto attacchi con missili americani Tow, segno che, almeno qua, l'isolamento ha funzionato.

Della mattina del 16  maggio le forze aerospaziali russe hanno iniziato una serie di pesanti bombardamenti mirati sulle posizioni ISIS a supporto delle forze siriane.

Nel video allegato potete osservare le milizie palestinesi coordinate e comandate d un ufficiale dei corpi speciali della Guardia Repubblicana, i mezzi corazzati modificati e i tunnel immancabili, scoprono anche un laboratorio per l'assemblaggio di bombe barile ed approntare trappole esplosive e VBIED.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=SwxjaBoRNkw

Sacca di Idlib

Proseguono gli spostamenti di truppe siriane a ridosso della sacca, nel contempo l'aviazione russa si è molto concentrata su questo settore, colpendo molto anche a ridosso della frontiera turca.

Probabilmente torna a suonare la campana per i qaedisti di questa sacca, sempre molto attivi anche nella guerra interna con gli jihadisti mercenari al servizio della Turchia.

Alcuni report ci hanno segnalato movimenti di truppe anche a nord est, nel settore di Aleppo, forse in vista di una nuova offensiva per allontanare il fronte, definitivamente, dalla città e metterla così in sicurezza.

Prossime tappe, quindi, Daraa nel sud della siria e La sacca di Idlib , resta da vedere se attaccheranno presso il fronte di Aleppo o se libereranno prima Jisr al Shougur.

La Turchia minaccia la Siria di non attaccare la sacca di Idlib, hanno posto delle strutture avanzate chiamati osservatori, mediante i quali vorrebbero egemonizzae il terrirorio di Idlib come fosse di loro competenza, mentre sappiamo come sia in corso all'interno della sacca una guerra tra fazioni e che una di esse sia Al Qaeda, per cui vi sono tutte le condizioni per attaccare la sacca e recuperare il controllo della maggior parte di territorio possibile.