Il SudEst

Saturday
Dec 15th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Inchiesta Inchiesta Un Medio Oriente dei popoli è possibile? Incontro @iFEST 2018

Un Medio Oriente dei popoli è possibile? Incontro @iFEST 2018

Email Stampa PDF


Redazionale

Venerdì 29 giugno ore 18.00, presso l'area dibattiti dell' IFEST 2018 - Ponte Nomentano Roma, si svolgerà l'incontro:

 

"Un Medio Oriente dei popoli è possibile? Dal confederalismo democratico alla lotta di liberazione palestinese"

 


Intervengono: 
UIKI Onlus


Bassam Saleh (giornalista palestinese)


Rete Kurdistan Roma


Murat Cinar (blogger e giornalista turco)


Chiara Cruciati (il manifesto)


Ivan Grozny (giornalista)


Gli Stati Uniti, con la solida alleanza con Israele, sanzioni e minacce ai governi della zona, finanziamenti mirati volti a destabilizzare il Medio Oriente, continuano la loro ricerca di egemonia e diritti commerciali ed estrattivi nell’area.

La Russia non resta a guardare passiva i progetti neocoloniali statunitensi, finanziando ed appoggiando gli opposti schieramenti prova a difendere i propri interessi.

La Turchia non abbandona le proprie mire espansionistiche e si allea prima con uno poi con l’altro per strappare ogni giorno un pezzetto di controllo in più.

L’Unione europea rimane in disparte, con timide prese di posizione, ma continuando ad inviare soldati dove la Nato ordina.

In questi giorni di smottamenti geopolitici vari, di sangue versato a Gaza come ad Afrin, il quadro è chiaro: le grandi potenze della Terra si scontrano in quest’area piena di risorse sulla pelle di chi queste terre le vive da secoli.

Ma se quando gli elefanti combattono gli unici ad essere sempre calpestati sono i fili d’erba, questi solo esistendo e resistendo ci parlano di quel mondo altro che dobbiamo costruire, quello dove trovano posto molti mondi.

Il popolo palestinese a 70 anni dalla Nakba, l’inizio del genocidio e dell’occupazione, non ha ancora piegato la testa ed ogni Venerdi, scrivendo la storia della resistenza con la Great Return March, torna alla frontiera e resiste nonostante le infami pallottole che arrivano da dietro il muro.

Il popolo curdo, senza aviazione, dopo aver inflitto pesanti sconfitte all’ISIS si ritrova un’altra volta abbandonato da tutte le forza presenti nello scacchiere, costretto ad affrontare la violenza dell’esercito turco che punta ad un pulizia etnica contro un popolo che, con etica ed organizzazione sociale fronteggia l’invasione ad Afrin, in Siria del nord ed in questi giorni anche nel Kurdistan Iracheno.

In questo caos di conflitti ed interessi divergenti, solo brevemente accennati in questo testo, una proposta risolutiva per tutta l’area, forse l’unica sistemica che è stata fatta viene proprio dai curdi. Confederalismo democratico: consegnare il potere alle comunità, confederare orizzontalmente le varie autonomie della regione nei principi di antifascismo, antisessismo, antirazzismo.
Riusciranno l’incessante lotta palestinese, il conflitto curdo, la popolazione turca cosi come quella iraniana e degli stati della region a costruire un Medio Oriente dei popoli? E’ possibile una soluzione pacifica al conflitto crescente?